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Trebisacce, blitz sulla spiaggia contro gli ombrelloni selvaggi

Trebisacce, blitz sulla spiaggia contro gli ombrelloni selvaggi
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Retata di ombrelloni sulla spiaggia della cittadina jonica: fallito infatti il tentativo bonario esperito nei giorni precedenti dagli uomini del Locamare di Trebisacce di convincere “i bagnanti” che il demanio è un bene pubblico da non assoggettare agli interessi privati, è scattato nei giorni scorsi il sequestro degli ombrelloni, delle sdraio, degli orpelli che servono per piantare gli ombrelloni e di altri attrezzi…per l’uso.

L’operazione, che ovviamente ha finito per suscitare da una parte il plauso di quanti da tempo lamentavano il perpetuarsi della moda di occupare la prima fila piantando gli ombrelloni in modo permanente e dall’altra le proteste di chi invece, imperterrito e finora incurante delle disposizioni emanate nell’annuale Ordinanza Balneare, ha fatto finta di niente, è stata autorizzata dalla Capitaneria di Porto di Corigliano diretta dal C. F. (CP) Canio Maddalena e disposta dal nuovo Comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Trebisacce Capo 1^ Cl. Np. Tommaso Squeo il quale ha chiesto la collaborazione del Comune che, non potendo esimersi dalla richiesta, ha messo a disposizione un mezzo e due operai che di buon mattino e alla presenza degli uomini del Locamare hanno provveduto a ripulire la spiaggia ed a riconsegnarla alla fruibilità pubblica.

Giro di vite, quindi, nei confronti dei “bagnanti”, ma anche nei confronti dei pescatori, sia professionali che dilettanti, che erano soliti disseminare le imbarcazioni e le reti lungo tutta la spiaggia occupando così il demanio e intralciando l’accesso alla spiaggia. Un lusso, questo, che una cittadina turistica, insignita peraltro di Bandiera Blu, non si può permettere.

Pino La Rocca

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