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Trebisacce. Studenti alla riscoperta della lettura, quando nessuno legge più

Trebisacce. Studenti alla riscoperta della lettura, quando nessuno legge più
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Dall’11 al 16 novembre in tutta Italia si è svolto, come da sei anni a questa parte, “Libriamoci”, iniziativa per le scuole, creata e portata avanti da: Miur, MiBACT e Cepell (centro per il libro e la lettura) che si pone l’obbiettivo di rendere protagonisti in egual misura, all’interno delle lezioni, alunni e libri. In totale, le scuole italiane partecipanti sono state 3107,  la Calabria con le sue 329 adesioni è stata  seconda solo alla Sicilia, infatti quest’ultima ha vantato ben 401 partecipazioni. Tra le scuole aderenti troviamo anche l’Ipsia “Aletti” di Trebisacce, situata nello storico palazzo Aletti. E’ la sesta volta  che l’istituto, quest’anno guidato dalla dirigente Marilena Viggiano, prende parte a “Libriamoci”.

A parlare dell’iniziativa sono stati: il professor Piero de Vita, anche referente di “Libriamoci”, e le professoresse Elirosa Gatto ed Emilia Lubiati. De Vita ha spiegato che le modalità d’iscrizione sono consistite nel  presentare sul portale del sito un progetto inerente una delle tre tematiche proposte dal Miur e poi attendere l’approvazione, il titolo del programma proposto dall’IPSIA è stato “Linguaggi… e altri linguaggi”. Questi, i tre temi presenti nella sesta edizione: Gianni Rodari, il gioco delle parole tra suoni e colori; Salviamo il pianeta; Il ruolo dei giornali e della comunicazione.

Tra  tutte le varietà di  lettura, quest’anno è stata sottolineata l’importanza della lettura ad alta voce poiché, oltre a rendere il lettore, attraverso la sua voce, perno del racconto, questa tipologia – afferma la professoressa Lubiati – ha anche una valenza psicologica, infatti è stato provato che rafforzi l’autostima. Durante le ore di lettura, gli alunni insieme agli insegnanti, hanno approfondito e commentato, ognuno secondo il proprio punto di vista, la tematica del testo analizzato, tutti e tre i professori si sono dichiarati soddisfatti dell’accoglienza e della partecipazione studentesca. La professoressa Elirosa Gatto sostiene che i giovani vadano educati al piacere dei libri, ma non parla di un’educazione sinonimo di imposizione ma di scoperta, soprattutto interiore, infatti, dice «Tra le pagine di un libro cerchiamo noi stessi. Se i più giovani attualmente non sono attratti dai libri è perché sono gli adulti i primi ad aver smesso di leggere, ad aver smesso di insegnare la bellezza, e di conseguenza anche quella della parola».

Francesco Agrelli

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