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Prevenzione Coronavirus nelle Strutture per Anziani. «Verifica tampone prima del ricovero»

Prevenzione Coronavirus nelle Strutture per Anziani. «Verifica tampone prima del ricovero»
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«Il diffondersi del Coronavirus trascina con sé una preoccupazione forse sinora sottovalutata e cioè la situazione che potrebbe crearsi all’interno delle strutture che ospitano anziani come Case di Riposo, RSA, Case Protette, Presidi di Riabilitazione intensiva ed estensiva. Questa è una problematica che non conosce confini e che purtroppo sta già dando i nefasti frutti. Gli anziani nelle case di riposo sono una categoria molto a rischio anche e soprattutto perché rientrano in quella fascia d’età identificata dall’Istituto Superiore della Sanità come il più soggetto ad ammalarsi e morire di Covid-19. L’ANASTE (Associazione Nazionale Strutture Terza Eta’), la società Medicura e la Pegaso Srl si sono mosse in tal senso, supportate da altre associazioni del settore, nella tutela dei tantissimi anziani ricoverati in questi luoghi, di cui migliaia su territorio calabrese. Nella sola provincia di Cosenza risulterebbero non meno di un centinaio di strutture. Poiché sovente vengono autorizzati ricoveri presso queste strutture di pazienti provenienti da ospedali, e ancor meno rari sono i casi in cui gli ospiti delle case di riposo si recano in strutture ospedaliere per controlli o interventi chirurgici e dopo qualche giorno fanno rientro in struttura; ecco perché l’Anaste chiede che su questi pazienti e/0 ospiti venga eseguito il tampone per verificare di non essere malati di Coronavirus con il rischio di portare il contagio nella struttura, dando vita ad una pericolosa escalation di malati e di morti.

«Bisogna  considerare – l’appello alla governatrice della Regione Calabria, Santelli; al commissario per la Sanità, Cotticelli; a tutte le Asp calabresi e a tutti i prefetti – che i nuovi pazienti provenienti dagli Ospedali andranno ad esser ricoverati in strutture territoriali già piene di pazienti anziani e fortemente debilitati, non autosufficienti, in molti casi già portatori di gravi patologie». In questo modo «le strutture per anziani sarebbero costrette a mettere in quarantena quegli ospiti in arrivo o di ritorno dagli ospedali calabresi, per evitare appunto un possibile contagio degli altri anziani. Ma le Strutture non possono sobbarcarsi questo assurdo onere – lamentano i promotori di questa richiesta nel loro “grido d’allarme” -.  «Le strutture non dispongono di spazi adeguati ed indispensabili a garantire uno effettivo isolamento dei pazienti provenienti dagli ospedali che potrebbero essere stati esposti al virus». Pertanto,«si chiede di procedere alla verifica tramite tamponi, (con il secondo tampone da eseguire alla scadenza delle 48 ore dal primo) prima di autorizzare qualsiasi ricovero presso le strutture territoriali calabresi. Si ritiene che sia necessario e doveroso che le Aziende Ospedaliere utilizzino queste precauzioni, al fine di impedire un sicuro diffondersi del contagio. In più, da come sottolinea Vincenzo Diego, direttore amministrativo di una di queste strutture per anziani, e cioè “Villa Azzura” di Roseto Capo Spulico, «sarebbe il caso di effettuare i tamponi anche su medici, personale amministrativo, figure socio assistenziali che quotidianamente svolgono il loro lavoro presso le strutture per anziani. Come sarebbe necessario e doveroso da parte della Protezione Civile Calabria e da parte della Regione stessa rifornire queste strutture dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)».

Intanto, l’Asp di Catanzaro, proprio stamattina – a seguito di queste sollecitazioni – ha autorizzato l’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, la Direzione Sanitaria “Mater Domini”, la Direzione Sanitaria di Lamezia-Soverato-Soveria Mannelli,  i Distretti Socio Sanitari di Soverato, Lamezia Terme, ad eseguire quanto espressamente richiesto da numerose associazioni operanti nel settore dell’assistenza anziani. E quindi l’esecuzione di due tamponi prima dell’eventuale ricovero presso le strutture territoriali. La società Medicura di Rende e la Pegaso srl, che gestisce anche “Villa Azzurra” di Roseto Capo Spulico” si augurano che questo provvedimento venga recepito anche dalle altre Asp regionali.

Vincenzo La Camera

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