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Terzo Megalotto. «Boom economico? Solo briciole e devastazione del territorio»

Terzo Megalotto. «Boom economico? Solo briciole e devastazione del territorio»
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All’indomani del simbolico inizio dei lavori per il Terzo Megalotto della Ss 106, avvenuto a Francavilla Marittima (nella foto), non si è fatto attendere l’intervento di R.A.S.P.A. (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela), notoriamente contraria all’opera. «Tutto (quasi) l’Alto Ionio, sicuramente tutti i sindaci che per anni hanno finto di voler tutelare il territorio, stanno festeggiando l’inaugurazione di un cantiere – scrivono in un documento -. Non di un’opera, di un cantiere. Questa è la logica strisciante e viscida a cui ci hanno abituati. L’opera arriverà chissà quando, se arriverà. Ma la vera conquista è l’inizio dei lavori. Perché tra l’inizio e la fine, non conta quello che ci passa in mezzo. E sotto». Raspa si rivolge ai sindaci. «Nessuno conosce la loro visione territoriale. Nessun sindaco spiega come possa sposarsi il cemento di quest’opera con le famigerate bandiere blu, che sventolano con orgoglio».

Continuano il duro affondo, Alessandro Gaudio e gli altri soci. «Parlano di indotto economico e posti di lavoro. Noi ora ci sediamo e aspettiamo tutto questo boom economico che ci travolgerà. Voi quando vi piegherete a raccogliere le briciole, prendete anche i resti della devastazione e portateveli a casa. Vorremo tanto avere torto – insistono – ed esserci sbagliati su tutto, dai posti di lavoro (che non ci saranno) alla devastazione ambientale (unica cosa certa)».

Gli affari «saranno per pochi, per quelli che si stanno fregando le mani – ammoniscono dall’associazione che da tempo si batte per la difesa del territorio -. Gli affari non riguardano mai la collettività. I danni irreversibili sul territorio invece saranno a carico di tutti. Ma queste cose a voi non interessano. Lo sappiamo. L’importante è che si faccia qualcosa. A qualsiasi costo. A qualsiasi condizione. Anche se quel qualcosa costa un miliardo 4oo milioni di euro. Anche se quei soldi si sarebbero potuti spendere per altro. Magari per la dignità di una terra saccheggiata e spogliata di tutto. Ma, si sa, per alcuni la dignità si consuma su una strada».

v.l.c.

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