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Gennaro Gattuso: un calabrese è il nuovo Re di Napoli

Gennaro Gattuso: un calabrese è il nuovo Re di Napoli
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Dopo una carriera fenomenale che l’ha visto alzare al cielo la Coppa del Mondo di Germania 2006, due Champions League, due Supercoppe Europee, due scudetti, un Coppa del Mondo per club e una Coppa Italia, c’era enorme interesse nello scoprire come Gennaro Gattuso si sarebbe comportato nelle sua nuova vita da allenatore. Dopo diverse stagioni in questa nuova veste è finalmente giunto il momento di tirare i primi bilanci che, a dirla tutta, sono a dir poco sorprendenti.

Come Rino ha cambiato il Napoli

Dati i suoi trascorsi da calciatore di tanto cuore, polmoni, cattiveria agonistica e grinta, la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori pensava che Gattuso potesse trasmettere queste caratteristiche anche alle proprie squadre, incarnando alla perfezione lo stereotipo dell’allenatore italiano vecchio stile, tutto votato alla difesa e al contropiede. Già nella sua prima esperienza importante alla guida del Milan, tuttavia, il tecnico calabrese aveva dimostrato di avere delle idee di gioco molto interessanti e l’aveva fatto affidandosi a un gioco improntato sul possesso palla e sulla costruzione dal basso. Quando ormai sei mesi fa fu scelto per prendere il posto del suo mentore Ancelotti, in molti pensarono che Rino fosse giunto all’ombra del Vesuvio solo per traghettare la squadra fino a fine stagione ma, con ogni probabilità, si sbagliavano. Sin dalle prime uscite, il Napoli di Gattuso è apparso come una squadra molto diversa rispetto a quella confusa e impaurita vista sotto la guida Ancelotti. In uno con le prestazioni convincenti sono iniziati ad arrivare presto anche i risultati che hanno permesso agli azzurri di allontanarsi dalle zone meno nobili della classifica di Serie A TIM e di portarsi al sesto posto, non lontano dalla Roma quinta e dall’Atalanta quarta. Ma come gioca il nuovo Napoli di Gattuso? È vero che è una squadra tutto catenaccio e contropiede? Per rispondere a questa domanda può venirci in aiuto l’analisi tattica del match sviluppata da Ultimo Uomo in occasione della sfida di qualche giorno fa contro la Juventus, valevole per la finale della 73esima edizione della Coppa Italia. Ebbene, dalla semplice analisi dei primi dati dell’incontro, vediamo come in quell’occasione il Napoli abbia tenuto stabilmente nelle proprie mani il pallino del gioco, preferendo la costruzione dal basso al lancio lungo e risultando molto più pericolosa in fase offensiva rispetto ai bianconeri. La squadra di Gattuso è quindi una squadra che fa della difesa alta e del possesso palla il proprio marchio di fabbrica, in netta contrapposizione rispetto al Napoli di Ancelotti che invece preferiva il lancio lungo e la giocata in contropiede. Se è vero che i partenopei sono da tempo fuori dalla lotta scudetto che, secondo le scommesse sportive di Betway al 24 di giugno vede la Juventus a quota 1,40 e favorita rispetto a Lazio e Inter, è altrettanto vero che il sogno quarto posto è ancora in piedi e siamo sicuri che Gattuso e i suoi faranno di tutto per recuperare lo svantaggio di nove punti che oggi li separa da un’Atalanta allenata in modo magistrale da Gian Piero Gasperini.

Gli obiettivi da qui a fine stagione

Dopo aver regalato ai tifosi partenopei la gioia di riportare all’ombra del Vesuvio la Coppa Italia, Gattuso si è prefissato altri due grandi obiettivi da qui a fine stagione: raggiungere il quarto posto per garantirsi la qualificazione alla prossima edizione della Champions League e raggiungere le Final Eight di Champions che si giocheranno a Lisbona, in Portogallo, ad agosto. Per raggiungere la fase finale della Champions, tuttavia, i partenopei dovranno compiere un’autentica impresa al Camp Nou di Barcellona, contro la squadra del mostro sacro Leo Messi. A ogni modo, nella partita di andata disputata prima della sosta al San Paolo di Napoli e terminata con il risultato di 1-1, gli azzurri hanno dimostrato di potersela giocare alla pari contro chiunque e di poter andare a fare risultato anche su un campo difficile come quello dei catalani. In campionato, se possibile, la situazione è ancora più impegnativa e la rimonta sull’Atalanta sarà decisamente difficile. La Dea di mister Gasperini, che continua a volare sulle ali dell’entusiasmo e a rifilare goal a destra e sinistra, nelle 11 partite che mancano da qui al termine del campionato sarà solo chiamata a gestire il significativo vantaggio di nove punti che la separa dai partenopei. Insigne e compagni, dal canto loro, sono convinti di poter riuscire nell’impresa e anche nell’ultima partita disputata sul campo dell’Hellas Verona hanno dimostrato di essere in gran forma e di aver ritrovato la solidità dei tempi d’oro.

Gennaro Gattuso è ormai generalmente riconosciuto come uno dei più validi allenatori in circolazione. Dal canto nostro non possiamo far altro che augurare il meglio a un grande uomo che negli anni ha sempre dimostrato un grande attaccamento alla propria terra d’origine e che da più di vent’anni tiene alto il nome della Calabria. (guest post)

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