Redazione Paese24.it

Preoccupante carenza personale ex ospedale Trebisacce. Da Amendolara il grido di allarme

Preoccupante carenza personale ex ospedale Trebisacce. Da Amendolara il grido di allarme
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa

Le riaperture dell’ormai ex ospedale di Trebisacce, o almeno del suo ex Pronto Soccorso, sono ferme al palo, anzi fanno preoccupanti passi indietro, nell’indifferenza generale. Dal comune limitrofo di Amendolara arriva un segnale per provare a smuovere le acque. Il sindaco Antonello Ciminelli e l’assessore con delega alla Sanità, Prospero Scigliano, hanno scritto una missiva indirizzata alla direzione dell’Asp di Cosenza, coordinata in questo periodo dal commissario straordinario, Cinzia Bettelini e per conoscenza al sindaco di Trebisacce, Franco Mundo.

«Denunciamo l’atavica carenza di personale che affligge il nosocomio di Trebisacce – si legga nella lettera -. Poniamo alla vostra attenzione come il Pronto Soccorso (che in realtà sarebbe un PPI, ndc), il 118, il CIM, il Laboratorio Analisi e Radiologia mancano di numerose figure professionali che di fatto rendono difficoltoso, se non impossibile, qualsiasi prestazione sanitaria, con gravissimi disagi per l’utenza». Il sindaco Ciminelli e l’assessore Scigliano invitano l’Asp di Cosenza a risolvere quanto prima questa grave situazione in essere, «prima di intraprendere ogni più opportuno strumento di lotta affinché si sopperisca alle denunciate deficienze».

Vincenzo La Camera

Condividilo Subito
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
giuseppe pagano
giuseppe pagano
8 mesi fa

Il Sindaco di Amendolara e il suo assessore alla sanità hanno intrapreso una azione giusta e politicamente ineccepibile.Se qualcuno nel nostro comprensorio pensa che il problema dell’ex Ospedale Chidichimo sia solo di pertinenza propria perchè lo stesso nosocomio è situato nel proprio comune cade in grave errore e si pone al di fuori della normale collaborazione intercomunale.Il buon senso dovrebbe porre le basi per costruire una azione collettiva di tutti i primi cittadini dell’Alto Ionio.Anche perchè ,allo stato,niente si muove se non dire sempre le stesse cose aumentando la rabbia e producendo soltanto nausea in tutti i cittadini di questa parte della Calabria.Non è mai troppo tardi,si spera!Perchè i servizi sanitari non esistono più e la gente muore.