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Montegiordano, lotta agli ombrelloni “selvaggi”

Montegiordano, lotta agli ombrelloni “selvaggi”
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Scatta sulla spiaggia, da parte dell’Amministrazione Comunale, l’operazione anti “ombrellone-salvaggio”, ma gran parte degli “abusivi” si dimostrano recalcitranti e, attraverso il web, invitano gli amministratori in carica a soprassedere e ad occuparsi, semmai, di… cose più importanti. Per la verità il fenomeno di piantare l’ombrellone e di lasciarlo sulla spiaggia in modo permanente insieme a sedie, lettini, spiaggine, salvagenti e quant’altro, non è una pratica abusata solo a Montegiordano ma diffusa anche ad altre località dell’Alto Jonio, e non solo. Altrove però, già negli anni scorsi, il fenomeno è stato drasticamente bloccato, prima attraverso un invito preventivo dei Comuni e della Guardia Costiera e subito dopo attraverso le retate e i sequestri di tutto il materiale trovato in pianta stabile sulla battigia. Stesso avviso preventivo, indirizzato ai residenti e ai turisti, ha fatto, d’intesa con l’autorità marittima, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rocco Introcaso convinta che comunque “prevenire è meglio che reprimere”.

«In ottemperanza all’art. 54 e 1161 del Codice della Navigazione e all’Ordinanza Sindacale n. 06 dell’01.06.2010 – si legge nell’avviso del Sindaco Introcaso – è fatto divieto assoluto di lasciare sulle spiagge libere, oltre il tramonto, ombrelloni, sedie a sdraio, tende ed attrezzature di qualunque genere. Gli ombrelloni e i relativi accessori che verranno rinvenuti sulla spiaggia dopo il tramonto, verranno rimossi, in collaborazione con la Guardia Costiera e gli operatori comunali e verranno considerati come rifiuti. Le sanzioni previste dal Codice della Navigazione Art. 1161 sono sia di tipo penale che pecuniario. Vi chiediamo pertanto di rispettare le norme previste e vi ringraziamo per la vostra collaborazione». Invito preventivo ma chiaro e perentorio, come si vede, molto probabilmente motivato dalle lamentele di altrettanti bagnanti, turisti e residenti, che non accettano questa occupazione abusiva delle spiagge, rivendicando il diritto di fruire delle spiagge libere senza ostacoli e senza condizionamenti. Condizionamenti che, come è noto, quest’anno devono tenere di conto del distanziamento fisico consigliato dal Coronavirus che, da quanto si continua a sentire e leggere, è sempre in agguato e non è andato per niente in vacanza.

Ora, è risaputo che lasciare l’ombrellone e tutto l’ambaradan sulla spiaggia libera durante la notte per “occupare” il posto per il giorno successivo è una pratica scorretta e illegale, ma tanta gente purtroppo non lo capisce e continua imperterrita a sfidare il buon senso e anche la legge. C’è infatti chi si fa scudo del fatto che tanto un ombrellone commerciale costa pochi euro, dimenticando però che oltre al sequestro della mercanzia, per la trasgressione di questo divieto si va incontro a sanzioni che non sono affatto irrisorie arrivando fino al pagamento di multe che vanno fino a diverse centinaia di euro e, inoltre, il trasgressore può incorrere nel reato di “Abusiva occupazione di spazio demaniale” (articolo 1161 del Codice della navigazione), con tutte le conseguenze di legge.

Pino La Rocca

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