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Suor Semplice. Sigilli del vescovo sul processo di beatificazione. Ora la causa si sposta a Roma

Suor Semplice. Sigilli del vescovo sul processo di beatificazione. Ora la causa si sposta a Roma
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Nuova tappa nel cammino verso la beatificazione della Serva di Dio, Suor Semplice, al secolo Maria Berardi, la monaca di casa castrovillarese morta in odore di santità il 23 marzo 1953. Ieri (martedì 8 settembre 2020), con una cerimonia solenne, tenutasi all’aperto, nello spiazzale della chiesa di San Francesco di Paola (dove si trova la tomba di “Zì Monaca”, come viene affettuosamente chiamata dai suoi concittadini), a Castrovillari, si è chiusa la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione.

Dopo la Santa Messa, presieduta dal vescovo della diocesi di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, si è insediato il Tribunale Ecclesiastico – questa volta per l’ultima sessione dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù, la fama di santità e dei segni della Serva di Dio – costituito dal vescovo Savino; don Pasquale Zipparri, delegato episcopale; frà Paolo Sergi, promotore di giustizia, e Maria Aversa, notaio. Dopo i giuramenti da parte di tutti i componenti e del postulatore, don Massimo Romano, sono stati apposti i sigilli con la ceralacca sui faldoni contenenti gli oltre 5mila documenti raccolti in tre anni (nella foto copertina), che passeranno, ora, nelle mani della Congregazione dei Santi (cioè l’organismo della Santa sede che si occupa dei processi di beatificazione), a Roma, che stilerà la “Positio”, un dossier da cui, usando le testimonianze e i documenti raccolti nell’Inchiesta Diocesana, si evinceranno, appunto, vita, virtù e fama di santità della Serva di Dio, conosciuta non solo a Castrovillari ma in tutta la Calabria.

Un grande evento storico e di festa, nel giorno in cui ricorre la Natività della Beata Vergine Maria – come ha sottolineato anche don Francesco Savino. «Questa – ha affermato il presule durante l’omelia – è una coincidenza che dimostra quanto la vita di Suor Semplice sia stata improntata, proprio come quella della Madonna, sull’Eccomi incondizionato, sullo svuotamento del suo ego e della sua vita da ogni forma di superbia e presunzione». «Zì Monaca, icona femminile del samaritano, è già Santa – ha ribadito il vescovo – per tante famiglie, per tanti giovani, per tante coppie». Infine, l’appello ai giovani di non lasciarsi ammaliare dagli idoli, l’invito alla preghiera e a far conoscere ancora di più la figura di Suor Semplice.

A soffermarsi sulla coincidenza della data di ieri, anche il postulatore don Massimo Romano, ricordando un episodio vissuto, tempo fa, da una devota che si era recata in visita dalla mistica calabrese Natuzza Evolo. Tra le diverse immaginette, la donna ne aveva anche una di Suor Semplice. «Natuzza – racconta don Massimo – nel vederla disse: “Questa donna diventerà Santa. Ci penserà la Madonna”. Non a caso – conclude il sacerdote – questo momento importante ricorre nel giorno della Natività di Maria».

Grande gioia anche per l’omonima associazione “Suor Semplice Maria Berardi”, presieduta da Antonio Buffone, che ha sede nella casa dove “Zì Monaca” viveva nella carità e dove ebbero luogo fenomeni mistici, tuttora meta di fedeli. Inoltre, per l’occasione è stato composto un canto intitolato “Semplicità” da un coro locale d’ispirazione cristiana dal nome “Aura” e dedicato a Suor Semplice.

Federica Grisolia

 

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