Redazione Paese24.it

Trebisacce. Cento candeline per “mastro” Giovanni

Trebisacce. Cento candeline per “mastro” Giovanni
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa

Raggiungere il fatidico traguardo dei 100 anni ma arrivarci bene, cioè in buona salute fisica e, soprattutto, mentale. Capace cioè di essere lucidi, sostanzialmente autosufficienti, di regalare calore umano alle persone che ci circondano e di distribuire loro pillole di saggezza. E’ quanto ha fatto nonno Giovanni Diodato, per tutti “mastro” Giovanni, un giovanotto che domenica scorsa, circondato dall’affetto e dal calore dei figli Augusto, Cesare  e Ottaviano, dei parenti, dei dipendenti dell’Azienda di famiglia e degli amici più cari tra cui il parroco don Vincenzo Calvosa, in un noto ristorante di Oriolo, ha festeggiato i primi 100 anni della sua vita conclusa con il tradizionale taglio della torta. Un’intensa giornata di festa, quella organizzata in suo onore, nella quale “Mastro Giovanni” ha dato l’ennesima prova della sua vitalità, della sua grande voglia di vivere, della sua simpatica arguzia e del suo sano ottimismo.

«Oggi – ha detto infatti a una sua parente di 85 anni presente alla sua festa – sei venuta a festeggiare il mio compleanno e io, nel ringraziarti di vero cuore, mi impegno fin da ora di venire a festeggiare i tuoi 100 anni». Tutto questo a dimostrazione di una grande serenità interiore, di quel sano ottimismo che gli consente di progettare ancora il suo futuro e non gli fa avvertire il peso dei 100 anni trascorsi non sempre agiatamente ma tra lavoro, rinunce e gli immancabili sacrifici vissuti soprattutto nei momenti più difficili della storia, e in particolare nel dopoguerra sia della prima che della seconda guerra mondiale. Classe 1920, “mastro” Giovanni, persona retta e di grande temperamento, unico superstite di una famiglia di 11 figli, nella sua vita lavorativa ha guidato sempre un’Impresa Edile a cui, a un certo punto, ha affiancato un’Azienda di lavorazione-marmi e di commercializzazione di materiali edili che oggi viene gestita dai figli. Nonno Giovanni è comunque l’esemplare tipico di quella longevità che caratteristica un po’ tutti paesi dell’Alto Jonio il quale, continuando a tenere in allenamento il corpo e la mente, anche se i figli per precauzione gli hanno “sequestrato” la sua cara macchinetta, è tuttora titolare della patente di guida che i sanitari dell’Asp gli hanno rinnovato in ossequio alle sue condizioni generali di salute. Ottime condizioni generali di salute che, del resto, “mastro Giovanni” ha dimostrato anche nel giorno del suo centesimo compleanno onorando la tavola fino in fondo e offrendo a tutti i presenti un esempio di grande forza d’animo e di voglia di vivere.

Pino La Rocca

Condividilo Subito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *