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Castrovillari. Comitato per la Salute invoca maggiore trasparenza nella vaccinazione

Castrovillari. Comitato per la Salute invoca maggiore trasparenza nella vaccinazione
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La fondazione GIMBE, il Gruppo Italiano sulla Medicina Basata sulle Evidenze, ha pubblicato un grafico in cui si evidenzia che un numero non precisato, ma abbastanza significativo di personale “non strettamente coinvolto nelle attività sanitarie”, è stato sottoposto a vaccinazione col vaccino Pfitzer, a dispetto di quanto previsto dal piano nazionale, che indicava nel personale strettamente impegnato in attività cliniche la prima fascia di persone da vaccinare. Alla luce di ciò, il Comitato per la Difesa della Salute Pubblica del Pollino chiede che sarebbe il caso di appurare se questi comportamenti scorretti si siano verificati anche Castrovillari presso l’ospedale, appunto dove si sta svolgendo la vaccinazione anti Covid-19.

Ciò, mentre contemporaneamente scoppiava in Calabria lo scandalo che portava alla sospensione dal servizio di un dirigente sanitario che avrebbe fatto vaccinare persone a lui vicine; e mentre si viene a conoscenza come la riduzione delle dosi di vaccino non riguarderà solo la Pfzizer ma anche l’altra multinazionale, Astra Zeneca. «Si rischia, dunque – commentano dal Comitato – che non tutte le persone a cui è già stata somministrata la prima dose di vaccino riescano a ricevere la seconda dose, indispensabile per rendere efficace la vaccinazione». Il Comitato chiede fermamente che gli organismi competenti si per una “campagna trasparenza” che renda accessibili a tutta la popolazione i dati ufficiali e aggiornati sulle procedure seguite nella distribuzione dei vaccini.

Intanto, sempre da Castrovillari, ci giunge un’altra protesta che riguarda i farmacisti; non tutti ma coloro i quali lavorano nelle farafarmacie. «È inaudito come i farmacisti, dipendenti e titolari, di Parafarmacia si trovano inspiegabilmente esclusi dalla possibilità di essere vaccinati contro il Covid-19 come accade per i colleghi delle Farmacie. Esistono forse operatori sanitari di serie A e di serie B?». A sollevare la questione è il dottor Roberto Sconza, titolare di una parafarmacia a Castrovillari. «Si tratta di una differenziazione gravissima cui possa porre rimedio subito – continua il dottor Sconza -. Si è trattato di una svista? Di un’omissione? Di un fatto voluto? Non lo sappiamo. Di certo in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo, comportamenti o omissioni del genere che discriminano colleghi che appartengono allo stesso ordine professionale, sono inqualificabili. Chiediamo al nostro ordine di intervenire».

Vincenzo La Camera

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