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	Commenti a: Trebisacce. Detenevano cani in recinti fatiscenti. Denunciate due donne	</title>
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	<description>Quotidiano online Alto Jonio - Pollino - Sibaritide</description>
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		Di: Rita Tagliati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rita Tagliati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 11:46:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo disumano il sequestro dei 19 cani in località Rovitti a Trebisacce e inaccettabile l’accusa di “abbandono di animali” per le due donne che, viceversa, dedicavano tutte le risorse (tempo, energia, denaro) alla cura di quei cani sottratti a miseri destini.
Sul territorio, per primi i Sindaci non fanno il proprio dovere (non osservando la legge nazionale che vale dal Piemonte alla Sicilia), rinunciando ad provvedere all’esistenza di appositi ben organizzati canili (o mancando di onorare annualmente il pagamento della propria quota nel caso di canili intercomunali), non promuovendo azioni positive di educazione sociale in materia di benessere degli animali, non punendo duramente chi contravviene alle norme.
L’atteggiamento generale dei cittadini è perlopiù indifferente se non ostile. Ho vissuto qualche anno lì e quante volte ho sentito la frase “è solo un cane”, oppure ho incontrato mamme che incutevano nei bambini la “paura dei cani”.
E’ molto frequente che chi possiede uno o più cani, specialmente in campagna, li destini a “mestieri”: pastori, guardia, caccia. I proprietari li tengono spesso alla catena, li curano solo in funzione dell’efficienza del lavoro richiesto e non esitano a castigarli e ad abbandonarli in caso di insoddisfazione. Di tali diffusi comportamenti ho avuto conferme anche dai veterinari che ho conosciuto a Trebisacce e dintorni. Difficilmente si provvede alla sterilizzazione delle femmine, non avendo scrupoli a sopprimere o abbandonare nell’immondizia o luoghi isolati intere cucciolate (il sindaco di Trebisacce sa bene in quali condizioni ho trovato io stessa 12 cuccioli nella pineta sulla spiaggia libera, alcuni dei quali venivano schiacciati dalle auto che parcheggiavano per andare al mare).
E’ un po’ lo specchio di gran parte del Sud, da cui provengono migliaia di esemplari per adozioni al Nord.
Ci sono, per contro, anche molte famiglie che hanno animali d’affezione (più spesso acquistati che non accolti fra i trovatelli); li curano, li nutrono a dovere, li fanno vaccinare, li fanno vivere negli affetti.
Fra queste due sommarie categorie &lt;strong&gt;esistono persone disinteressate, sensibili e di buon cuore, come le due donne denunciate, che non guardano alla razza del cane, se è bello o brutto, grande o piccolo, sano o malato. Vedono solo il suo stato di bisogno, gli dedicano uno spazio più o meno arrangiato, provvedono a cibo e acqua, ritengono stia meglio lì che lungo una strada o in altri luoghi in balìa di pericoli, ma soprattutto danno a queste bestiole tanto amore. Le attività meritorie di queste persone bilanciano la negativa situazione generale e l’unico sentimento da esprimere verso di loro sarebbe la gratitudine&lt;/strong&gt;.
Ribellandomi all’assurdità del sequestro (conoscendo la situazione dei canili in zona, non riesco a pensare che là i cani migliorino le loro condizioni) e della denuncia delle due responsabili, vorrei chiedere agli autori del gesto la stessa solerzia e lo stesso rigore nei confronti dei proprietari che tengono i cani alla catena, non li nutrono bene, li maltrattano e li abbandonano. E vi garantisco che ce ne sono tanti, sotto gli occhi di tutti. E ugualmente nei confronti dei Sindaci che non applicano la legge, non provvedendo ai cani randagi e abbandonati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo disumano il sequestro dei 19 cani in località Rovitti a Trebisacce e inaccettabile l’accusa di “abbandono di animali” per le due donne che, viceversa, dedicavano tutte le risorse (tempo, energia, denaro) alla cura di quei cani sottratti a miseri destini.<br />
Sul territorio, per primi i Sindaci non fanno il proprio dovere (non osservando la legge nazionale che vale dal Piemonte alla Sicilia), rinunciando ad provvedere all’esistenza di appositi ben organizzati canili (o mancando di onorare annualmente il pagamento della propria quota nel caso di canili intercomunali), non promuovendo azioni positive di educazione sociale in materia di benessere degli animali, non punendo duramente chi contravviene alle norme.<br />
L’atteggiamento generale dei cittadini è perlopiù indifferente se non ostile. Ho vissuto qualche anno lì e quante volte ho sentito la frase “è solo un cane”, oppure ho incontrato mamme che incutevano nei bambini la “paura dei cani”.<br />
E’ molto frequente che chi possiede uno o più cani, specialmente in campagna, li destini a “mestieri”: pastori, guardia, caccia. I proprietari li tengono spesso alla catena, li curano solo in funzione dell’efficienza del lavoro richiesto e non esitano a castigarli e ad abbandonarli in caso di insoddisfazione. Di tali diffusi comportamenti ho avuto conferme anche dai veterinari che ho conosciuto a Trebisacce e dintorni. Difficilmente si provvede alla sterilizzazione delle femmine, non avendo scrupoli a sopprimere o abbandonare nell’immondizia o luoghi isolati intere cucciolate (il sindaco di Trebisacce sa bene in quali condizioni ho trovato io stessa 12 cuccioli nella pineta sulla spiaggia libera, alcuni dei quali venivano schiacciati dalle auto che parcheggiavano per andare al mare).<br />
E’ un po’ lo specchio di gran parte del Sud, da cui provengono migliaia di esemplari per adozioni al Nord.<br />
Ci sono, per contro, anche molte famiglie che hanno animali d’affezione (più spesso acquistati che non accolti fra i trovatelli); li curano, li nutrono a dovere, li fanno vaccinare, li fanno vivere negli affetti.<br />
Fra queste due sommarie categorie <strong>esistono persone disinteressate, sensibili e di buon cuore, come le due donne denunciate, che non guardano alla razza del cane, se è bello o brutto, grande o piccolo, sano o malato. Vedono solo il suo stato di bisogno, gli dedicano uno spazio più o meno arrangiato, provvedono a cibo e acqua, ritengono stia meglio lì che lungo una strada o in altri luoghi in balìa di pericoli, ma soprattutto danno a queste bestiole tanto amore. Le attività meritorie di queste persone bilanciano la negativa situazione generale e l’unico sentimento da esprimere verso di loro sarebbe la gratitudine</strong>.<br />
Ribellandomi all’assurdità del sequestro (conoscendo la situazione dei canili in zona, non riesco a pensare che là i cani migliorino le loro condizioni) e della denuncia delle due responsabili, vorrei chiedere agli autori del gesto la stessa solerzia e lo stesso rigore nei confronti dei proprietari che tengono i cani alla catena, non li nutrono bene, li maltrattano e li abbandonano. E vi garantisco che ce ne sono tanti, sotto gli occhi di tutti. E ugualmente nei confronti dei Sindaci che non applicano la legge, non provvedendo ai cani randagi e abbandonati.</p>
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