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Amendolara. «Alla danza ho preferito i motori». Lo Slalom di Emilia in «un paese curato ed ospitale»

Amendolara. «Alla danza ho preferito i motori». Lo Slalom di Emilia in «un paese curato ed ospitale»
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Chi lo dice che il rapporto tra le donne e le quattro ruote è sempre complicato e pieno di stereotipi? Ad affermare il contrario è Emilia Covello, giovane 24enne originaria di Figline Vigliaturo (Cs), che abbiamo incontrato in occasione della manifestazione automobilistica 1^ Mini Slalom Città di Amendolara – IV Memorial Vittorio Minasi, seconda tappa del circuito Challenge Slalom Calabria 2021, organizzata dall’ASA di Castrovillari con il patrocinio del Comune di Amendolara e dell’Automobile Club Cosenza.

Unica donna in gara a bordo di una Opel Opc 1.6 turbo, e tra l’altro sul gradino più alto del podio per la sua categoria, Emilia coltiva la passione per i motori dall’età di 5 anni, grazie al suo papà, pilota anche lui. «Sicuramente è qualcosa di genetico – ci racconta – anche perché diverse volte ho cercato di coltivare altre passioni, come la danza, ma niente mi ha fatta mai sentire viva quanto i motori. Ricordo ancora i primi saggi dove i miei genitori con orgoglio sedevano nelle prime file, ma ogni volta che tornavamo a casa mi dicevano che il tutù, a quanto pare, non faceva proprio per me».

A bordo dei quad, prima, per poi passare alle macchine; dal cortile di casa – a scalare la marcia pià alta, arrivare quanto più veloce al cancello e testare la reattività nel frenare – fino alle gare. «Dopo aver raggiunto la maggiore età – continua Emilia – è iniziato il bello. Sono entrata anche io nel nostro piccolo team, insieme a mio padre e mio cugino. Da qualche anno si è aggiunto anche il mio fidanzato ed ora è diventata una passione che ci lega fortemente».

Tra le numerose prove affrontate, appunto, lo Slalom di Amendolara. «Un percorso molto bello e divertente. La cosa che mi ha colpito di più oltre alla cura che il sindaco e i cittadini hanno del paese, è stato sicuramente l’affetto dimostrato nei miei confronti e l’ospitalità; inoltre, il buon senso e il rispetto delle norme anti Covid. Se il prossimo anno la gara sarà disputata, non ci penserò due volte a tornare». 

E riguardo ai pregiudizi con cui, a volte, fanno i conti le donne sulle quattro ruote ci dice: «Non mi sono mai trovata difronte a situazioni spiacevoli, pregiudizi o esclusioni di alcun tipo. Tutti i piloti hanno sempre avuto grande stima e rispetto nei miei riguardi». Infine, Emilia si rivolge alle bambine che, come lei, al tutù preferiscono il rombo dei motori: «Non ponetevi limiti e spingete sempre il piede sull’acceleratore. E’ vero, è uno sport che richiede molta attenzione e concentrazione; può essere anche pericoloso ma, del resto, quante certezze si hanno nella vita? Se questa passione vi scorre nelle vene è giusto godersela appieno».

Federica Grisolia

 

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