Redazione Paese24.it

Una domenica di bronzo per gli azzurri alle Olimpiadi di Tokyo. Il racconto della seconda giornata

Una domenica di bronzo per gli azzurri alle Olimpiadi di Tokyo. Il racconto della seconda giornata
Diminuisci Risoluzione Aumenta Risoluzione Dimensioni testo Stampa

Delusioni nel nuoto e nella scherma

Nessun oro ma tre  medaglie di bronzo,  due al femminile, nel ciclismo su strada con Elisa Longo Borghini e nel Judo con Odette Giuffrida, ed una   nel sollevamento pesi maschile, a sorpresa dopo 37 anni, Mirko Zanni, che regalano ancora emozioni per l’Italia nella seconda giornata di gare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. L’Italia al momento è sesta nel medagliere con  cinque medaglie totali e la notte di lunedì potrebbe regalare altre soddisfazioni.

ITALIA DI BRONZO Le medaglie di bronzo di Elisa Longo borghini ed Odette Giuffrida (nella foto qui sopra) sono un premio al sacrificio di due ragazze terribili nello sport. Forse qualche rammarico su quello che poteva esser di più ma non è stato c’è ma il podio vale comunque una piccola impresa. Ad aprire la strada è stata nella tarda mattinata italiana è stata il ciclismo femminile con Elisa Longo Borghini (nella foto qui sotto) che ha confermato così il bronzo di Rio 2016. La 29enne piemontese della Trek-Segafredo e delle Fiamme Oro ha acciuffato il podio dopo una gara su strada durissima con uno scatto dal gruppo ad una manciata di chilometri dal traguardo. A vincere è stata Anna Kiesenhofer, austriaca classe 1991, una sorpresa, grazie ad una fuga partita   al primo chilometro con altre quattro atlete e poi ha resistito alla rimonta delle big, vincendo a braccia alzate nel circuito del Fuji.  Argento, a 1’15” e per 14” avanti alla Longo Borghini, è stata l’olandese Annemiek Van Vleuten che credeva di aver addirittura vinto. La seconda medaglia di giornata invece l’ha conquistata l’inossidabile Odette Giuffrida  nello Judo che alla vigilia, dopo l’argento di Rio 2016, sognava qualcosa di più grande. In semifinale la  romana Giuffrida esce sconfitta con onore dalla giapponese (poi campionessa olimpica) Uta Abe dopo 3’11 di Golden score grazie ad un uchi mata. Nella finalina per il bronzo Odette incrocia l’ungherese Reka Pupp, che al mattino aveva clamorosamente eliminato la campionessa di Rio Kelmendi. E dopo 30 secondi di Golden score con un bellissimo ippon conquista un bronzo che luccica davvero. La terza medaglia di bronzo per l’Italia ai Giochi nella prima domenica di gare arriva con  Mirko Zanni (nella foto copertina), che nel sollevamento pesi, categoria -67 kg, alza 322 kg (record italiano e podio dopo 37 anni, l’ultima era stata a Los Angeles 1984) e sale sul podio dietro il cinese Chen ( 332 kg, record olimpico) e il colombiano Mosquera (331 kg). Il 23enne di Pordenone nella sua impresa è stato aiutato da una cintura che ha chiamato Silvia, come la ragazza che ha corteggiato ma che lo ha rifiutato. Beh da stasera, quella ragazza forse ci ripenserà!!

SQUADRE ITALIANE AVANTI Bene le squadre italiane impegnate nel volley femminile, basket maschile e nella staffetta 4×100 del nuoto. A regalare emozioni vere è stata l’Italbasket che tornava ai Giochi dopo ben 17 anni. La squadra di coach   Sacchetti soffre e rimonta nel quarto tempo la Germania (92-82 il risultato finale) conquistando la vittoria alla prima gara. Tutto facile, invece, per le ragazze del volley che liquidano la pratica Russia per 3 a 0 (25-23, 25-19, 25-14). La bella sorpresa arriva dalla staffetta del nuoto maschile, lanciata da uno strepitoso Alessandro Miressi, incornicia subito un grande record italiano in batteria: 3’10″29. Gli altri tre staffettisti erano Santo Condorelli 47″90, Lorenzo Zazzeri 47″29 e Manuel Frigo 47″64. Per l’Italia si tratta del miglior tempo delle batterie: gli Usa sono secondi in 3’11″33, l’Australia terza in 3’11″89.

DELUSIONI AZZURRE Per la prima volta dopo 33 anni non è arrivata nessuna medaglia nel fioretto femminile. Nella finalina per il bronzo l’azzurra Alice Volpi  ha perso all’ultima stoccata contro la russa Larisa Korobejnikova. In semifinale la senese, al debutto ai Giochi, ha dovuto cedere (15-10) all’olimpionica in carica, la russa Inna Deriglazova. Stessa sorte è toccata ad Andrea Santarelli, battuto in finale per il terzo posto del torneo olimpico di spada maschile  dall’ucraino Igor Reizlin con il punteggio di 15-12. Non arrivano medaglie neppure dal nuoto. Le delusioni maggiori vengono da Gabriele Detti solo sesto nella finale dei 400 stile libero  e da Benedetta Pilato che probabilmente patisce la pressione e viene squalificata nella batteria dei 100 rana per una gambata irregolare. «Ho fatto una gara orribile non so cosa mi è successo», ha detto al termine della gara la 16enne tarantina che detiene il record del mondo  nei 50 metri rana (29”30). Manca il podio anche Manuel Lombardo che nel judo a Tokyo, categoria -66 kg, viene sconfitto nella finale per il bronzo  per ippon dal sudcoreano An Baul.

Nessun oro ma tre  medaglie di bronzo,  due al femminile, nel ciclismo su strada con Elisa Longo Borghini e nel Judo con Odette Giuffrida, ed una   nel sollevamento pesi maschile, a sorpresa dopo 37 anni, Mirko Zanni, che regalano ancora emozioni per l’Italia nella seconda giornata di gare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. L’Italia al momento è sesta nel medagliere con  cinque medaglie totali e la notte di lunedì potrebbe regalare altre soddisfazioni.

ITALIA DI BRONZO Le medaglie di bronzo di Elisa Longo borghini ed Odette Giuffrida sono un premio al sacrificio di due ragazze terribili nello sport. Forse qualche rammarico su quello che poteva esser di più ma non è stato c’è ma il podio vale comunque una piccola impresa. Ad aprire la strada è stata nella tarda mattinata italiana è stata il ciclismo femminile con Elisa Longo Borghini che ha confermato così il bronzo di Rio 2016. La 29enne piemontese della Trek-Segafredo e delle Fiamme Oro ha acciuffato il podio dopo una gara su strada durissima con uno scatto dal gruppo ad una manciata di chilometri dal traguardo. A vincere è stata Anna Kiesenhofer, austriaca classe 1991, una sorpresa, grazie ad una fuga partita   al primo chilometro con altre quattro atlete e poi ha resistito alla rimonta delle big, vincendo a braccia alzate nel circuito del Fuji.  Argento, a 1’15” e per 14” avanti alla Longo Borghini, è stata l’olandese Annemiek Van Vleuten che credeva di aver addirittura vinto. La seconda medaglia di giornata invece l’ha conquistata l’inossidabile Odette Giuffrida che alla vigilia, dopo l’argento di Rio 2016, sognava qualcosa di più grande. In semifinale la  romana Giuffrida esce sconfitta con onore dalla giapponese (poi campionessa olimpica) Uta Abe dopo 3’11 di Golden score grazie ad un uchi mata. Nella finalina per il bronzo Odette incrocia l’ungherese Reka Pupp, che al mattino aveva clamorosamente eliminato la campionessa di Rio Kelmendi. E dopo 30 secondi di Golden score  con un bellissimo ippon conquista un bronzo che luccica davvero. La terza medaglia di bronzo per l’Italia ai Giochi nella prima domenica di gare arriva con  Mirko Zanni, che nel sollevamento pesi, categoria -67 kg, alza 322 kg (record italiano e podio dopo 37 anni, l’ultima era stata a Los Angeles 1984) e sale sul podio dietro il cinese Chen ( 332 kg, record olimpico) e il colombiano Mosquera (331 kg). Il 23enne di Pordenone nella sua impresa è stato aiutato da una cintura che ha chiamato Silvia, come la ragazza che ha corteggiato ma che lo ha rifiutato. Beh da stasera, quella ragazza forse ci ripenserà!!

SQUADRE ITALIANE AVANTI Bene le squadre italiane impegnate nel volley femminile, basket maschile e nella staffetta 4×100 del nuoto. A regalare emozioni vere è stata l’Italbasket che tornava ai Giochi dopo ben 17 anni. La squadra di coach   Sacchetti soffre e rimonta nel quarto tempo la Germania (92-82 il risultato finale) conquistando la vittoria alla prima gara. Tutto facile, invece, per le ragazze del volley che liquidano la pratica Russia per 3 a 0 (25-23, 25-19, 25-14). La bella sorpresa arriva dalla staffetta del nuoto maschile, lanciata da uno strepitoso Alessandro Miressi, incornicia subito un grande record italiano in batteria: 3’10″29. Gli altri tre staffettisti erano Santo Condorelli 47″90, Lorenzo Zazzeri 47″29 e Manuel Frigo 47″64. Per l’Italia si tratta del miglior tempo delle batterie: gli Usa sono secondi in 3’11″33, l’Australia terza in 3’11″89.

DELUSIONI AZZURRE Per la prima volta dopo 33 anni non è arrivata nessuna medaglia nel fioretto femminile di scherma. Nella finalina per il bronzo l’azzurra Alice Volpi  ha perso all’ultima stoccata contro la russa Larisa Korobejnikova.In semifinale la senese, al debutto ai Giochi, ha dovuto cedere (15-10) all’olimpionica in carica, la russa Inna Deriglazova. Stessa sorte è toccata ad Andrea Santarelli, battuto in finale per il terzo posto del torneo olimpico di spada maschile  dall’ucraino Igor Reizlin con il punteggio di 15-12. Non arrivano medaglie neppure dal nuoto. Le delusioni maggiori vengono da Gabriele Detti solo sesto nella finale dei 400 stile libero  e da Benedetta Pilato che probabilmente patisce la pressione e viene squalificata nella batteria dei 100 rana per una gambata irregolare. «Ho fatto una gara orribile non so cosa mi è successo», ha detto al termine della gara la 16enne tarantina che detiene il record del mondo  nei 50 metri rana (29”30). Manca il podio anche Manuel Lombardo che nel judo a Tokyo, categoria -66 kg, viene sconfitto nella finale per il bronzo  per ippon dal sudcoreano An Baul.

CONTRO LA DISCRIMINAZIONE. L’INCONTRO VIRTUALE CON LA GIOVANE EMILI OMURO  Il mio terzo giorno a Tokyo inizia con un incontro speciale, sia pur virtuale tramite una telefonata via skype, che la dicono lunga sul messaggio che i giochi Olimpici possono lanciare. L’accensione del calderone olimpico da parte della tennista giapponese di colore Naomi Osaka ha incuriosito non poco in un Giappone attento a sconfiggere le discriminazioni ma che ancora deve far i conti con il bullismo nei confronti dei giapponesi birazziali.  Emili Omuro, appena 14enne, madre giapponese e papà nero statunitense, ha avuto un sussulto al cuore quando ha visto in tv Naomi accendere il braciere nello stadio. Era anche la sua vittoria. Omuro, che vive in un quartiere a nord di Tokyo –  mi spiega  che il Giappone deve fare di più per accettare persone di origini miste. Ma molti giovani di origine nera e giapponese lottano ancora in una società spesso conservatrice e largamente omogenea. “Ci sono state molte volte in cui è stato difficile – mi ha raccontato  la quattordicenne Omuro (nella foto qui sopra) –  La gente mi sussurrava dietro la schiena e mi prendeva in giro fuori la scuola  o quando camminavo per strada”. Cercando di attirare l’attenzione sul bullismo e la discriminazione affrontati da alcuni giapponesi birazziali, Omuro ha fatto domanda ed è stata scelta per essere un tedoforo nella staffetta della fiamma olimpica nazionale prima dei Giochi. Sperava anche di evidenziare la crescente, ma spesso trascurata, diversità razziale del paese. “Alcune persone dicono: per le persone miste, il bullismo è inevitabile – mi dice – E altre persone non sanno che c’è discriminazione, o fingono di non vederla”. Da qui la speranza accesa da Naomi Osaka, idolo giapponese nonostante sia una ragazza di colore per padre statunitense:  “Dobbiamo creare  una società in cui le persone possano sentirsi a proprio agio – mi ha detto – anche se diverse”. Forse questi giochi così contestati hanno acceso una luce sulla soluzione di questo problema in Giappone.

dal nostro inviato a Tokyo, Pasquale Golia

 

 

 

Condividilo Subito
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments