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Ancora medaglie per l’Italia alle Olimpiadi di Tokio. Il racconto della terza giornata

Ancora medaglie per l’Italia alle Olimpiadi di Tokio. Il racconto della terza giornata
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La terza giornata di gare a Tokyo 2020 si chiude con un rammarico finale per un argento che poteva essere oro con Daniele Garozzo, argento nel fioretto maschile ma che poteva anche esser oro. L’azzurro, infatti, ha dovuto combattere nonostante un problema ad una gamba e si è dovuto arrendere, dopo uno scontro serrato, all’atleta di Hong Kong Cheung Ka Long.  Resta comunque, una giornata storica per la spedizione italiana ai Giochi Olimpici con bene quattro medaglie conquistate  (tre argenti e un bronzo).

Diana Bacosi

Ha aperto la giornata   una magnifica staffetta 4×100 d’argento dei ragazzi del nuoto, ha chiuso, come si diceva, Daniele Garozzo, sempre con un argento luccicante. In mezzo l’altro argento  di Diana Bacosi nello skeet ed il bronzo, a sorpresa, di Nicolò Martinenghi nei 100 rana di nuoto. Delusione, invece, nelle arti marziali, con Basile subito fuori nel judo, e per il calabrese  Alessio, out nel taekwondo. Brutto k.o dell’Italvolley contro la Polonia ( 0-3). Nel tennis avanzano agli ottavi di finale solo Fabio Fognini e Camila Giorgi. E’ tornata in vasca anche Federica Pellegrini, la divina si è qualificata, con una prestazione sotto i suoi standard, per la semifinale, lei che insegue la quinta finale in cinque Olimpiadi disputate.

Nicolò Martinenghi

LE MEDAGLIE ITALIANE DI GIORNATA La sveglia italiana è suonata dalla staffetta 4×100 stile libero nel nuoto. Miressi, Ceccon, Zazzeri e Frigo,che non aveva mai visto il podio ai Giochi, regala all’Italia un secondo posto storico, preceduti dagli USA e davanti all’Australia. L’unica medaglia azzurra in staffetta risaliva al bronzo della 4×200 ad Atene 2004 con Brembilla, Cercato, Rosolino e Magnini. E’ stato Alessandro Miressi ad aver aperto la finale con un 47”72 da fermo (22”77) opposto a Caeleb Dressel (47”26), poi è tornato in acqua Thomas Ceccon con un 47”45 lanciato virtualmente già sul podio, che è stato difeso dal fiorentino Lorenzo Zazzeri da 47”31 e infine Manuel Frigo (47”63) ha resistito agli attacchi di Canada e Ungheria e toccato in 3’10”11. Frigo davanti a Chalmers (46”44): una vera e propria favola azzurra.

Sempre dal nuoto che arrivato un magnifico bronzo con Nicolò Martinenghi, 21 anni dopo l’oro di Domenico Fioravanti. Nei 100 rana il varesino del ‘99, tocca in 58”33 dietro al marziano Adam Peaty (57”33) e all’olandese Arno Kamminga (58”00). Ai 50 metri Martinenghi aveva virato quinto in 27”27. Quella di Martinenghi è la tredicesima medaglia azzurra nella storia del nuoto, la quarta nella specialità più tecnica.

Il secondo argento arriva sempre nella mattinata italiana nello skeet donne con  Diana Bacosi, che a fine gara  si scioglie in lacrime, come se si rendesse improvvisamente conto di aver vinto l’argento olimpico nello skeet donne. La  38enne azzurra a Rio aveva vinto l’oro, ma questo è un argento che luccica tanto. La vittoria è mancata per un piattello sbagliato nello scontro diretto contro la  statunitense Amber English.

Daniele Garozzo

L’ultimo argento di giornata in ordine di tempo è arrivato nella serata giapponese è arrivato dalla Makuhari Messe Hall di Tokyo, dove va in scena la scherma.  A conquistarla è stato il siciliano Daniele Garozzo, limitato nella finale dai crampi che hanno iniziato ad attanagliarlo già in semifinale. Nel match per l’oro contro l’atleta di Hong Kong Cheung Ka Long, che aveva eliminato negli ottavi il nostro Alessio Foconi lasciandogli solamente 3 stoccate, Garozzo ha dimostrato in ogni caso una volta di più che l’oro olimpico di Rio de Janeiro 2016 non era arrivato per caso anche se ha dovuto arrendersi all’avversario per 15-11 dopo un assalto serrato ed uno stop per riprendersi dal dolore al polpaccio della gamba.

LE GARE A PORTE CHIUSE ED IL TIFONE NEPARTAK Dopo tre giorni passati al Main Press Center, lontano dalle gare dal vivo per assolvere all’obbligo della mini-quarantena di tre giorni, finalmente è iniziata la mia olimpiade sul campo. Rispetto ai Giochi del passato per poter accedere negli stadi bisogna prenotarsi con un App ( ancora App!!) 24 ore prima. Io ho scelto l’Aquatic Centre che alla fine ha premiato, regalando all’Italia una pagina storica del nuoto olimpico. Per raggiungere il luogo è stata necessaria un’attesa di oltre mezz’ora del nostro bus giornalisti al punto di raccolta ma alla fine mi sono guadagnato il mio posto in tribuna stampa. Devo confessarvi, abituato alle gare di calcio a porte chiuse, che l’arena vuota non mi è dispiaciuta, si aveva la sensazione di vivere qualcosa di più intimo e più coinvolgente. Eravamo noi, divulgatori del racconto olimpico, e loro atleti in piscina ed in tribuna a tifare i propri compagni di squadra. E’ stata uguale la gioia però, forse più sentita perché noi giornalisti italiani presenti all’Aquatic Centre abbiamo dovuto tifare di più e far sentire alla nostra magica staffetta l’affetto di un’Italia intera. Intanto a Tokyo si avvicina il tifone Nepartak. Gli organizzatori dei Giochi olimpici di Tokyo 2020 hanno già iniziato a riprogrammare gli eventi a causa della perturbazione che si sta avvicinando alla capitale: il suo arrivo è previsto nella nottata del 27 luglio in Giappone.

Momiji Nishiya

DUE RAGAZZINE TREDICENNI SUL PODIO OLIMPICO DELLO SKATE Se non è record poco ci manca ma la storia che arriva dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 nella sua terza giornata di gare è da favola vera. La tredicenne giapponese Momiji Nishiya, infatti, ha vinto la prima competizione olimpica di skateboard per donne, regalando al Giappone, in casa, un altro  oro nell’evento di strada dopo che Yuto Horigome  aveva vinto la competizione maschile. Rayssa Leal, brasiliana anche lei di 13 anni, ha  conquistato l’argento, la seconda del suo paese nello skateboard dopo che Kelvin Hoefler, arrivato secondo domenica nell’evento maschile.  Due ragazzine dalla faccia da bimbe  campionesse olimpiche!! Una vera e propria favola nel buio del Covid. I sorrisi dei loro volti spensierati per qualche attimo hanno spazzato via la paura della pandemia ed aperto il cuore alla gioia dello sport.

dal nostro inviato a Tokyo, Pasquale Golia

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