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Ancora medaglie per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo. Ragazze d’oro del canottaggio!

Ancora medaglie per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo. Ragazze d’oro del canottaggio!
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L’Italia dello sport continua a regalare emozioni e medaglie ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Il bilancio di giornata (sesta di gara) è una goduria per gli appassionati e non: un oro, un argento e due bronzi per un totale di ben 19 medaglie sin ora conquistate. Partenza sprint degli azzurri nella primissima mattinata italiana. Un oro, un argento e un bronzo. La medaglia più preziosa arriva dal canottaggio: fantastiche Valentina Rodini e Federica Cesarini. Bronzo per l’equipaggio uomini: Stefano Oppo e Pietro Ruta. Nel nuoto Gregorio conquista un argento miracoloso (disciplina 800 sl). A mezzogiorno italiano, infine, le ragazze del team italiano di fioretto chiudono una giornata intensa con un bronzo. Negli sport di squadra, benissimo l’Italvolley femminile che batte 3 a 0 anche l’Argentina. Bene anche il Settebello che in vasca, nella pallanuoto,  in rimonta, ha battuto gli USA 12 a 11. Le Olimpiadi sono quasi al giro di boa tra protocolli, restrizioni e nuove positività nel villaggio olimpico ma ancora senza particolare affanno. Una cosa diversa, rispetto a ciò che sta accadendo in città. A Tokyo oggi nuovo record di contagi: oltre 3.865 nuovi casi.

RAGAZZE D’ORO Il secondo oro dell’Italia ai Giochi di Tokyo ha la faccia pulita e spensierata di due ragazze lombarde, appassionate di sport ma anche di cultura, tanto che entrambe hanno già una laurea in tasca. Federica Cesarini, 25 anni di Cittiglio, e  Valentina Rodini, 26enne di Cremona, hanno fatto la storia e quasi non ci credono.  La prima medaglia di sempre del canottaggio femminile azzurro torna a far risuonare a Tokyo l’inno nazionale italiano, grazie ad una gara   nel doppio leggero  da capolavoro con uno sprint finale che ha tolto il fiato: Francia battuta all’ultima palata di soli 24 centesimi, terza l’Olanda a 27. Ai 1500 metri le azzurre sono terze a 1”39 dall’Olanda e precedute anche dalla Francia, ai 1750 sembrano addirittura fuori dal podio insidiate all’esterno dalla Romania, ma con un incredibile rush negli ultimi 100 metri fulminano la concorrenza piombando con la punta sulla linea del traguardo.  Eroine di uno sport che regala sempre emozioni.

Paltrinieri

IL RITORNO DI SUPER PALTRINIERI La paura di non esserci era tanta, Gregorio Paltrinieri, colpito dalla mononucleosi solo lo scorso giugno, temeva di non ritrovarsi in tempo. Ma la storia è andata diversamente, Greg a Tokyo è d’argento. Un immenso argento in 7’42″11. Robert Finke, nato nel 1999, trionfa in 7’41″87 nei primi 800 della storia olimpica su Gregorio Paltrinieri che ha condotto sino agli ultimi metri, ha dettato il ritmo dalla corsia numero 8 ed è stato generoso e coraggioso a imporre il suo nuoto nella gara di cui è campione mondiale. Il bronzo è dell’ucraino Misha Romanchuk, sotto il podio l’iridato dei 1500 Florian Wellbrock. Una gara folle, spettacolare. Paltrinieri parte subito a tutta: in testa ai 100 in 55″15, ai 200 in 1’52″86. Nella vasca di ritorno nuota laterale quasi toccando la corsia. Ai 300 allunga in 3’50″55, mentre nella corsie centrali non accennano a rispondere all’azzurro che viaggia a 29″5 di media. Ai 600 in 5’48″05 resta in testa ma Romanchuk e Wellbrock stavolta contrattaccano. Ai 750 metri Greg resiste in 7’14″02 ma al tocco è secondo. “Parlare di miracolo è poco, non ci avrei scommesso neanche io. Ma stavolta ci ho messo il cuore”, così ha detto Paltrinieri  subito dopo la gara. “È bellissimo – ha aggiunto – oggi ero un’altra persona rispetto alla batteria, con un’altra mentalità, un’altra cattiveria e voglia di gareggiare. Me la sono vissuta al meglio”.

Oppo-Ruta

CANOTTAGGIO MASCHILE E FIORETTO FEMMINILE  DI BRONZO Il fioretto femminile resta sul podio: contro gli Stati Uniti della campionessa olimpica Lee Kiefer, Arianna Errigo  e le esordienti Alice Volpi, Martina Batini e Erica Cipressa hanno dominato e chiuso 45-23 il match. In semifinale le ragazze del fioretto si erano dovute arrendere per un soffio alle colleghe francesi.  Nella splendida giornata olimpica in Giappone arriva anche un altro bronzo per l’Italia del canottaggio: il doppio pesi leggeri del lariano Pietro Ruta e del sardo Stefano Oppo è terzo dietro Irlanda e Germania. Una gara regolare quella degli azzurri, chiusa al terzo posto in controllo negli ultimi 1000 metri.

Fioretto femminile di bronzo

TIFOSI OLIMPICI AL TEMPO DEL COVID  Il circuito di formula di Fuji dista da Tokyo quasi due ore di autobus ed arrivare qui significa vedere meno restrizioni. Con sullo sfondo proprio il monte Fujo miglia di spettatori nei primi giorni di gara di quata Olimpiade hanno potuto assistere alle ultime pedalate dei campioni del grande ciclismo su strada maschile femminile. A Tokyo, invece, come noto, gli spettatori sono banditi. Ma non tutti i fortunati possessori di biglietto valido hanno, poi, confermato la loro presenza. Sugli spalti della tribuna centrale del circuito, rigorosamente distanziati, abbiamo incontrato alcuni tifosi, come  Michio Miura e sua moglie Mayumi che ci hanno confessato di aver esitato  fino all’ultimo minuto sull’opportunità o meno di sfruttare alcuni dei pochi posti disponibili per il ciclismo nella prefettura di Shizuoka, dove siamo noi a 100 km da Tokyo. “Alla fine abbiamo deciso di venire perché sembrava che non ci sarebbero state molte persone e non ci sarebbero stati molti rischi, visto che si tiene all’aperto”. Nella sede del Fuji International Speedway le regole di mercoledì consentivano 10.000 spettatori, meno della metà della capacità della sede di 22.000. Ma solo 2.600 si sono presentati. Ed è uno schema visto altrove. Dopo che è stata presa la decisione di bandire i fan dalla maggior parte dei luoghi sono rimasti solo 70.000 biglietti su 3,63 milioni venduti prima del rinvio dei Giochi. Ma di questi, sono state presentate 30.000 richieste di rimborso. Daisuke Ono, 37 anni, è venuto a vedere il ciclismo mercoledì con sua moglie e quattro figli, ma ha ammesso di aver “esitato” ( anche lui) sulla decisione. “Ma dal momento che Shizuoka è praticamente l’unico posto dove puoi vedere i Giochi, era la nostra unica possibilità”, ha detto. E non tutti sono così esitanti. Alcune persone si sono presentate agli eventi organizzati sulle strade pubbliche di Tokyo, sperando di avere la possibilità di intravedere la concorrenza nonostante le richieste delle autorità di stare alla larga. Naoto Sugiyama, 52 anni, ha detto di aver deciso di venire al ciclismo perché era “un’occasione da non perdere”. E il 52enne si è detto deluso dal fatto che non ci fosse una “folla di sostenitori per incoraggiare i corridori”. Tomoe Kogo, che indossa un kimono stampato con anelli olimpici, ha detto di aver deciso di venire per non mancare un appuntamento storico per il Giapone: “Ho sentito che molte persone hanno chiesto rimborsi, quindi ad essere onesti ho pensato che probabilmente non ci sarebbero state folle”, ha detto.

dal nostro inviato a Tokyo, Pasquale Golia

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