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Tokyo. Si conclude l’avventura del nostro inviato. «Un sogno che porterò sempre nel cuore»

Tokyo. Si conclude l’avventura del nostro inviato. «Un sogno che porterò sempre nel cuore»
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Si conclude la settimana olimpica del nostro inviato a Tokyo, Pasquale Golia. Grazie Pasquale per averci raccontato le emozioni di questi Giochi davvero speciali. Leggendo le tue cronache per qualche minuto ci siamo ritrovati in Giappone. Per te una meritata “medaglia d’oro” (v.l.c.)

Nella settima giornata di gare ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 l’Italia conquisto solo una medaglia (bronzo nel tiro con l’arco femminile) ma avanza verso  strada verso altre come nell’atletica e la pallavolo. Lucilla Boari, come si diceva, porta a casa la prima medaglia (bronzo) mai conquistata da una arciera azzurra.  Il saltatore azzurro Tamberi si è qualificato per la finale nella notte, Gregorio Paltrinieri si è qualificato per la finale di nuoto  dei 1500 sl così come la staffetta 4×100 mista con Federica Pellegrini. La coppia Daniele Lupo e Paolo Nicolai ha battuto i polacchi Kantor-Losiak nell’ultima partita del girone di qualificazione del torneo olimpico di beach volley e guadagnato gli ottavi di finale. Le note negative, invece, arrivano dalla squadra maschile di spada, argento a Rio 2016, che  esce malinconicamente dal giro delle medaglie di Tokyo: fatale l’assalto dei quarti con i russi, perso per 45-37. Da segnalare anche una sconfitta clamorosa nel tennis, dove cadono anche gli dei in questo torneo olimpico, segno che l’impossibile esiste. Soprattutto ai Giochi più caldi della storia. Alexander Zverev batte Novak Djokovic, negandogli il sogno del Golden Slam.

LUCILLA BOARI NELLA STORIA DEL TIRO CON ARCO ITALIANO La ventesima medaglia dell’Italia a Tokyo arriva grazie ad una ragazza mantovana: Lucilla Boari, 24 anni (nella foto qui sopra), conquista il bronzo nella finalina contro la statunitense McKenzie Brown, superata per 7-1 in quattro set. Il primo si era concluso in parità, poi l’azzurra ha conquistato il secondo e il terzo e nel quarto – resosi necessario per l’1-1 iniziale – ha rischiato di creare i presupposti della rimonta a causa di una freccia finita sul 7. Ma l’americana non ne ha approfittato (solo 8 nella terza e ultima freccia) e Lucilla ha colpito con freddezza ottenendo un 10. E’ una medaglia storica per l’arco italiano, si diceva, perché mai in precedenza un’azzurra a livello individuale era salita sul podio olimpico.  La Boari a Rio 2016 era arrivata quarta nella gara a squadre.

ULTIMA NELLA SUA PROVA MA FELICE PER ESSERE AI GIOCHI Masomah Ali Zada, ciclista afgana, nel suo Paese di origine, solo per essere scesa in strada su due ruote, è stata insultata e le sono state più volte lanciate pietre e oggetti. Per inseguire il suo sogno e continuare a pedalare Masomah è dovuta andar via, complice una situazione in Afghanistan sempre più difficile  con attacchi mirati ai civili da parte dei combattenti talebani, in particolare contro donne che cercano di guadagnare spazio in diversi campi. Masomah, assieme alla sua famiglia, si è rifugiata in Frazie ad una borsa di studio del CIO e a maggio è stata scelta per rappresentare il team Cio dei rifugiati a Tokyo, dove, insieme ad altre 24 atlete, al Fuji International Speedway, era ai nastri di partenza della crono individuale. Masomah Ali Zada, è arrivata ultima ma era così felice da sembrare che avesse vinto ​​Mi sono detta che sono già una vincente contro le persone che pensano che le donne non abbiano il diritto di andare in bicicletta – ha detto – Ho partecipato ai Giochi Olimpici, quindi ho vinto”.

L’ANIMA DEI GIOCHI E LA VOGLIA DI ESSERCI I Giochi Olimpici di Tokyo 2020 rimarranno nella storia dello sport e non solo per essere stati i Giochi della non socializzazione. L’unico ponte tra il mondo venuto in Giappone ed il Giappone, nello specifico Tokyo, è strano a dirlo, ma sono stati i supermarket, stranamente condivisa tra stranieri e giapponesi, ed i volontari olimpici locali. Ne abbiamo incontrato tanti, tutti avevano stampato sul viso la felicità di esser li, nonostante il pubblico mancasse. “Alcuni dei miei colleghi mi chiedono perché sono sempre felice”, mi spiega un volontario incontrato all’Arake Arena. “È semplice. Sono alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Quindi saluto tutti con un sorriso e buongiorno, pomeriggio o sera, a seconda della situazione”. Gentilezza ma anche risolvi-problema i volontari sono per Tokyo, oltre che un ponte per socializzare anche l’anima dei Giochi Olimpici. Le persone su cui contare per ricevere aiuto. “Domani è un nuovo giorno – ma ha spiegato il volontario – È un’altra occasione per socializzare con persone provenienti da tutto il mondo senza dover salire su un aereo. Non vedo l’ora di continuare questa esperienza irripetibile. Regalare sorrisi e risolvere problemi”. Ecco, loro faranno parte della cartolina che domani porterò via da Tokyo, assieme a tanti flash-back di un’Olimpiade irripetibile, nonostante le restrizioni. Con il Covid l’importante era riportare il mondo in un unico luogo, l’opera è ancora a metà ma si può dire riuscita, e non era scontato ricevuta l’ultima notifica di test negativo al Covid sulla mia App olimpica ora è davvero tempo di fare i bagagli e lasciare un sogno che porterò sempre nel cuore, così come porteranno sempre nei loro ricordi, i volontari olimpici.

dal nostro inviato a Tokyo, Pasquale Golia

 

 

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