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Frascineto. Scoperta una piccola “Stonehenge” nel Parco del Pollino

Frascineto. Scoperta una piccola “Stonehenge” nel Parco del Pollino
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Riceviamo e pubblichiamo

Chiunque faccia una passeggiata lungo il crinale della masseria Parapugna nei pressi dei paesi arbereshe di Frascineto ed Eianina si ritrova dinnanzi ad enormi complessi di pietra e comprende immediatamente che non si tratta di un’ opera casuale e bizzarra della natura, né degli agenti atmosferici che hanno agito per millenni. L’interessante rinvenimento, fotografato, documentato e denunciato alle autorità competenti è stato scoperto, infatti, da Antonio Parapugna, escursionista, buon conoscitore della montagna e guida escursionistica in mountain bike che ha messo in luce un suggestivo pianoro sul quale insistono una serie di massi disposti in forma semicircolare e caratterizzati da un grande menhir centrale.

La disposizione delle pietre è chiaramente opera dell’uomo e riconducibile alla pratica di osservazioni astronomiche, giacché lo stesso scopritore ha verificato che nei due solstizi d’inverno e d’estate il sole proietta l’ombra del menhir centrale, sfruttando un preciso allineamento, in direzione di due massi li presenti, in maniera esatta ed inequivocabile. Il sito potrebbe essere una sorta di calendario per usi religiosi e agricoli e altresì legarsi allo studio antico del ciclo delle stagioni. Altri interessanti massi di pietra si trovano dislocati nelle vicinanze delle grotte che si trovano nella zona sovrastante, lungo il versante della montagna e lungo la Valle delle Ortiche e più precisamente una serie di pietre di forma ben precisa e con grandi fori centrali che senza alcun dubbio sono stati realizzati dall’uomo e non dal  caso. Il sito di Frascineto-Eianina sarebbe ben più vasto di quello visibile ad occhio nudo, ma attualmente sommerso da un bosco di lecci piuttosto recente ed è in parte scomposto, ma i megaliti presenti, utilizzati forse per motivi astronomici o religiosi ne testimoniano la natura antropica e la presenza di una antica civiltà che ha abitato il luogo, come  altri siti megalitici  della Calabria e merita di essere opportunamente studiato e valorizzato.

Come per il sito dell’Incavallicata nel comune di Campana e quello di Nardodipace nelle Serre calabresi, anche per il sito di Frascineto-Eianina si potrebbe presupporre la frequentazione dello stesso da parte di una popolazione antecedente ai Greci e ai Romani, in un arco di tempo compreso tra il 5000 e il 3500 a.C. e, se ad oggi risulta difficile e prematuro stabilirne le origini e le finalità, la sua funzione probabilmente cultuale e rituale, a carattere pagano, potrebbe risultare di grande importanza storica e culturale per il territorio della Calabria settentrionale e del massiccio del Pollino e contribuire in maniera decisiva ad altri studi sui siti megalitici della Calabria tutta. È una scoperta straordinariamente suggestiva che va ad aggiungersi alle meraviglie e alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche offerte da un territorio già ricco di molteplici attrattive e che merita un attento e doveroso esame da parte degli studiosi e una rivalutazione dell’importanza del rinvenimento nella più vasta area protetta d’Italia, il Parco Nazionale del Pollino.

Ines Ferrante

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