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Amendolara. Una bimba abbraccia Gesù Bambino nella solitudine del Covid

Amendolara. Una bimba abbraccia Gesù Bambino nella solitudine del Covid
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“Caro Gesù Bambino, ecco il mio desiderio più grande: ritornare alla normalità, senza distanziamento, senza mascherine, con il volto scoperto”. È la voce emozionata della piccola Miriana, dieci anni, a leggere la letterina per Gesù Bambino [in basso la versione integrale], durante la Santa Messa dell’Epifania, nella parrocchia “Madonna della Salute” di Amendolara Marina. Quella normalità che ormai manca da due anni a causa della pandemia. Paura e sconforto hanno lasciato spazio alla preghiera e alla grazia del momento, quando, insieme a Miriana, tutti i fedeli hanno affidato a Gesù Bambino, piccolo come lei, tutte le loro incertezze e i propri desideri. Ad ascoltare, con gioia, la letterina, le sue catechiste Rosaria Russo e Filomena Acciardi, e il parroco, don Nicola Arcuri che ha ringraziato Miriana perché “le parole, se dette da un bambino, diventano più importanti”.

La tradizione di Amendolara vuole che, il giorno di Natale, venga sorteggiato un bambino tra coloro che dovranno fare la Prima Comunione. Il piccolo fortunato accoglie la statua di Gesù Bambino nella sua casa fino al 6 gennaio quando farà ritorno in chiesa. In questi giorni, i fedeli si recano a trovarlo raccogliendosi in preghiera nell’abitazione. Quest’anno, però, a causa dell’emergenza Coronavirus, ciò non è avvenuto.

La semplice cerimonia di riconsegna è avvenuta questa mattina a margine della messa, in una chiesa semivuota, a causa del Covid che non sta risparmiando, in questa quarta ondata, il paese dell’Alto Jonio. Questa volta è toccato a Miriana Ruina e alla sua famiglia, suo fratello Riccardo, mamma Tonia e papà Fatimo, accogliere a braccia aperte la statua di Gesù Bambino; le stesse braccia spalancate che il Salvatore porge verso di loro e verso l’intera comunità. E quelle braccia con cui Miriana lo ha portato per fare ritorno nella sua chiesa, silenziosa.

“E’ stata per noi una gioia immensa – ci ha riferito mamma Tonia – anche se vissuta in maniera del tutto strana e insolita”. Certamente, la pandemia ha impedito il viavai di fedeli in casa e la condivisione della preghiera, ma questo ricordo rimarrà per sempre indelebile nel cuore della piccola Miriana. E le sue mani, su quelle di Gesù Bambino, sono state le mani di tutta la comunità così come le sue richieste e il suo cuore.

Federica Grisolia

 

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