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Pechino 2022. Italia supera record medaglie olimpiadi invernali. C’è attesa per Sofia Goggia

Pechino 2022. Italia supera record medaglie olimpiadi invernali. C’è attesa per Sofia Goggia
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L’Italia sale a quota 11 medaglie, facendo già meglio rispetto a Pyeongchang 2018 (Corea del Sud) in termini numerici. L‘ennesimo medaglia arriva dal mix di Snowboard con la coppia Moioli-Visintin, argento dietro gli Stati Uniti. Alla portabandiera azzurra Michela Moioli riesce così la rivincita dopo la sfortunata gara individuale di qualche giorno fa. Nella stessa finale in lizza un’altra coppia italiana, (Sommariva-carpano) sfortunati quarti per una caduta nell’ultima frazione. L’argento del duo di snowboard è l’unica soddisfazione di giornata che non registra grandi exploit azzurri nelle altre discipline, solo piazzamenti, infatti, nella staffetta biathlon maschile 10 km (Hofer 14°, in 25’19”. Gli altri italiani: Bormolini 23°, Windisch 30°, Giacomel 61°),  e nel 500m del pattinaggio di velocità (Jeffrey Rosanelli chiude 19° (35”08), Bosa 23° (35”16).

Per il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, presente in tribuna per la gara di snowboard: “Il primo obiettivo è raggiunto: abbiamo superato il numero di medaglie vinte a Pyeongchang. Lo abbiamo fatto grazie ad una disciplina come lo snowboard dove siamo diventati una potenza mondiale. Questa medaglia di oggi – ha detto – rappresenta per la nostra portabandiera Michela una straordinaria rivincita dopo la gara individuale dell’altro giorno e per Omar una meravigliosa conferma delle sue grandi capacità. Complimenti anche a Caterina e Lorenzo che hanno lottato fino all’ultimo e comunque ci hanno consentito di essere l’unica nazione a qualificare in finale due team. Mancano ancora otto giorni di gare. Questa Italia può regalarci altre gioie”.

IL RISCATTO DI MICHELA MOIOLI E LA CONFERMA DI VISINTIN – Ci si aspettava una medaglia dalla prova a squadre miste di snowboard cross e così è stato: a brillare è l’argento di Michela Moioli e Omar Visintin, mentre Lorenzo Sommariva e Caterina Carpano chiudono al quarto posto. Il debutto di questo nuovo format nel cartellone a cinque cerchi si tinge quindi anche di tricolore, con la Moioli brava a riscattarsi dopo la deludente prova individuale e Visintin ottimo nell’aggiungere l’argento a squadre al bronzo individuale di due giorni fa. Nella finale A, le due coppie italiane – Italia 1 in rosso, Italia 2 in giallo – sfidano i canadesi Grondin-Odine e gli statunitensi Baumgartner-Jacobellis. Nella manche maschile, Visintin parte come al solito lentamente, poi recupera curva dopo curva, lasciando sulla neve solo 4 centesimi allo statunitense, ma  dandone 17″ di distacco al canadese. Quarto Sommariva a 88 centesimi da Baumgartner. Tocca alle ragazze, con Moioli subito a fare da lepre, inseguita dalla Jacobellis. A metà tragitto finiscono a terra Carpano e Odine, così per l’oro è sfida a due. Nella parabolica conclusiva la Jacobellis sfrutta un pertugio per passare all’interno l’azzurra che non riesce più a recuperare. Oro agli Stati Uniti, argento all’Italia (distante 20 centesimi) e bronzo al Canada, con la Odine che si rialza e precede la Carpano.

SPERANZA GOGGIA – L’altra bella notizia di giornata arriva dalla pista di sci di Yanquin, con il ritorno, sia pur in una prova di discesa libera, per la nostra Sofia Goggia. L’azzurra è tornata  e ha fatto ciò che tre settimane fa sembrava impossibile, e che lei invece sognava così tanto: prendere parte alla prima prova della discesa dei Giochi di Pechino, di martedì prossimo. Il tempo conta poco o nulla, per la cronaca ha chiuso con il 12° tempo a 1”55 dalla migliore, la svizzera Priska Nufer, ma l’importante era solo ritrovare il feeling ed  il ginocchio sinistro infortunato a Cortina. Il suo sorriso all’arrivo è una cartolina di ottimismo.  “Sollievo? Più che altro sono orgogliosa di essere riuscita a finire questa prova – ha detto –  Non c’era alcuna garanzia che fossi qui, già questo è un successo, non vedo alcun motivo per cui non dovrei essere così felice. Mi è piaciuta la fiducia che avevo al cancelletto. Mi chiedevo come sarebbe stato essere lassù, visto che ero riuscita a fare solo un po’ di allenamento in superG. La discesa è un’altra cosa. La tattica è quella di costruire la discesa. Volevo solo sentirmi bene negli scarponi e dare energia agli sci. E’ stata una bella prova, sono felice per come sento la gamba. Sento solo un po’ di dolore, ogni tanto, da qualche parte. Non posso dire di essere guarita, devo gestirmi. Per me però i Giochi olimpici sono tutto, sono il luogo in cui voglio essere per raggiungere i miei sogni di bambina. Non c’è un posto dove vorrei essere più volentieri, a prescindere da come sto. Come sono arrivata a crederci? Per fortuna sono circondata di persone che hanno sempre pensato che potessi farcela. Così, niente è impossibile. Ogni tanto devi credere in te stessa più di quanto farebbe chiunque altro. Su una scala da 0 a 10 mi sento pronta 5.5”. C’è attesa quindi per la discesa libera ufficiale del 15 febbraio, dove Sofia Goggia vorrà difendere l’oro olimpico di quattro anni fa.

LA CINA E LE OLIMPIADI – Guardando i programmi serali in tv dal mio hotel, con ben quattro canali nazionali  su sette che parlano con rubriche continue dei Giochi Olimpici, si può ben dire che  tra Pechino, Cina in generale, e le Olimpiadi sia scattata la scintilla dell’amore. Purtroppo non ci è consentito curiosare tra la gente ma a guardare le scene dei negozi di gadget ufficiali presi d’assalto c’è da pensare che sia proprio così. Nello store nel nostro Main Main Media Center per acquistare la mascotte ufficiale Big Dwen Dwen bisogna fare una fila di almeno 1 h e mezza. Lo scorso fine settimana era andata anche esaurita. Piccoli segnali di un’Olimpiade di successo in Cina, nonostante le restrizioni ed il pubblico ridotto sugli spalti dei vari impianti. Ecco, proprio il pubblico, è l’altra nota lieta di questa Olimpiade in tempo di Covid. Come si diceva, nei vari luoghi di gara che ho visitatO, era ridotto ma sempre molto caloroso con i propri atleti e disciplinato nel seguire le regole anti-covid. La maggior parte di spettatori, invitati da parte del Comitato organizzatore visto che non sono in vendita veri e propri biglietti, l’abbiamo notati alla cerimonia d’apertura. Curioso il fatto che tutti, più di 20.000, siano arrivati a bordo di autobus. Nel piazzale antistante lo stadio, infatti, si potevano contare oltre un centinaio di bus. Da sottolineare, infine, l’attitudine dei cinesi alla pazienza ed alla fila. Per entrare allo stadio ed uscire di pazienza bisognava avercene tanta, è pure  nessuno di loro si è lamentato, aver assistito ad un evento del genere ed alla loro Olimpiadi, evidentemente, era una motivazione molto forte.

dal nostro inviato a Pechino, Pasquale Golia

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