E l’amministrazione comunale rossanese non ha tardato ad accogliere la richiesta della cittadinanza, tanto che, nella mattinata di mercoledì 28 novembre, i messi notificatori comunali, accompagnati dagli agenti della Polizia di Stato, della municipale e dai Carabinieri, hanno consegnato i provvedimenti di sospensione delle attività, per abusi nell’esercizio dell’attività autorizzata, a tre società di onoranze funebri. Il provvedimento avrà una durata di tre mesi.
A Rossano, nel frattempo, sono giunti i parenti delle 6 vittime e, sempre nella mattinata di mercoledì, sono stati accolti dal sindaco Giuseppe Antoniotti a Palazzo di Città. «Siamo rimasti sconvolti, offesi e nauseati – ha detto Antoniotti rivolgendosi ai familiari delle vittime – per quanto accaduto quel maledetto sabato notte e visto successivamente sui media nazionali. Il gravissimo incidente ha scosso profondamente gli animi di un’intera comunità e dell’intera regione. Ma ancor più male, dolore e repulsione ha provocato, in tutti, l’atteggiamento disumano a macabro del quale si sono resi protagonisti taluni identificati quali rappresentanti di aziende di pompe funebri, per le quali ultime – ha precisato il sindaco – ho autorizzato gli uffici comunali ad emettere le prime azioni cautelari, come da intese con le forze dell’ordine».
Durante l’incontro, svoltosi in un clima particolarmente teso e commosso, alla presenza di un mediatore linguistico, del capitano della compagnia dei Carabinieri di Rossano, Francesco Panebianco, del dirigente del commissariato di PS di Rossano, del vice questore Raffaele De Marco e del vice comandante della polizia municipale Giuseppe Calabrò, i familiari hanno ringraziato il sindaco e chiesto espressamente il rispetto della privacy dei defunti. Pertanto, anche la cerimonia funebre, che sarà concordata con l’Arcivescovo Santo Marcianò, si terrà, come richiesto, in modo privato e riservato. In occasione della consegna delle salme alle famiglie, l’amministrazione comunale dichiarerà il lutto cittadino.
Pasqualino Bruno