di Federica Grisolia – Martedì 25 novembre, nella Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, all’Istituto Penitenziario di Castrovillari è stato proiettato il film “In viaggio con lei” del regista cosentino Gianluca Gargano, evento patrocinato dalla Commissione regionale delle Pari Opportunità presieduta da Anna De Gaio, che ha espresso parole di apprezzamento per l’opera cinematografica e per l’attività di recupero e rieducazione che viene svolta nella casa circondariale della città del Pollino. Presente, inoltre, la presidente dell’Associazione Emi&Lia, Maria Domenica Maiuri, che ha contribuito all’organizzazione della manifestazione; nel suo intervento si è soffermata «sulla necessità che il legislatore parli sempre di persone, di genere, e non di uomo o donna, e sul Codice Rosso, ovvero la legge che tutela le vittime di violenza domestica e di genere, inasprendo le pene per reati come maltrattamenti e stalking, e introducendo nuovi reati come il revenge porn e la costrizione o induzione al matrimonio».
Il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Crotone, Raffaele Giovinazzo, ha arricchito il dibattito sulla condizione femminile, nella duplice lettura umana e giuridico/sociale. Il colonnello ha infatti voluto porre l’attenzione «sulla figura della donna come “secondo sesso”- per dirla con le parole di Simone De Bouvoir – non inferiore, né complementare né speculare né subordinata, ma “altra” rispetto all’uomo: nel sentire, nell’amare, nell’emozione di esistere. Ed è l’amore in senso ampio e universale il fil rouge che lega la donna ad una esistenza fatta di dignità e bellezza, nella dimensione sia emotiva e di appagamento del sentire».
Il direttore della casa circondariale, Giuseppe Carrà, ha spiegato come «l’esecuzione penale vada suddivisa in tre fasi, ovvero, un “prima”, un “durante” e un “dopo” e ciascuna di queste componenti ha una diversa rilevanza. Il “prima” è costituito dall’attività di intelligence mirata alla repressione e dall’analisi dell’ambiente di provenienza; il “durante” è la permanenza in carcere fondata su due direttrici: il lavoro e le attività culturali, fondamentali per il “dopo”, ossia per abbattere la recidiva dopo la scarcerazione». Anche il comandante di reparto, Carmine di Giacomo, ha spiegato le funzioni della Polizia Penitenziaria nella concezione attuale dell’esecuzione della pena in cui si garantisce sicurezza e trattamento rieducativo.
Presenti, inoltre, il regista Gargano e due delle principali attrici del cast, che hanno svelato alcuni retroscena delle riprese. Attorno alla storia di “Lei”, ruotano anche quelle di altre donne che, come le protagoniste, hanno lottato e lottano per affermare la propria identità. Un film di sole donne che interpretano se stesse nella vita reale, dove il regista dipinge ne i tratti con discrezione e poesia, tra paesaggi mozzafiato della Calabria e momenti intensi e di delicata intimità. Alla proiezione nella sala del Penitenziario hanno partecipato tutte le detenute della sezione femminile, particolarmente coinvolte emotivamente, confortate anche dalla presenza del Sostituto procuratore della Repubblica, Flavia Stefanelli, che ha portato ulteriormente la vicinanza dello Stato alle problematiche della violenza sulla donna.
