La storia della VM è un po’ da libro cuore. Un imprenditore, Giorgio Bonamassa, originario di Oriolo che dopo aver fondato e implementato un’importante realtà produttiva nel campo dei materassi nel padovano, nel Nord-Est laborioso, decide di portare questa competenza nella sua Oriolo, creando in poco più di dieci anni un’azienda con un quarantina di dipendenti, quasi tutti del posto. Di questo ne è ben conscio il sindaco di Oriolo, Franco Colotta, presente al dibattito, che stimolato anche da Vincenzo Brancaccio – nella duplice veste di consigliere di minoranza e impiegato VM e nello specifico tra gli attori principali (assieme a Vincenzo Blotta e Franco Soria) nell’organizzazione di questo percorso formativo che ha riguardato l’azienda per tramite della Regione Calabria – ha assicurato il suo impegno per potenziate la zona industriale di Oriolo.
Ed è proprio questo aspetto che è emerso dall’incontro dibattito: in questi anni di recessione le istituzioni pubbliche, la politica e le parti sociali hanno il dovere di sostenere queste imprese e, al tempo stesso, mettere in condizione altri imprenditori “coraggiosi” di poter intraprendere percorsi virtuosi. Spogliando così la politica di quel ammuffito ruolo assistenzialistico e trasformandola in una dinamo che produce occupazione nel rispetto delle regole, della concorrenza e della meritocrazia. L’Alto Jonio ha bisogno di polmoni pulsanti. Ogni comune ha bisogno della sua VM, per contrastare lo spopolamento, per incentivare l’occupazione giovanile e per mettere in moto un territorio in ginocchio, defraudato di tutti i servizi principali: dalla sanità, ai trasporti, dai servizi postali a quelli di pubblica sicurezza, sino ai presidi di legalità.
Sicuramente il cittadino deve metterci del suo nella scelta del prodotto, ma in un periodo di crisi economica dove non tutti possono permettersi la qualità, ecco che lo Stato dovrebbe garantire quei maggiori controlli necessari a colmare questo gap. Nel corso degli interventi anche una testimonianza diretta da parte del giornale on line dell’Alto Jonio, Paese24.it, che nei giorni scorsi ha realizzato un reportage all’interno dell’azienda.
Il dibattito è stato concluso dal consigliere regionale Gianluca Gallo, il quale ha svolto un ruolo di trade union tra l’azienda di Oriolo e la Regione Calabria, monitorando un’istruttoria che rischiava di perdersi nei meandri della burocrazia regionale andando così ad inceppare gli oleati ingranaggi della VM. Un’importante sinergia dunque messa in atto tra l’amministratore della VM Bonamassa e il consigliere Gallo, nella quale una partita importante l’ha giocata Vincenzo Brancaccio che da cittadino di Oriolo, prima e da impiegato della VM poi, ha avuto il merito di andare a sollecitare quel necessario rapporto tra pubblico e privato.
Vincenzo La Camera