E’ paradossale, ma è così: la prossima volta bisognerà gonfiare i costi dei danni e così l’Unione Europea aprirà più volentieri i cordoni della borsa. E’ con questa funesta prospettiva che si apre un’altra stagione invernale, che si è già annunciata coi primi fiocchi di neve che hanno colpito tutte le aree interne dell’Alto Jonio e gli stessi paesi che ogni anno restano isolati perché colpiti da forti e persistenti nevicate. Si tratta dei soliti comuni delle aree interne, tra cui Alessandria del Carretto (nella foto), San Lorenzo Bellizzi, Plataci, Castroregio, Nocara, Oriolo… i cui sindaci, in occasione delle nevicate dell’anno scorso che hanno letteralmente sepolto i centri abitati, interrotto le comunicazioni e creato enormi disagi soprattutto nelle contrade rurali, hanno dovuto far fronte con le poche risorse disponibili ricorrendo il più delle volte a ditte private che ovviamente vogliono essere pagate.
Finora, considerato che è trascorso un anno intero, i sindaci hanno continuato a tempestare di richieste il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ed ora stavano programmando un’azione collettiva, ma il tardivo verdetto emesso dalla Protezione Civile tronca ogni discorso e gela le speranze dei sindaci: niente fondi dall’Unione Europea. Lo precisa in una nota il Dipartimento della Protezione Civile che sottolinea: «Il Fondo nasce e interviene per far fronte a eventi nazionali con danni superiori, per l’Italia, a 3,6 miliardi di euro. Solo eccezionalmente viene concesso per eventi che causano danni inferiori a quella soglia purchè si rispettino alcuni parametri: deve essere colpita la maggior parte della popolazione (più del 50%) della regione affetta dall’evento e deve essere dimostrata l’esistenza di profonde e durature ripercussioni sulle condizioni di vita e la stabilità economica (per un periodo di tempo maggiore di un anno dal verificarsi dell’evento calamitoso). E’ qui – secondo la Protezione Civile – che si è arenato il finanziamento e non già, come hanno sostenuto alcuni critici, sull’ipotesi di fantomatici “conti gonfiati”».
Pino La Rocca