di Federica Grisolia
Esce nelle librerie “Le Trobate”, la nuova raccolta poetica di Niccolò Tancredi, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. Un’opera che si configura come un ponte tra la memoria letteraria antica e le vibrazioni della sensibilità contemporanea. Attraverso trentatré canti frammentari, nati nell’arco di un anno di intensa ricerca interiore, l’autore delinea un “canzoniere” in cui l’amore torna a essere l’unico motore dell’universo e chiave d’accesso alla verità. La silloge è un raffinato laboratorio linguistico che accoglie e fonde diverse anime: l’eco della lingua d’oc e della poesia provenzale, la forza espressiva dello spagnolo e l’autenticità viscerale del dialetto della propria terra. Queste contaminazioni non sono semplici esercizi di stile, ma strumenti necessari per dare corpo a una lingua densa, capace di farsi carne e spirito. «Le Trobate – spiega l’autore che vive a Porto San Giorgio (Fermo) – è una parola che ha in sé volutamente tre contaminazioni differenti ma che accomunano la storia dell’Italia, attraverso i suoi dialetti e le sue lingue nel corso dei secoli, fin dai trobatori (da qui il titolo) con la differenza di una contaminazione iberica e italiana».
Recuperando la lezione del Dolce Stil Novo e della poesia medievale, Tancredi reinterpreta la figura femminile, «che in molte liriche – sottolinea, nella Prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti – non è solo oggetto del desiderio, ma presenza che nobilita chi guarda, ed è una prospettiva che suggestiona gli occhi del lettore». La donna, in questi versi, non è solo una creatura terrena, ma una presenza sacra e luminosa attraverso cui l’uomo può riscoprire un ideale perduto. «Tutto questo è venuto assolutamente in modo spontaneo, come un fiore che nasce dalla terra e non sa bene il perché ma sa benissimo il come e cioé Amore, l’Uno, Dio, l’Universo in una delle sue più bellissime forme: la Donna». Per l’autore, cantare l’Amore significa parlare di Dio e dell’Assoluto: partendo dall’esperienza privata, la poesia aspira a farsi universale, riecheggiando l’invocazione dantesca di quell’Amore che “move il sole e l’altre stelle”. L’opera si distingue per una metrica rigorosa e una struttura di rime fortemente cadenzata, pensata per una futura trasposizione in musica. Il progetto dell’autore è quello di rinnovare la tradizione popolare italiana – dai mandolini napoletani al ritmo della pizzica – contaminandola con le sonorità colte della penisola iberica e del Portogallo (richiamando le celebri “Follie” di Vivaldi e Corelli). La voce di Niccolò parla al “cuore inquieto” del lettore moderno, offrendo una visione del mondo dove la virtù e il desiderio si fondono in un’unica, purissima tensione verso l’infinito. «Vorrei trasmettere l’idea – afferma Tancredi – di una donna che, elevata a somma creatura speculare dell’uomo (come ad esempio i colori complementari che si attirano a vicenda pur essendo non diversi ma simili nella loro complementarietà), attraverso la natura, possa essere di nuovo riconosciuta come Madonna o come oggetto di amore per Dio, che è Madre e Padre».
L’opera “Le Trobate”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «E’ per me un’emozione immensa – commenta l’autore -. E’ la prima volta nella mia vita che partecipo a un evento cosi grosso. Spero di esserne all’altezza».
