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“Inaspettata”. Quando il rumore interiore si fa poesia

di Federica Grisolia

Una scrittura che lascia l’impronta indissolubile delle emozioni; la passione per i libri come cura dell’anima; un’infinita fame di sogni da coltivare anche tra le mura domestiche a Ferrara, accanto alla figlia e ai suoi piccoli animali. Si presenta così l’universo umano ed estetico di Elena Berti, autrice del volume “Inaspettata” (versi sparsi), una raccolta – pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book – che trasforma il vissuto personale in uno specchio universale. Nata quasi per scommessa – e per reazione a chi in passato non ha creduto in lei – la scrittura della Berti diviene quasi una forma di rivendicazione identitaria. Per l’autrice, il rumore interiore trasfigura nell’unica vera pace, tradotta ora in una poesia incisiva ed essenziale. «La silloge – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – si lascia apprezzare per una verticalità del verso, che si sporge da una essenzialità dell’idioma, che si spoglia davanti agli occhi del lettore per lasciare impressioni da riempire con le esperienze del fruitore che diviene così coautore dei frammenti accolti in queste pagine».

Inaspettata” si articola con il verso libero, rifiutando le scorciatoie delle metafore consolatorie e i virtuosismi stilistici. La penna di Elena Berti affronta tematiche complesse con una franchezza disarmante. La memoria e la dimensione temporale: oggetti quotidiani e dettagli minimi diventano custodi del passato; la maternità senza filtri: lontana dagli stereotipi idilliaci, la condizione materna viene affrontata nella sua complessità, restituita con trasparenza e rispetto per la realtà. E ancora, l’amore e la perdita: un percorso tra chiaroscuri esistenziali, in cui la fragilità si fonde con la consapevolezza.

Ad aprire la silloge è una lirica intensamente autobiografica rivolta alla propria figlia, suggellata con il termine “grata”, chiave di lettura dell’intera poesia. L’opera – esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore – sfida il lettore a riconoscersi nelle sue crepe e nelle sue luci, custodendo la convinzione che le parole siano lo spazio sacro in cui far risuonare la propria voce.

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