AgriTerranova torna sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 a Terranova da Sibari per celebrare l’ottava edizione della fiera dell’agricoltura, dell’agroalimentare e dell’artigianato. Centro nevralgico della manifestazione sarà il Parco Falcone Borsellino, nel cuore del borgo. Sarà una due giorni costruita intorno al mondo di chi la terra la lavora tutti i giorni, che si aprirà sabato alle 17.00 con il taglio del nastro tenuto dal presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli. Alle 17.30 sarà aperta l’area food e a seguire l’incontro con il direttore generale della BCC Mediocrati Stefano Morelli.
La sera di sabato è dedicata al confronto con le istituzioni. Alle 18.30 l’on. Elisabetta Santoianni, presidente della Commissione Agricoltura della Regione Calabria, interverrà su tradizioni identitarie e futuro dei territori; alle 19.00 la direttrice generale di ARSAC, Fulvia Michela Caligiuri, parlerà di promozione e valorizzazione delle eccellenze calabresi; alle 19.30 l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo affronterà il tema della Calabria che cresce nel mondo attraverso l’agricoltura. Alle 21.00 il palco passerà alla musica con Enza Serratore e i Bludada Vintage Band.
Domenica la fiera si aprirà al confronto tra gli espositori: alle 12.00 gli incontri tematici con gli standisti, alle 13.00 il pranzo con i protagonisti dell’evento. Alle 16.30 arriverà il gruppo folk della Pro Loco di Castrovillari, alle 17.00 lo show cooking del maestro pasticciere Massimiliano Tagliaferro, alle 18.00 la presentazione del libro di Angela Giordano “Le Filastrocche di Dina vol. 2”. Alle 19.00 lo show cooking dell’Associazione Elite con lo chef Andreas Barbato, alle 20.00 quello dell’agrichef Enzo Barbieri, alle 21.30 la chiusura con la Blender Band. «AgriTerranova -afferma il presidente Alfredo Noia- non è una vetrina di due giorni, è il momento in cui i nostri produttori si siedono allo stesso tavolo delle istituzioni e chiedono risposte concrete. Qui si mangia, si ascolta musica e ci si diverte, ma il cuore della fiera resta il lavoro».
