di Federica Grisolia
Nata dalle pagine di un diario, l’opera di Luisa Rossato dal titolo “La mia Vita” – che arricchisce la collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti Editore – consegna al lettore una testimonianza toccante, nata dal bisogno viscerale di lasciar traccia di sé e di trasformare le proprie ferite in punti di forza. «Ho avuto un’infanzia difficile – confessa l’autrice, già consulente finanziario, che attualmente vive a Monzambano (Mantova) – e ho sempre trovato conforto nello scrivere i miei pensieri. E’ una forma di scrittura terapeutica per liberarmi dalle paure e lasciare traccia del mio vissuto, affinché i miei figli possano conoscermi profondamente e far tesoro dei miei errori». Particolarmente evocativa è l’immagine di copertina, dove una matita traccia linee, ora tratteggiate, ora ondulate, quasi a simboleggiare i percorsi tortuosi, le interruzioni e le rinascite del cammino di ciascun individuo.
Tre sono i pilastri che sorreggono l’intero racconto: la fame di conoscenza, l’incondizionato amore per la libertà e una profonda ricerca di spiritualità: «Sono consapevole che non si finisce mai di imparare, perché la libertà è il bene più prezioso e la connessione con la natura e il creato ci rende migliori». Attraverso una narrazione intima e sincera, l’opera – disponibile anche nella versione e-book – ripercorre le tappe di una vita costellata da tante prove – non ultima la malattia -, dimostrando che dalla sofferenza si può guarire e che ogni caduta racchiude il seme di una rinascita. Toccante è il riferimento alla figura paterna, i cui insegnamenti hanno tracciato la rotta morale dell’autrice, così come il profondo legame con la natura. Per Luisa Rossato, infatti, la vita è un dono divino che trova il suo senso più puro nel contatto con il creato: camminare in un bosco o abbracciare un albero diventa un modo per percepire che «siamo tutti uniti da un’unica vibrazione d’amore». “La mia Vita” non è soltanto il racconto personale di una donna che ha saputo rialzarsi con dignità e coraggio, utilizzando la penna come «ancora di salvezza», ma un messaggio d’incoraggiamento e conforto per chiunque stia affrontando momenti di buio. Un’opera scritta con il cuore. «Spero che il lettore trovi conforto leggendo le mie vicissitudini e le mie lotte – conclude l’autrice -. Vorrei essere di aiuto a quelle persone che stanno lottando con malattie, vorrei far loro sapere che si può guarire, si può rinascere e che ogni esperienza ci insegna qualcosa».
L’opera sarà in esposizione al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino, previsto per maggio 2027, negli spazi Aletti Editore.
