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	<title>Alto Jonio Archivi - Paese24.it</title>
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	<description>Quotidiano online Alto Jonio - Pollino - Sibaritide</description>
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	<title>Alto Jonio Archivi - Paese24.it</title>
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		<title>Savino: «Basta con il silenzio sporco delle convenienze. Caporalato è schiavitù moderna»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[amendolara vescovo savino uomini uccisi amendolara]]></category>
		<category><![CDATA[strage amendolara]]></category>
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					<description><![CDATA[La riflessione del Vescovo di Cassano allo Ionio e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, dopo il tragico episodio avvenuto ad Amendolara &#8220;Quattro uomini hanno trovato la morte tra le fiamme. Quattro vite sono state consegnate al rogo sulla Statale 106, in quella striscia di Calabria dove il mare, il lavoro povero, la migrazione e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La riflessione del Vescovo di Cassano allo Ionio e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, dopo il tragico episodio avvenuto ad Amendolara</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Quattro uomini hanno trovato la morte tra le fiamme. Quattro vite sono state consegnate al rogo sulla Statale 106</strong>, in quella striscia di Calabria dove il mare, il lavoro povero, la migrazione e la violenza finiscono troppo spesso per diventare un’unica ferita aperta. Dinanzi a quanto è accaduto ad Amendolara non bastano il cordoglio, la pietà, la commozione di circostanza. Non bastano le parole educate, i comunicati composti, le frasi di rito che durano un giorno e poi vengono inghiottite dalla polvere della cronaca. <strong>Qui bisogna pronunciare una parola sola, nuda, cristiana, civile, necessaria: basta. Basta con una terra che piange i morti e poi torna troppo in fretta alle proprie abitudini. Basta con una coscienza pubblica che si indigna al mattino e dimentica alla sera</strong>. Basta con un’economia che, in troppi luoghi, continua a reggersi sulla schiena piegata degli ultimi, sulla fatica invisibile dei migranti, sulla solitudine dei braccianti, sulla paura di chi lavora senza tutele, senza voce, senza protezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, davanti a quattro corpi ridotti in cenere, non possiamo rifugiarci nel linguaggio neutro della cronaca. Non possiamo lasciare che l’orrore venga addomesticato da parole prudenti, come se bastasse registrare il fatto e attendere che il tempo lo consumi. <strong>Quanto è accaduto ad Amendolara non è soltanto un evento terribile da chiarire fino in fondo: è una ferita morale, sociale, spirituale</strong>. È una lama piantata nella coscienza di questa terra. È una domanda rovente rivolta alle istituzioni, alla politica, alla Chiesa, alle comunità locali, al mondo agricolo, alle imprese, ai cittadini. Non possiamo continuare a fingere di non sapere. Ci sono fenomeni che non nascono dal nulla. <strong>Il caporalato non è una deviazione marginale, non è una stortura folkloristica, non è un residuo antico dimenticato nei campi. È un sistema. È una struttura di dominio. È una forma moderna di schiavitù</strong> che prospera dove il lavoro diventa carne da spremere, dove il bisogno si trasforma in catena, dove la fragilità dei migranti viene convertita in profitto. E troppo spesso questi meccanismi non camminano da soli. Crescono nelle zone grigie. Si alimentano di omertà minute, connivenze opache, silenzi interessati. Si allargano dove la legge arriva tardi, dove il controllo sociale è debole, dove il timore chiude le bocche, dove poteri criminali o paracriminali lasciano fare, orientano, tollerano, proteggono, lucrano. La violenza non è sempre un urlo: a volte è una rete muta. Non sempre spara. Non sempre minaccia a volto scoperto. Talvolta organizza il bisogno, amministra il ricatto, distribuisce permessi invisibili, decide chi può lavorare, chi deve tacere, chi può restare ai margini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Io dico con forza: basta con il silenzio sporco delle convenienze</strong>. Basta con quella zona grigia che vede, sa e lascia fare. Basta con l’abitudine scellerata di considerare normale che uomini venuti da lontano raccolgano, lavorino, abitino, dormano, si spostino e muoiano come corpi senza storia. Basta con l’idea disumana che alcune vite valgano meno perché straniere, povere, migranti, braccianti, senza famiglia accanto, senza protezioni sociali, senza un volto riconosciuto dalla comunità. Questi uomini non erano esistenze sacrificabili. Non erano manodopera anonima. Non erano ombre passate per caso sulla nostra terra. <strong>Erano figli, fratelli, forse padri</strong>. Avevano un nome, una lingua, una memoria, una casa lontana, una madre che li ha attesi, qualcuno che forse ancora spera in una telefonata. La loro morte ci impedisce ogni neutralità. Perché quando un essere umano viene ridotto in cenere, l’umanità intera viene offesa. E quando questo accade qui, quella polvere resta anche sulle nostre mani. <strong>Chiedo con fermezza che si faccia piena luce</strong>. Una luce vera, senza sconti, capace di non fermarsi alla superficie del fatto, ma di scendere nei cunicoli bui in cui si incontrano sfruttamento, ricatto, illegalità, controllo del territorio. Occorre cercare la verità fino in fondo, senza timidezze, senza prudenza malintesa, senza quel pudore ipocrita che talvolta copre il male invece di smascherarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiedo allo Stato di esserci con tutta la sua forza, non soltanto dopo il sangue, ma prima</strong>: nelle campagne, nelle filiere agricole, nei luoghi di reclutamento della manodopera, negli alloggi indegni, nei trasporti opachi, nei rapporti di lavoro irregolari, nelle sacche di vulnerabilità dove il caporalato mette radici. Servono controlli veri, continui, non episodici. Serve protezione per chi denuncia. Nessuno deve essere lasciato solo davanti a reti di sfruttamento, minaccia e ricatto. La politica non trasformi questa tragedia nell’ennesima passerella del dolore. <strong>Per questo invoco una mobilitazione civile. Non un rito, non una fiaccolata destinata a spegnersi il giorno dopo, non l’ennesima commozione da consegnare ai titoli dei giornali</strong>. Invoco una rivolta delle coscienze, una sollevazione morale di questa terra, perché la Calabria non può continuare a essere raccontata solo dopo che il male ha già lasciato i suoi morti sull’asfalto. Da questa tragedia deve nascere un soprassalto pubblico. Chi sfrutta va fermato. Chi copre va smascherato. Chi sa e tace deve interrogare la propria coscienza. Chi ha responsabilità istituzionali, sociali, economiche, pastorali non può più limitarsi a presidiare il lutto: deve abitare i luoghi dove l’ingiustizia viene prodotta, dove il lavoro diventa ricatto, dove la povertà viene reclutata, dove la paura tiene gli uomini in ginocchio. Non lasciamo che questo strazio si consumi nella cronaca. Da ciò che resta di quelle vite deve nascere un patto nuovo per la dignità del lavoro, per la tutela dei migranti, per la liberazione dei territori da ogni forma di dominio criminale, di sfruttamento e di intimidazione. Perché una comunità che non protegge i più fragili diventa essa stessa vulnerabile; e una terra che accetta lo sfruttamento come destino tradisce la propria anima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla comunità cristiana dico: non possiamo celebrare l’Eucaristia e restare indifferenti davanti a corpi bruciati</strong>. Non possiamo invocare il Vangelo e tollerare che i poveri vengano consumati dal fuoco dello sfruttamento, della violenza, dell’abbandono. Il Cristo che adoriamo sull’altare è lo stesso Cristo che oggi ci viene incontro nei corpi martoriati di questi fratelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Ero forestiero e mi avete accolto»</strong>: questa pagina evangelica è un giudizio storico sulle nostre comunità. È una domanda che brucia più del fuoco. Dove eravamo mentre questi fratelli vivevano nella vulnerabilità? Che cosa abbiamo visto e non abbiamo voluto vedere? Quali porte abbiamo chiuso? Quali silenzi abbiamo custodito? Quali abitudini abbiamo chiamato normalità mentre erano già ingiustizia?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questa ora di dolore sento anche di chiedere a tutti un passo in più: non basta accogliere, occorre integrare. L’integrazione è un cammino concreto e quotidiano che riguarda le nostre scuole, le parrocchie, le istituzioni, il mondo del lavoro, le famiglie</strong>. Non possiamo limitarci a offrire un letto o un contratto precario, mentre manteniamo questi fratelli ai margini della nostra vita sociale, culturale e spirituale. L’integrazione chiede che chi arriva da lontano possa imparare la lingua, avere accesso ai servizi, conoscere e rispettare le leggi, ma anche sentirsi riconosciuto e valorizzato, non tollerato come un peso necessario. Significa creare luoghi di incontro, percorsi formativi, alleanze educative in cui italiani e stranieri possano camminare insieme, superando paure e diffidenze. Significa che i bambini dei migranti siedano accanto ai nostri figli nelle aule, che le comunità cristiane aprano i loro spazi e il loro tempo, che le amministrazioni locali non si limitino alla gestione dell’emergenza ma promuovano politiche lungimiranti di inclusione. Senza integrazione, l’accoglienza resta un gesto incompiuto, una porta socchiusa che non si apre davvero alla possibilità di diventare un solo popolo, pur nella diversità delle culture e delle provenienze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla Calabria dico: rialzati. Ma non nella retorica dell’orgoglio ferito. Rialzati nella rivolta morale delle coscienze</strong>. Rialzati contro la rassegnazione, contro l’omertà, contro la normalizzazione dell’illegalità, contro quella cultura malata per cui tutto si sa e nulla si dice. Rialzati perché nessuna terra è condannata per sempre, ma ogni comunità si perde quando smette di vergognarsi del male e di combatterlo. <strong>Quanto è accaduto ad Amendolara non deve essere archiviato come un episodio terribile tra i tanti. Deve diventare uno spartiacque. Da oggi nessuno potrà dire: non sapevo</strong>. Nessuno potrà dire: non riguarda me. Nessuno potrà dire: sono soltanto stranieri. Quelle fiamme hanno parlato a tutti. Hanno divorato quattro uomini, ma hanno illuminato una verità che troppi preferivano lasciare al buio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prego per questi quattro fratelli. Prego per le loro famiglie lontane</strong>. Prego perché la verità venga fuori intera, senza sconti, senza protezioni, senza zone d’ombra. Ma pregare, oggi, significa anche denunciare. Significa disturbare. Significa gridare. Significa non permettere che il sangue dei poveri venga assorbito dalla terra senza conversione, giustizia, responsabilità. Quattro corpi sono stati ridotti in cenere. Ma quella cenere ora parla. Parla a noi. Parla alla Calabria. Parla alla Chiesa. Parla allo Stato. E ci consegna una sola parola: basta. Il Signore accolga nella sua misericordia questi fratelli lontani, pellegrini come tutti noi sulla terra. Illumini le coscienze di chi cerca la verità. Sostenga chi serve la giustizia. Scuota chi tace. Converta chi sfrutta. E renda questa terra finalmente capace di scegliere la vita contro la morte, la luce contro le tenebre, la dignità contro ogni forma di disumanizzazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>(Monsignor Francesco Savino)</strong></em></p>
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		<title>Canna. Il Comune verso il dissesto finanziario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pino La Rocca &#8211; Il Comune di Canna si prepara a vivere uno dei momenti più delicati della propria storia amministrativa. Nel corso del Consiglio Comunale convocato a norma di legge per mercoledì 3 giugno alle ore 18.00 in prima convocazione e per giovedì 4 giugno alle 18.00 in seconda convocazione l&#8217;amministrazione comunale guidata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Pino La Rocca &#8211;</strong></em> Il Comune di Canna si prepara a vivere uno dei momenti più delicati della propria storia amministrativa. <strong>Nel corso del Consiglio Comunale convocato a norma di legge per mercoledì 3 giugno alle ore 18.00 in prima convocazione e per giovedì 4 giugno alle 18.00 in seconda convocazione</strong> l&#8217;amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Stigliano <strong>dovrebbe infatti dichiarare ufficialmente il dissesto finanziario dell&#8217;ente</strong>. Una scelta, questa, sicuramente ponderata e approvata dal Revisore dei Conti, che certifica una situazione economica non più sostenibile e che apre una fase straordinaria per la gestione dei conti pubblici. La dichiarazione di dissesto in realtà rappresenta l&#8217;atto con cui l’Amministrazione Comunale in carica riconosce l&#8217;impossibilità di far fronte regolarmente ai propri debiti e di garantire l&#8217;equilibrio finanziario attraverso gli strumenti ordinari di bilancio e avvia la procedura di dissesto che, da una parte, impone sacrifici ai cittadini in quanto contribuenti e, dall’altra, mira al risanamento dei conti pubblici. Si tratta infatti di una procedura prevista dalla legge per consentire il risanamento dell&#8217;ente e la ricostruzione di una situazione contabile stabile e sicura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al centro del dibattito che si svilupperà in Consiglio vi saranno sicuramente le cause che hanno portato il comune di Canna a questo punto e sicuramente nel dibattito saranno illustrate e documentate nel dettaglio le motivazioni ufficiali che hanno prodotto il disavanzo</strong>. Il dissesto di un ente locale è generalmente causato da debiti fuori bilancio e da criticità finanziarie che si accumulano nel tempo: squilibri strutturali di bilancio, difficoltà nella riscossione dei tributi, aumento dei debiti fuori bilancio, carenza di liquidità e gestione di residui attivi difficilmente esigibili. Ci saranno, a questo punto, le dimissioni dell’esecutivo in carica o si procederà nella gestione straordinaria delle finanze previste dalla normativa vigente? La dichiarazione del dissesto finanziario del Comune in effetti non provoca automaticamente lo scioglimento del consiglio comunale. L&#8217;amministrazione in carica, valutata la situazione contabile, può proseguire il suo mandato gestendo i servizi correnti, mentre un Organo Straordinario di Liquidazione nominato dal Presidente della Repubblica si occuperà di risanare i debiti pregressi.</p>
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		<title>Amendolara. Carbonizzati in auto, ipotesi omicidio (agg. ore 11 &#8211; 2 giugno)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 20:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[amendolara omicidio carbonizzati]]></category>
		<category><![CDATA[calabria pakistani omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli inquirenti non sembrano avere più molti dubbi sulla macabra morte a cui sono andati incontro i quattro braccianti agricoli pakistani rinvenuti carbonizzati nel primo pomeriggio di oggi (lunedì) all&#8217;interno di un&#8217;auto ferma in un distributore di benzina ad Amendolara, lungo la Ss 106, direzione Taranto. Inizialmente si pensava ad un incidente, che l&#8217;auto avesse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli inquirenti non sembrano avere più molti dubbi sulla macabra morte a cui sono andati incontro i quattro braccianti agricoli pakistani rinvenuti carbonizzati nel primo pomeriggio di oggi (lunedì) all&#8217;interno di un&#8217;auto ferma in un distributore di benzina ad Amendolara, lungo la Ss 106, direzione Taranto. Inizialmente si pensava ad un incidente, che l&#8217;auto avesse potuto prendere fuoco. Poi la svolta: gli occupanti del mezzo sarebbero stati uccisi.</p>
<p style="text-align: justify;">A rinvenire i cadaveri sono stati i Vigili del Fuoco dopo aver spento le fiamme che avvolgevano il mezzo. Poi sono arrivati sul posto anche Carabinieri, Stradale e la Mobile di Cosenza, con il Questore, per le indagini &#8211; coordinate dalla Procura di Castrovillari &#8211; che al momento hanno portato a quanto sopra. Al vaglio degli inquirenti i nastri delle telecamere di videosorveglianza che secondo quanto riporta l&#8217;agenzia di stampa nazionale, Ansa, stanno contribuendo in maniera importante ad indirizzare le indagini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>AGGIORNAMENTO 2 giugno ore 11.00</strong></p>
<p>Grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza, gli inquirenti hanno arrestato in queste ore due persone, anche loro di origine pakistana e rintracciate a Villapiana (Cs), con l&#8217;accusa di aver ucciso i quattro connazionali. &#8220;Dalle immagini &#8211; riporta l&#8217;agenzia di stampa nazionale Ansa &#8211; si vedono due persone &#8211; sicuramente i soggetti sottoposti a fermo &#8211; che, prima uno e poi l&#8217;altro, bloccano le portiere dall&#8217;esterno facendo forza con le braccia mentre dal portellone posteriore viene presumibilmente lanciato liquido infiammabile. Quindi si vede una fiammata ed i due fuggire&#8221;. Le quattro persone sarebbero state bruciate vive.</p>
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		<title>Amendolara. Quattro persone trovate carbonizzate in auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[morti amendolara]]></category>
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					<description><![CDATA[Non si esclude nessuna ipotesi sulla morte delle quattro persone trovate carbonizzate, nella giornata odierna, in un&#8217;auto andata a fuoco ad Amendolara (ai confini con Roseto Capo Spulico) in un distributore di benzina, lungo la vecchia Ss 106, nell&#8217;Alto Jonio Cosentino. Sul posto oltre alla Polizia Stradale e ai Vigili del Fuoco, anche la Squadra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non si esclude nessuna ipotesi sulla morte delle quattro persone trovate carbonizzate, nella giornata odierna, in un&#8217;auto andata a fuoco ad Amendolara (ai confini con Roseto Capo Spulico) in un distributore di benzina, lungo la vecchia Ss 106, nell&#8217;Alto Jonio Cosentino. Sul posto oltre alla Polizia Stradale e ai Vigili del Fuoco, anche la Squadra Mobile di Cosenza e i Carabinieri. Sui corpi delle quattro vittime, visto il loro stato, non è stato possibile effettuare importanti rilievi immediati, da come riporta l&#8217;agenzia di stampa Ansa che indica le vittime come di nazionalità pakistana. Al vaglio degli inquirenti anche i sistemi di videosorveglianza. Aperta una inchiesta. (<em>foto Ansa)</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO</strong></p>
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		<title>Cerchiara. Scuolabus in fiamme dopo la discesa dei bambini. Tragedia sfiorata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pino La Rocca &#8211; Momenti di autentico panico questa mattina nel centro storico di Cerchiara di Calabria dove lo scuolabus comunale, appena completato il quotidiano servizio di trasporto degli alunni, è andato a fuoco nel piazzale antistante la scuola. Per fortuna gli scolari hanno fatto appena in tempo a scendere dal mezzo che in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Pino La Rocca &#8211;</strong></em> Momenti di autentico panico questa mattina nel centro storico di Cerchiara di Calabria dove lo scuolabus comunale, appena completato il quotidiano servizio di trasporto degli alunni, è andato a fuoco nel piazzale antistante la scuola. <strong>Per fortuna gli scolari hanno fatto appena in tempo a scendere dal mezzo che in pochi minuti è stato avvolto dalle fiamme e pressoché distrutto prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco di Castrovillari</strong> che sono arrivati quando il fuoco aveva già completato la sua opera<strong>. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.</strong> Grande spavento però per gli scolari, per l’autista e per i genitori accorsi sul posto dopo aver appreso la notizia. <strong>Il mezzo, da quanto si è saputo, era appena arrivato davanti la scuola quando l’autista ha notato del fumo uscire dal vano motore e, fiutato il pericolo, ha immediatamente fatto evacuare tutti i bambini.</strong> Pochi minuti dopo le fiamme, originatesi nel vano-motore, hanno avvolto il veicolo distruggendolo quasi completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul posto, allertata dal sindaco Giuseppe Ramundo, è prontamente arrivata la Squadra Locale del Gruppo Lucano di Protezione Civile che ha presidiato la zona ed evitato che ci fossero problemi di sicurezza per la presenza di numerosi genitori accorsi sul posto. Dopo oltre un’ora è arrivata la Squadra 4A dei Vigili del Fuoco di Castrovillari che ha finito di spegnere l’incendio, messo in sicurezza la zona ed effettuate i rilievi per risalire alla causa dell’incendio.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Le verifiche svolte nei momenti successivi – ha dichiarato da parte sua il sindaco Giuseppe Ramundo accorso subito sul posto insieme ad altri amministratori &#8211; <strong>hanno consentito di accertare come l’accaduto sia riconducibile ad un evento del tutto accidentale, improvviso e non prevedibile, con ogni probabilità determinato da un guasto tecnico riconducibile ad un cortocircuito”</strong>.</p>
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		<title>Oriolo. Giorgio Di Munno nuovo Questore di Viterbo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 10:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio di munno oriolo questore viterbo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Vincenzo La Camera &#8211; Giorgio Di Munno, originario di Oriolo, dove ha frequentato lo storico Liceo Classico &#8220;U. Foscolo&#8221;,  è il nuovo Questore di Viterbo. Per il dottor Di Munno, 56 anni, questo è il primo incarico a capo di una Questura dopo trent&#8217;anni nella Polizia di Stato dove ha ricoperto ruoli dirigenziali nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Vincenzo La Camera</strong></em> &#8211; Giorgio Di Munno, originario di Oriolo, dove ha frequentato lo storico Liceo Classico &#8220;U. Foscolo&#8221;,  è il nuovo Questore di Viterbo. <strong>Per il dottor Di Munno, 56 anni, questo è il primo incarico a capo di una Questura dopo trent&#8217;anni nella Polizia di Stato dove ha ricoperto ruoli dirigenziali</strong> nelle squadre mobili come a Venezia, Perugia, Padova e nei commissariati come a San Severo (Fg), Cesena, Gioia Tauro, ultimo incarico prima dell&#8217;insediamento del 26 maggio 2026 alla Questura della città dei Papi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Considerata persona competente ed equilibrata, il nuovo Questore, Giorgio Di Munno, ha ricevuto sin dalle prime ore numerosi attestati di stima</strong> e di benvenuto tra cui quello della sindaca di Viterbo, Chiara Frontini. Di Munno prende il posto di Luigi Silipo, trasferitosi a Ferrara. «Per me è un onore e un piacere trovarmi qui a Viterbo – ha dichiarato il neo Questore -. Essere chiamato a fare il Questore significa sentire il peso della responsabilità». Il Dirigente superiore della Polizia di Stato, Di Munno, porta con sè il suo metodo lavorativo fondato su ascolto, analisi e azione.</p>
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		<title>Amministrative. De Marco primo sindaco donna di Villapiana. A Francavilla Marittima vince Mauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Amministrative 2026]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative francavilla marittima 2026]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative villapiana 2026]]></category>
		<category><![CDATA[de marco sindaco villapiana]]></category>
		<category><![CDATA[mauro sindaco francavilla marittima]]></category>
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					<description><![CDATA[di Vincenzo La Camera &#8211; Verdetto delle urne chiaro sia a Francavilla Marittima che a Villapiana, dove tra domenica e lunedì i cittadini residenti si sono recati alle urne per scegliere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale. Per entrambi i comuni dell&#8217;Alto Jonio Cosentino la chiamata alle urne è stata preceduta da eventi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Vincenzo La Camera &#8211;</strong></em> Verdetto delle urne chiaro sia a Francavilla Marittima che a Villapiana, dove tra domenica e lunedì i cittadini residenti si sono recati alle urne per scegliere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio Comunale. Per entrambi i comuni dell&#8217;Alto Jonio Cosentino la chiamata alle urne è stata preceduta da eventi straordinari come la dipartita del sindaco di Francavilla, Gaetano Tursi, nel settembre 2025 (eletto nel 2021) e la sfiducia del sindaco Vincenzo Ventimiglia a Villapiana, eletto nel 2024.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A Francavilla Marittima il nuovo sindaco è Bonifacio Mauro</strong> che ha superato nettamente (62,31% &#8211; 1093 voti) la lista capeggiata dal primo cittadino facente funzioni Pino Lucente (37,69% &#8211; 661 voti). <strong>A Villapiana, invece, storica affermazione di Mariolina De Marco</strong> (56,62% &#8211; 1737 voti), primo sindaco donna del paese, che ha avuto la meglio sulla lista guidata dal già primo cittadino Paolo Montalti (47,38% &#8211; 1331 voti). <strong>A Villapiana mister preferenze e Domenico Filardi con 392 voti. Mentre a Francavilla miss preferenze è Teresa Mastrota che con 206 consensi è risultata la più eletta nonostante la sua compagine non abbia vinto le elezioni.</strong></p>
<p><strong>Nuovo Consiglio Comunale di Francavilla Marittima: </strong>Bonifacio Mauro (sindaco), Pietro Cannataro 168 voti, Antonio La Banca 158, Luigi Primarosa 118, Chiara Zaccaro 113, Maurizio Ramundo 105, Leonardo Martino 103, Nicola Staffa 85; Minoranza: Pino Lucente (capolista), Teresa Mastrota 206, Carolina De Leo 129.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nuovo Consiglio Comunale di Villapiana:</strong> Mariolina De Marco (sindaco), Domenico Filardi 392 voti, Giuseppe Tiripicchio 350, Rosa Francomano 307, Simona Iannuzzi 285, Giacomo Pucciano 267, Lorenza Pastore 263, Gabriele Pittelli 258, Olga Natalina Motta detta Natasha 233; Minoranza: Paolo Montalti (capolista), Antonietta De Marco detta Antonella 283, Saverio De Luca 274, Nicola Mastrota 249.</p>
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		<title>Trebisacce. La luce di Santa Rita nelle ombre del nostro tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 07:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[trebisacce santa rita da cascia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pino La Rocca &#8211; In un mondo lacerato da guerre, tensioni e incertezze, i devoti di Santa Rita da Cascia riuniti in preghiera nella Parrocchia “Cuore Immacolato della B.V.M.” di Trebisacce anche quest’anno hanno rinnovato la propria devozione alla santa  considerata autentica bussola di speranza che incarna i valori del perdono, della riconciliazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Pino La Rocca &#8211;</strong> </em>In un mondo lacerato da guerre, tensioni e incertezze, i devoti di Santa Rita da Cascia riuniti in preghiera nella Parrocchia “Cuore Immacolato della B.V.M.” di Trebisacce anche quest’anno hanno rinnovato la propria devozione alla santa  considerata autentica bussola di speranza che incarna i valori del perdono, della riconciliazione e della pace. E così, in occasione del 22 maggio, Festa di Santa Rita, il forte legame spirituale che accomuna i devoti della Santa di Cascia è stato espresso attraverso la preghiera e la condivisione unendo, in un mondo che oggi sembra seguire logiche che vanno in senso contrario, tutti i devoti della “Santa dei casi impossibili” in un messaggio di speranza, di perdono e di pace.</p>
<p style="text-align: justify;">La festa di Santa Rita da Cascia in realtà, sia a Trebisacce che in tutto il mondo, non è soltanto una tradizione religiosa che si ripete ogni anno ma è il bisogno umano di affidare dolori, attese e desideri a una figura percepita come vicina alle ferite della vita. Santa Rita, <strong>come ha ricordato il Parroco Don Pasquale Zipparri nella sua omelia, continua infatti a parlare ai fedeli perché la sua storia non è fatta di trionfi facili, ma di pazienza, di perdono e di perseveranza e in realtà chi rinnova la devozione verso di lei non cerca miracoli spettacolari, ma la forza di attraversare situazioni complicate</strong> come famiglie divise, malattie, solitudine, precarietà lavorativa e conflitti interiori. Per questo le sue celebrazioni nelle Parrocchie diventano anche momenti di comunione autentica in cui le persone si riconoscono fragili ma mai senza speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rinnovarsi della devozione mostra inoltre come la fede popolare abbia ancora una grande capacità di creare legami e le novene, le processioni, le statuine della Santa, le rose benedette e le preghiere condivise riportano molti fedeli a sentirsi parte di una grande comunità. E la devozione verso la Santa che nella sua vita ha attraversato ogni forma di dolore umano senza cedere mai all’odio, <strong>grazie all’apprezzabile impegno dell’omonimo Gruppo di Preghiera fondato e guidato dalla signora Irma Lauria, cresce di anno in anno tanto che, sia nel corso della rievocazione del “transito” celebrato la sera della vigilia della Festa, sia nel corso della solenne liturgia e della processione che ha concluso le celebrazioni in suo onore, la Chiesa brulicava di devoti, grandi e piccoli, provenienti dalle altre parrocchie e realtà associative della città e da numerose comunità parrocchiali provenienti da diversi paesi del circondario</strong> per fare comunità e per pregare tutti insieme per la pace nel mondo. Una dozzina i gruppi di preghiera, le parrocchie e le associazioni che, dando vita ad altrettante fiaccolate, si sono ritrovate, insieme ai propri Parroci, nella Chiesa “Cuore Immacolato della B.V.M.” per fare comunità nella rievocazione del “transito” di Santa Rita, per far benedire le statuine della Santa e partecipare, alla fine della santa Messa, al vero e proprio assalto alla conquista delle rose rosse che, secondo quanto si legge nella biografia della Santa, sono sbocciate per miracolo dalla neve e sono il simbolo della speranza che ha sempre accompagnato Santa Rita anche nelle situazioni più difficili e dolorose della sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua vita la “Santa dei casi disperati” ha infatti esaltato la riconciliazione come autentica rivoluzione perdonando gli assassini del marito e spezzando così, come si legge nella biografia della Santa, la catena della violenza e della vendetta, nella certezza che alla fine il bene vince sempre sul male. “Quello di Santa Rita – ha ricordato tra l’altro Don Pasquale Zipparri nel corso della solenne liturgia che ha concluso i riti religiosi – è un messaggio universale che attraversa il tempo e lo spazio e ricorda a ciascuno di noi che la pace non è un&#8217;utopia astratta, ma una scelta collettiva ma anche individuale, che impone a ciascuno di noi di disarmare i cuori e di operare sempre per costruire la pace nei nostri ambienti familiari e sociali”.</p>
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		<title>Oriolo. L&#8217;architetto Francesca Silvestri premiata a Roma in Campidoglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 10:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[architetto francesca silvestri oriolo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Templum 2026 architetto francesca silvestri]]></category>
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					<description><![CDATA[Francesca Silvestri, architetto paesaggista calabrese e ingegnere edile, originaria di Oriolo e oggi attiva a Rende con il suo studio, è stata premiata il 20 maggio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, nell’ambito del “Premio Templum 2026 – Architetti Italiani”, manifestazione dedicata alle eccellenze italiane nel campo dell’architettura e della progettazione contemporanea. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Francesca Silvestri, architetto paesaggista calabrese e ingegnere edile, originaria di Oriolo e oggi attiva a Rende con il suo studio, è stata premiata il 20 maggio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, nell’ambito del <strong>“Premio Templum 2026 – Architetti Italiani”,</strong> manifestazione dedicata alle eccellenze italiane nel campo dell’architettura e della progettazione contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-86628" src="https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/05/CAB40260-6E82-482C-AE8B-151F04672BCA-957x768.jpeg" alt="" width="831" height="667" srcset="https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/05/CAB40260-6E82-482C-AE8B-151F04672BCA-957x768.jpeg 957w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/05/CAB40260-6E82-482C-AE8B-151F04672BCA-300x241.jpeg 300w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/05/CAB40260-6E82-482C-AE8B-151F04672BCA-768x616.jpeg 768w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/05/CAB40260-6E82-482C-AE8B-151F04672BCA-1024x822.jpeg 1024w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/05/CAB40260-6E82-482C-AE8B-151F04672BCA.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 831px) 100vw, 831px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La giovane professionista, 32 anni, è stata insignita del riconoscimento grazie ad un innovativo progetto su una scuola</strong> che potrà essere realizzata a Cassano allo Ionio, &#8220;concepita come un vero civic center immerso nel paesaggio, caratterizzata da un linguaggio architettonico identitario, spazi fluidi dedicati all’apprendimento e una visione progettuale che la rende uno dei casi più contemporanei e riconoscibili nel panorama dell’edilizia scolastica italiana&#8221;, si legge nella nota.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla cerimonia in Campidoglio hanno partecipato rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Architetti, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dirigenti ministeriali tra cui Ministero della Cultura, Ministero delle Infrastrutture e Ministero dell’Ambiente. A distinguersi nel percorso progettuale dell’architetto Silvestri, laureatasi all&#8217;Università della Calabria, è soprattutto <strong>la ricerca contemporanea applicata all’architettura educativa e al rapporto tra spazio, paesaggio e benessere collettivo. </strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.paese24.it%2F86626%2Falto-jonio%2Foriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html&amp;linkname=Oriolo.%20L%E2%80%99architetto%20Francesca%20Silvestri%20premiata%20a%20Roma%20in%20Campidoglio" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.paese24.it%2F86626%2Falto-jonio%2Foriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html&amp;linkname=Oriolo.%20L%E2%80%99architetto%20Francesca%20Silvestri%20premiata%20a%20Roma%20in%20Campidoglio" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.paese24.it%2F86626%2Falto-jonio%2Foriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html&amp;linkname=Oriolo.%20L%E2%80%99architetto%20Francesca%20Silvestri%20premiata%20a%20Roma%20in%20Campidoglio" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.paese24.it%2F86626%2Falto-jonio%2Foriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html&amp;linkname=Oriolo.%20L%E2%80%99architetto%20Francesca%20Silvestri%20premiata%20a%20Roma%20in%20Campidoglio" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.paese24.it%2F86626%2Falto-jonio%2Foriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html&amp;linkname=Oriolo.%20L%E2%80%99architetto%20Francesca%20Silvestri%20premiata%20a%20Roma%20in%20Campidoglio" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.paese24.it%2F86626%2Falto-jonio%2Foriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html&#038;title=Oriolo.%20L%E2%80%99architetto%20Francesca%20Silvestri%20premiata%20a%20Roma%20in%20Campidoglio" data-a2a-url="https://www.paese24.it/86626/alto-jonio/oriolo-larchitetto-francesca-silvestri-premiata-a-roma-in-campidoglio.html" data-a2a-title="Oriolo. L’architetto Francesca Silvestri premiata a Roma in Campidoglio" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Policoro. Salute, prevenzione e territorio. &#8220;Tumori ovarici: un percorso multidisciplinare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 09:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[convegno tumori ovarici policoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 23 maggio 2026, alle ore 9:30, presso la Sala Consiliare del Comune di Policoro (Mt), si terrà il convegno dal titolo “Tumori ovarici: un percorso multidisciplinare – Salute, Prevenzione e Territorio”, importante appuntamento dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla presa in carico multidisciplinare dei tumori ginecologici, con particolare attenzione al tumore ovarico. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 23 maggio 2026, alle ore 9:30, presso la Sala Consiliare del Comune di Policoro (Mt), si terrà il convegno dal titolo “Tumori ovarici: un percorso multidisciplinare – Salute, Prevenzione e Territorio”,</strong> importante appuntamento dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla presa in carico multidisciplinare dei tumori ginecologici, con particolare attenzione al tumore ovarico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa  si legge in una nota &#8211; nasce con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della salute femminile, della prevenzione oncologica e dell’importanza della collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e territorio.  <strong>Nel corso della mattinata interverranno professionisti del settore sanitario e oncologico che approfondiranno i temi legati ai tumori ginecologici, alla prevenzione, alla genetica, alla diagnosi precoce, ai percorsi terapeutici e all’importanza dell’approccio multidisciplinare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno &#8211; continua la nota &#8211; rappresenta un’importante occasione di confronto sul valore della prevenzione oncologica, dell’approccio multidisciplinare e della collaborazione tra medicina, territorio e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare la rete di sostegno e informazione dedicata alle donne e alle famiglie coinvolte nei percorsi oncologici.  <strong>L’iniziativa si inserisce inoltre nel percorso di sensibilizzazione promosso in occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, che ha visto la provincia di Matera aderire per il secondo anno consecutivo alla campagna nazionale “L’Italia si illumina di Tiffany”.</strong> I Comuni di Policoro, Scanzano Jonico, Montalbano Jonico, Miglionico e la città di Matera hanno partecipato all’iniziativa illuminando simbolicamente luoghi rappresentativi del territorio, tra cui il Palazzo Lanfranchi e l’Ospedale Madonna delle Grazie, con l’obiettivo di accendere l’attenzione pubblica sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della vicinanza alle donne che affrontano il percorso della malattia.</p>
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