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	<title>Cultura Archivi - Paese24.it</title>
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	<title>Cultura Archivi - Paese24.it</title>
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		<title>“D/esistenze”. L’eloquio del silenzio che risveglia l’anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Per anni, la vita lo ha spinto nelle direzioni più disparate, nel ruolo pragmatico e rigoroso del manager d’azienda. Eppure, in qualunque luogo si trovasse, Alfio Rossi portava con sé un’abitudine: quella di affidare i propri pensieri, le intuizioni e i sogni ai pezzi di carta più fragili e improvvisati. Tovaglioli, margini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per anni, la vita lo ha spinto nelle direzioni più disparate, nel ruolo pragmatico e rigoroso del manager d’azienda. Eppure, in qualunque luogo si trovasse, <strong>Alfio Rossi</strong> portava con sé un’abitudine: quella di affidare i propri pensieri, le intuizioni e i sogni ai pezzi di carta più fragili e improvvisati. Tovaglioli, margini bianchi di giornali, foglietti destinati a perdersi nel vento; micro-memorie che oggi, salvate dall’oblio, trovano una voce solida e matura in <strong>“D/esistenze”, la nuova opera che arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, disponibile anche nella versione e-book</strong>. «Desistenze &#8211; spiega l’autore, che vive ad Alatri (Frosinone) &#8211; sono il fardello dei fallimenti, delle rinunce, volontariamente perpetrate o subite dalla sorte. Ma anche quelle cesure e censure che operiamo a danno della nostra anima, dei nostri io repressi. Esiste poi una desistenza, frutto di consapevolezza, di misterico discernimento, capace di restituirci l’incanto semplice del fluire, di cui siamo parte inconsapevole; una desistenza che ci agguanti il bavero dell’anima e ci scuota al risveglio di altre possibili esistenze».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un diario di frammenti salvati dal frastuono quotidiano per riscoprire il silenzio e la meraviglia, e per guardarsi dentro senza indulgenza</strong>. Come lo definisce, nella Prefazione, il professor <strong>Hafez Haidar</strong>, accademico e pluricandidato al Premio Nobel, «un interessante ed originale viaggio nei perigliosi sentieri dell’esistenza, alla ricerca della bellezza delle quattro stagioni della vita e del fascino di Madre Natura e alla scoperta dei segreti e dei misteri della mente e del cuore». Scrivere questo libro è stato, per il poeta, «l’atto tardivo e indifferibile di dare finalmente ad alcuni “io sciamanici” che hanno continuato a reclamare ascolto sotto la superficie di una vita densa di impegni». In queste pagine si avverte anche una lucida e accorata critica alla contemporaneità. In un’epoca in cui tutto sembra anestetizzato e ridotto a modelli preconfezionati, l’autore diffida delle facili ricette di “risveglio”, contestando un mercato culturale che rischia di omologare e addomesticare l’arte. Invece, la vera poesia è tutt’altra cosa: <strong>è una creatura che nasce dal silenzio sacro, dall’inquietudine di ciò che è quasi impossibile da dire</strong>, e che ha bisogno di solitudine per trasformarsi in una lingua nuova. «La poesia può insufflare nuovo spirito vitale, a patto che non sia offerta come l’ennesimo prodotto, indistinguibile dalla slavina di prodotti che ci travolge da ogni parte».</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; è un invito a fermarsi, a squarciare la ragnatela dell’ovvio per tornare a meravigliarsi di fronte ai bagliori, a volte dolorosi e a volte seducenti, della vita. «Quando si ascolta l’eloquio del silenzio &#8211; confessa l’autore &#8211; tutto diventa sublimemente chiaro e disarmato e allora basta trovare un foglio bianco, condiscendente, che accolga e lasci sublimare pensieri trasgressivi, inquieti, guizzanti, spudorati; inselvatichiti dal lungo esilio a cui li abbiamo relegati». Con una scrittura intensa, Alfio Rossi ci offre “l’unghia affilata della sua poesia” per liberarci dal frastuono e ritrovare la nostra parte più vera: «Occorre nutrire, con accanimento, il germe onesto della follia che è in noi ed osare fissarne lo sguardo, se si vuole davvero intuire quanto è smisurato l’oltre ed il possibile».</p>
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		<title>“Le ali nel cuore”. Un appassionante viaggio dentro e fuori l’anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:19:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Tra emozioni autentiche, natura e riscoperta interiore, esce nelle librerie “Le ali nel cuore” di Cecilia Quattrer, la silloge &#8211; pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile nella versione e-book &#8211; che trasforma il vissuto in versi, invitando a ritrovare la passione per la lettura e la bellezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Tra emozioni autentiche, natura e riscoperta interiore, esce nelle librerie <strong>“Le ali nel cuore” di Cecilia Quattrer, la silloge &#8211; pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile nella versione e-book</strong> &#8211; che trasforma il vissuto in versi, invitando a ritrovare la passione per la lettura e la bellezza delle piccole cose. L’opera si configura come un itinerario intimo e sincero, in cui la memoria individuale si eleva a linguaggio universale. «<em>Le ali nel cuore</em> &#8211; spiega l’autrice che vive a Santo Stefano di Cadore (Belluno) -, rappresenta il senso più completo di libertà: <strong>non è solo il cuore ad avere le ali, bensì tutto il mio essere</strong>». La raccolta esplora l’intero spettro dell’esistenza umana: dal sentimento amoroso che funge da pilastro e unione, alle sofferenze che lasciano un segno indelebile e spingono al cambiamento, fino al ritorno della speranza. «Partendo dal presupposto che il dolore fa parte della vita &#8211; confessa Cecilia &#8211; la scrittura mi ha aiutato a guardare avanti, dando un senso ai tanti <em>perché</em> senza risposta. Lasciando andare tutti i sensi di colpa, inutili e dannosi, ho ritrovato la pace interiore».</p>
<p style="text-align: justify;">I versi della Quattrer, caratterizzati da uno stile lineare e al contempo profondo, <strong>dialogano costantemente con i paesaggi naturali, visti come veri e propri interlocutori dell’anima</strong>. «Come non ci si può emozionare davanti ad un tramonto, provare serenità ascoltando il suono perpetuo di un ruscello, chiudere gli occhi lasciandosi cullare dalla voce calda del mare, godere della compagnia del vento?». <strong>Così, lo scorrere del tempo, la sacralità degli affetti familiari, la fede e la natura diventano specchi in cui ogni lettore può riflettere la propria interiorità</strong>. «Il mio è un atteggiamento mentale libero da artifici &#8211; spiega l’autrice -.  La spontaneità viene da dentro e amo la naturalezza delle cose. I miei componimenti riflettono quello che sono: empatica, profonda, diretta e trasparente». La penna diventa uno strumento terapeutico e di crescita: la poetessa evidenzia come l’atto creativo l’abbia guidata nel superamento dei quesiti esistenziali più complessi. «<em>Le ali nel cuore</em> &#8211; scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore &#8211; affonda le radici in un racconto intimo e personale, che sa interpretare le inquietudini dei nostri tempi, e lo fa con un linguaggio che punta all’immediatezza per parlare a chiunque voglia sostare in queste pagine».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La forte componente empatica che caratterizza la scrittrice le permette, inoltre, di sintonizzarsi con le emozioni altrui, traducendo in versi i sentimenti di quanti faticano a esprimere la propria interiorità</strong>. «I miei componimenti sono frutto di questa capacità di “mettermi nei panni degli altri”, pur restando me stessa. È come dare voce a chi non ha il coraggio di farlo». La sua poesia si fa, così, portavoce di chi sceglie il silenzio per pudore o per difficoltà comunicativa, mantenendo sempre un’identità limpida e autentica. Da questa solida base deriva la scelta della semplicità come cifra stilistica preminente, unita alla capacità di guardare oltre le apparenze per valorizzare i dettagli quotidiani. L’opera &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; vuole essere un invito ad avere fiducia nelle proprie capacità e ad affrontare il futuro con audacia e autostima, ricordandoci che spesso possediamo già tutto ciò che è necessario per vivere pienamente. «A volte c’è bisogno di fermarsi &#8211; conclude Cecilia Quattrer -, riprendere fiato dopo un’ardua salita: la mia pausa è scrivere, leggere, conoscere. Fatelo anche voi, ne sarà valsa la pena!».</p>
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		<title>“…Senza”. Un viaggio poetico tra i sentieri della memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia E’ un viaggio tra i ricordi, dove la mancanza si trasforma in lucida consapevolezza, la silloge dal titolo “…Senza” di Emanuele Basso, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book. Un’esplorazione emotiva e senza filtri, un percorso letterario che scava nel vuoto lasciato dalle speranze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ un viaggio tra i ricordi, dove la mancanza si trasforma in lucida consapevolezza, la silloge dal titolo <strong>“…Senza” di Emanuele Basso, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book</strong>. Un’esplorazione emotiva e senza filtri, un percorso letterario che scava nel vuoto lasciato dalle speranze infrante e dalle distanze inevitabili per restituire una mappa della memoria. «L’opera &#8211; spiega l’autore, che vive a Udine &#8211; nasce da una mancanza, ma precisamente, da una mancanza di che cosa? Mettendo insieme varie esperienze, come pezzi di un puzzle, ho cercato di darmi, in qualche modo, una risposta». L’opera non si limita a registrare la perdita, ma interroga il valore dei ricordi come bivi fondamentali: «Segnano il nostro percorso di vita, mettendoci davanti a più strade, che sono le possibilità con cui possiamo reagire. Sta a noi scegliere quale di esse percorrere, memori di quanto abbiamo vissuto». Nella raccolta, ogni lirica rappresenta un capitolo della vita, positivo o negativo. «In questo viaggio &#8211; ne è convinto il poeta &#8211; non importa il punto d’arrivo, ma ciò che si impara durante il cammino».</p>
<p style="text-align: justify;">Questa filosofia si riflette fedelmente nella scelta della copertina: <strong>un’immagine che ritrae una strada avvolta dalla nebbia. La foschia, che sembra quasi voler proteggere o celare il titolo del libro, simboleggia l’incertezza</strong>, un peregrinare in cui la meta finale conta meno dell’essenza stessa del viaggio. La strada è la vita, un formarsi continuo di scelte dinanzi agli eventi, che l’autore offre al lettore affinché ciascuno possa interpretarla attraverso il filtro unico della propria esperienza. «Il contesto attorno può rappresentare un momento negativo, ma ciò non implica che oltre la nebbia ci sia nuovamente il sole». La poesia di Emanuele è dominata da un netto dualismo tra luci e ombre. «Il risultato &#8211; scrive, nella Prefazione, <strong>Alfredo Rapetti Mogol</strong>, autore, figlio del noto paroliere &#8211; produce immagini ed emozioni vivide affilate, parole e sentimenti quasi sputati sul foglio per potersene in qualche modo liberare». Il rigore viene costantemente scosso da improvvisi barlumi di tenerezza e da una vulnerabilità sensibile che smussa le spigolosità del reale, ricongiungendo idealmente sponde opposte. «Attraverso l’inchiostro &#8211; confessa il giovane poeta &#8211; ho trovato il modo di dare voce ai miei pensieri».</p>
<p style="text-align: justify;">Il linguaggio scelto rifiuta categoricamente ogni forma di artificio stilistico: è una parola parlata, istintiva, quasi una necessità per liberarsi dal peso del vissuto<strong>. Il risultato è una scrittura affilata, capace di generare immagini e suggestioni di una limpidezza disarmante</strong>. I versi non cercano mai una facile autoassoluzione e l’amore cantato da Basso non si inasprisce: rimane un sentimento generoso, protettivo e sotterraneo, che col tempo evolve in una serena e lucida accettazione. Con la sua opera &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; l’autore vuole offrire una voce autentica e accessibile a chiunque abbia sperimentato il peso e la bellezza del ricordare. «Ciò che questo libro lascerà alle persone, sarà la risposta alle domande che si portavano dentro da tempo».</p>
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		<title>“Battito Sincronico”. Quando la poesia diventa sinfonia del cuore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 16:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[battito sincronico aletti editore]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Con “Battito Sincronico” di Lorenzo Forciniti, la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore si arricchisce di una nuova opera, disponibile anche nella versione e-book. Una vera e propria partitura orchestrale che mappa i ritmi del cuore e ne esplora le infinite sfumature emotive. La sua genesi &#8211; come racconta il giovane [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con “Battito Sincronico” di Lorenzo Forciniti, la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore si arricchisce di una nuova opera, disponibile anche nella versione e-book</strong>. Una vera e propria partitura orchestrale che mappa i ritmi del cuore e ne esplora le infinite sfumature emotive. La sua genesi &#8211; come racconta il giovane autore di Pistoia &#8211; è stata quasi indipendente dalla sua stessa volontà: è stato il cuore a decidere per lui, imponendosi con ardore, verso dopo verso, e alternando messaggi di eros, dolore, paura, stupore e confusione, ma suonando sempre i suoi tamburi con veemente sincerità. «Altro non ho potuto scegliere che ricompensarlo con il più alto degli onori: trainando questa danza d’emozioni sincroniche. Un’esternazione frammentata di brevi raptus emotivi». Dopotutto, noi stessi, ci ricorda Lorenzo, <strong>esistiamo grazie all’armonia del nostro battito, che ci trascina all’interno di un teatro in cui si esibisce un’incessante orchestra di emozioni</strong>. «Ogni strumento, ogni gioco melodico, rappresenta una frammento della nostra sinfonia interiore». <strong>Il viaggio poetico si sviluppa lungo un cammino composto da cinque atti ben distinti</strong>. Si parte da un cuore solitario e coraggioso che, dopo l’incontro con l’anima affine di <em>Psiche</em>, scopre la propria vulnerabilità e cerca rifugio nella bellezza. Quando questa forza svanisce, si imbatte nel mutamento e in quel buio in cui impara, però, a scorgere l’invisibile. Il percorso si conclude non con una fine, ma con una rinascita: superata l’oscurità, la vita ritrova il suo ritmo, guidata dalla luce di una stella. «Approcciarsi a queste pagine &#8211; scrive, nella Prefazione, il maestro <strong>Giuseppe Aletti</strong>, poeta, editore e formatore &#8211; significa accettare una prossimità rara, di un’anima che, mentre si espone, cerca ancora un varco verso la luce».</p>
<p style="text-align: justify;">Per avvicinarsi allo spirito profondo di <em>Battito Sincronico</em>, il poeta e scrittore Forciniti suggerisce una suggestiva allegoria: quella di un ballo di gruppo. Non tutti i partecipanti ne conoscono i passi e, forse, a qualcuno non piacerà nemmeno la melodia, eppure continuano a ballare, a ridere e a divertirsi insieme per il solo, potentissimo valore dell’unione e della connessione umana: «Sentirsi parte d’un legame più grande, il quale permette loro di scordarsi, momentaneamente quanto meno, d’essere soli».</p>
<p style="text-align: justify;">L’ispirazione dell’opera &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore </strong>&#8211; affonda le radici nell’esistenza stessa, accolta «con tutti i suoi colori; chiari, cupi, burrascosi, soleggiati». All’interno di questa visione, il dolore e la terapia non sono elementi separati, ma rappresentano il palmo e il dorso di una stessa mano che stringe il caos delle nostre emozioni. «Mentre la mano compone tremante, l’animo si svuota, alleggerisce la pressione che lo stava schiacciando». <strong>Pensata per essere idealmente accompagnata dal suono naturale della pioggia</strong>, la poesia di Lorenzo Forciniti si pone l’obiettivo più nobile dell’arte: «riaccendere in ognuno di noi le musicalità assopite e quella fanciullezza interiore che il tempo spesso rischia di spegnere».</p>
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		<title>“Dalla bellezza dei giorni”. La resistenza della parola nel buio della pandemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[carina engell autrice tedesca salò]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Nell’opera “Dalla bellezza dei giorni” di Carina Engell, la poesia si riscopre come un rifugio di coraggio e uno strumento di salvezza, in un’epoca di radicali mutamenti e incertezze. La silloge &#8211; pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book &#8211; trova la sua linfa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nell’opera “Dalla bellezza dei giorni” di Carina Engell</strong>, la poesia si riscopre come un rifugio di coraggio e uno strumento di salvezza, in un’epoca di radicali mutamenti e incertezze. La silloge &#8211; pubblicata nella collana <strong>“I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book</strong> &#8211; trova la sua linfa vitale nei suggestivi scenari della sponda lombarda del Lago di Garda, invitando il lettore a immergersi nella natura e nella cultura per ritrovare la propria essenza più autentica. «Poesie che raccontano di amicizia, musica, amore, guerra e pandemia &#8211; spiega l’autrice, sociologa e docente universitaria di origine tedesca ma che vive a Salò (Brescia) -. Creazioni audaci che suscitano forze di resistenza». Carina rivela come la genesi di questa raccolta &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; sia strettamente legata a un momento di trasformazione personale: <strong>nata durante i mesi più bui della pandemia</strong>, quando l’impossibilità di dipingere ha imposto la ricerca di una nuova forma espressiva. la parola poetica è diventata una risposta immediata e necessaria alla fragilità della condizione umana. «All’improvviso &#8211; confessa la Engell &#8211; sentivo il bisogno di creare immagini con le parole. La lingua è il nostro miglior mezzo di difesa in una situazione che ci minaccia; così si creano immagini di parole avvincenti sulla cultura in cui viviamo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di fronte a un mondo in via di dissoluzione, le cui certezze sembrano svanire, queste liriche offrono uno sguardo di intimo conforto</strong>. L’opera, profondamente realistica poiché racconta tutto ciò che la poetessa ha vissuto, affronta con audacia i temi più complessi e attuali, ma anche i miracoli quotidiani che si manifestano davanti allo spettacolo del creato. C’è la dolorosa consapevolezza che la bellezza della Terra sia oggi fortemente minacciata, ed è proprio questo timore che spinge a difenderla: <strong>la contemplazione dello splendore ancora intatto diventa, così, un potente motore di resistenza e di consapevolezza spirituale</strong>. «L’esperienza della bellezza porta alla gratitudine. Quando incontriamo la bellezza non ci vediamo più nel giudizio degli altri. Siamo liberi e indipendenti &#8211; per un momento &#8211; e incontriamo noi stessi».</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo creativo resta un mistero insondabile, ma il risultato è un’opera &#8211; molto apprezzata &#8211; che ricorda a ciascun lettore quanto la perdita di questa bellezza sarebbe imperdonabile, esortando tutti a proteggerla con gratitudine e determinazione. «La vastità e la luce sopra il lago invitano a entrare nello spazio “bianco”, finora non frequentato, della poesia. La bellezza di questo spazio &#8211; conclude l’autrice &#8211; permette di scrivere sui limiti e sugli orrori della vita umana senza schiantarsi … e può riflettere la felicità che proviamo».</p>
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		<title>“Un giorno di vita”. L’eternità di una poesia senza tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[“Un giorno di vita - Poesie Contempo” massimiliano franco]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano franco autore Caulonia (Reggio Calabria) Fontaneto D’Agogna (Novara)]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia E’ un viaggio che attraversa le stagioni dell’anima e i luoghi del cuore, “Un giorno di vita &#8211; Poesie Contempo”, l’opera di Massimiliano Franco, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche nella versione e-book. Il titolo del libro &#8211; come spiega lo stesso autore, nato a Caulonia (Reggio Calabria) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ un viaggio che attraversa le stagioni dell’anima e i luoghi del cuore, <strong>“Un giorno di vita &#8211; Poesie Contempo”, l’opera di Massimiliano Franco, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” e disponibile anche nella versione e-book</strong>. Il titolo del libro &#8211; come spiega lo stesso autore, nato a Caulonia (Reggio Calabria) ma che vive a Fontaneto D’Agogna (Novara) &#8211; racchiude l’intera esistenza e tutte le sue sfumature nello spazio di un solo giorno, con l’urgenza di chi sa che il tempo è prezioso e che ogni attimo va vissuto fino in fondo. Lo stile di Franco è diretto, sincero. I suoi pensieri arrivano senza filtri, <strong>catturando la scintilla dell’ispirazione nel momento esatto in cui nasce dal caos della vita per farsi immortale su un foglio di carta</strong>: «Voglio trasmettere i miei pensieri senza fronzoli e l’eternità di una poesia che rimane impressa senza confini e senza tempo». Per l’autore, la parola scritta è una forma di espressione intima, capace però di espandersi, smuovere le coscienze e cambiare il modo di vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle pagine della raccolta convivono e si scontrano mondi apparentemente lontani. C’è il suono delle campane di paese che dialoga con l’eco delle strade milanesi, il silenzio che precede una scelta importante e il tumulto della rabbia che si scioglie nella dolcezza del perdono. <strong>C’è spazio per la paura e per il coraggio, per il dubbio e per la fede. L’autore non fugge i temi più complessi, interroga la morte e abbraccia la vita nella sua fragilità, cantando l’amore</strong>, la musica che salva, la commozione della paternità e la Terra vista come madre. Dal punto di vista stilistico, il poeta dimostra una cura quasi artigianale: scompone la sintassi per trasformare i vocaboli in simboli, concetti e melodia. <strong>Ogni singola parola è decisiva, ogni verso è un muro portante costruito con una dedizione meticolosa</strong>, con il solo obiettivo di restituire a chi legge il vero senso della letteratura: lo stupore. «Si spazia dunque &#8211; scrive, nella Prefazione, <strong>Francesco Gazzè</strong>, autore e compositore &#8211; all’interno del complesso labirinto di chi sceglie una dimensione altra per dar senso ai propri giorni, di chi scavalca la recinzione eretta attorno al reale per cercare l’essenza del mondo, perché quel che ci trova dentro non gli basta più. Scomporre la realtà è un’arte di Massimiliano Franco».</p>
<p style="text-align: justify;">“Un giorno di vita &#8211; Poesie Contempo” &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; è un invito a fermarsi, ad ascoltare e a camminare senza paura, ricordandoci che ogni giorno, se vissuto con autenticità, contiene il seme dell’eterno. «La mia piccola opera &#8211; conclude l’autore &#8211; dà senso e rifugio ai pensieri, aiutando a vivere meglio e gustare l’esistenza».</p>
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		<title>La metamorfosi dell’anima nei versi di “Carezze di Luce”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[angelo alessandro pantellaro autore catania]]></category>
		<category><![CDATA[angelo alessandro pantellaro carezze di luce]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Traccia un’inedita traiettoria estetica tra spiritualità, astrazione metafisica e dramma contemporaneo, “Carezze di Luce”, la silloge di Angelo Alessandro Pantellaro, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book. L’opera diviene ponte ideale tra la dimensione terrena e quella celeste, offrendo un antidoto alle ombre e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Traccia un’inedita traiettoria estetica tra spiritualità, astrazione metafisica e dramma contemporaneo, <strong>“Carezze di Luce”, la silloge di Angelo Alessandro Pantellaro, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book</strong>. L’opera diviene ponte ideale tra la dimensione terrena e quella celeste, offrendo un antidoto alle ombre e ai vuoti dell’anima che avanzano in un tempo sempre più difficile e frammentato. «<strong>La “carezza” &#8211; spiega l’autore che vive a Catania &#8211; si materializza nell’atto umano di accudimento, mentre la “luce” racchiude e custodisce la dimensione trascendente</strong>». Attraverso una scrittura caratterizzata da armonia e soavità, dove l’emozione e la riflessione si intrecciano con naturalezza, Pantellaro conduce il lettore in un viaggio profondo nei meandri del cuore. «È la celebrazione della verità che non teme l’oscurità &#8211; scrive, nella Prefazione, <strong>Cosimo Damiano Damato</strong>, regista e sceneggiatore italiano, attivo soprattutto nel mondo del teatro &#8211; una rivelazione per guarire il respiro affannoso di questo tempo che tornerà ad essere luce».</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore scardina la visione tradizionale dell’amore per proporlo come «uno stato di coscienza indipendente e assoluto, capace di accordare le facoltà affinché vibrino all’unisono nella Luce». «La vicinanza con l’arte creativa non modifica semplicemente il modo di scrivere, ma ne amplia i confini sensoriali, esaltando la capacità intrinseca che ha la poesia di generare visioni e scardinare le nostre consuete abitudini percettive». Tra le righe emerge, così, un’esplosione di gioia interiore e di risveglio cosmico, dove l’uomo sperimenta un’illuminazione profonda e si riscopre intimamente connesso al cosmo sotto una luce totalmente rinnovata. «L’arcobaleno è l’archetipo perfetto del ponte tra terra e cielo: sorge dal suolo ed è fatto di pura luce che si scompone nei suoi colori dopo la tempesta». Tuttavia, la ricerca letteraria di Pantellaro rifiuta ogni facile via di fuga o utilizzo puramente decorativo della parola. Ispirato dalla costante ricerca della bellezza dentro la verità, il poeta sceglie di non evadere dalla realtà, ma di attraversarla integralmente, anche laddove si manifesti dolorosa o ferisca l’individuo. <strong>La sensibilità dell’autore è stata plasmata dal barocco catanese</strong>, con la sua estetica dell’eccesso e i contrasti violenti tra la scura opacità della pietra lavica e l’abbaglio accecante del sole solstiziale. «La mia poesia vive proprio di questa stessa frizione: l’asprezza materica della terra e la costante tensione ascensionale verso il cielo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella poetica di Pantellaro coesistono l’essenza della tradizione e l’impianto lessicale contemporaneo, abbandonando l’uso decorativo del linguaggio a favore di un’immagine cruda, tagliente e geometrica</strong>: «Mi ispirano le crepe dell’esistenza, perché è esattamente da quelle fessure che la luce può entrare e accarezzare l’anima». L’opera &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; si offre come la fotografia autentica dell’anima contemporanea, <strong>spesso tesa verso l’alto ma ferita e “inchiodata al muro” dalle contingenze del reale</strong>. «La definirei &#8211; spiega l’autore &#8211; uno strumento di indagine spirituale che usa la bellezza del verso per squarciare il buio del nostro tempo e rivelare la luce che custodiamo dentro ciascuno di noi». <strong>E’ un invito a non sentirsi solo nel proprio dramma quotidiano</strong>: «Vorrei che il lettore provasse la vertigine di una metamorfosi: entrare nelle pagine del libro con la pesantezza della pietra lavica ed uscirne con la leggerezza della pura luce».</p>
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		<title>Villapiana. &#8220;Giornata Mondiale Rifugiato&#8221;. A teatro per conoscere fenomeno migrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 19:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Jonio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruirsi giornata rifugiato villapiana]]></category>
		<category><![CDATA[villapiana giornata rifugiato 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026 (GMdR 2026), la Cooperativa Sociale “Le Nove Lune Onlus” ETS, in qualità di Ente gestore del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrata) di Villapiana, organizza una serata di iniziative culturali e artistiche.  L’evento, intitolato &#8220;Ricostruirsi&#8221;, si terrà sabato 4 luglio nel centro storico del paese. L’obiettivo della Giornata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026 (GMdR 2026), la Cooperativa Sociale “Le Nove Lune Onlus” ETS, in qualità di Ente gestore del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrata) di Villapiana, organizza una serata di iniziative culturali e artistiche.  <strong>L’evento, intitolato &#8220;Ricostruirsi&#8221;, si terrà sabato 4 luglio nel centro storico del paese</strong>. L’obiettivo della Giornata &#8211; si legge in una nota &#8211; <strong>è quello di scardinare gli stereotipi offrendo un’occasione poliedrica e rivolta a un ampio pubblico per conoscere il fenomeno della migrazione</strong> da un punto di vista pratico oltre che teorico. L’evento si snoderà tra le vie del centro storico, metterà in luce il profondo legame culturale dei giochi tradizionali che rappresentano un legame culturale profondo e antico, che accomuna ogni mondo</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività avranno inizio nel pomeriggio con momenti di gioco e balli tipici dei paesi di provenienza dei beneficiari, che insieme agli operatori del Progetto coinvolgeranno la comunità locale. <strong>Dopo un momento istituzionale spazio allo spettacolo teatrale multimediale &#8220;Ricostruirsi&#8221;</strong>, risultato di un laboratorio teatrale a cadenza settimanale curato dallo scenografo e coreografo locale Pino Nigro.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-86891" src="https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/07/LOCANDINA-GMdR2026-VILLAPIANA-614x768.jpeg" alt="" width="614" height="768" srcset="https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/07/LOCANDINA-GMdR2026-VILLAPIANA-614x768.jpeg 614w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/07/LOCANDINA-GMdR2026-VILLAPIANA-240x300.jpeg 240w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/07/LOCANDINA-GMdR2026-VILLAPIANA-768x960.jpeg 768w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/07/LOCANDINA-GMdR2026-VILLAPIANA-1024x1280.jpeg 1024w, https://www.paese24.it/wp-content/uploads/2026/07/LOCANDINA-GMdR2026-VILLAPIANA.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 614px) 100vw, 614px" /></p>
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		<title>“Semi di luce nell’universo”. Nella poesia un varco oltre il dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[amore e resistenza catia nardocci]]></category>
		<category><![CDATA[catia nardocci autrice roma]]></category>
		<category><![CDATA[Semi di luce nell’universo. Poesie di metamorfosi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Anche nel buio, qualcosa continua a brillare. In “Semi di luce nell’universo. Poesie di metamorfosi, amore e resistenza”, Catia Nardocci mette la sua sensibilità al servizio della parola scritta. Il risultato è un cammino di consapevolezza in cui ogni verso diventa un seme fragile, eppure potente, capace di germogliare proprio quando tutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Anche nel buio, qualcosa continua a brillare. <strong>In “Semi di luce nell’universo. Poesie di metamorfosi, amore e resistenza”, Catia Nardocci</strong> mette la sua sensibilità al servizio della parola scritta. Il risultato è un cammino di consapevolezza in cui ogni verso diventa un seme fragile, eppure potente, capace di germogliare proprio quando tutto sembra perduto. L’opera &#8211; <strong>pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book</strong> &#8211; nasce durante un periodo doloroso, configurandosi, fin da subito, come un atto di resistenza quotidiana, in cui la parola svela la sua natura più autentica. «Per me &#8211; spiega l’autrice che vive a Roma &#8211; la luce è un simbolo di rinascita: è ciò che resta quando il dolore viene attraversato e trasformato». Nelle pagine della raccolta &#8211; <strong>esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore</strong> &#8211; convive un universo popolato da presenze sottili, amori che tornano, mari che parlano e, soprattutto, da figure femminili straordinarie. Sono le donne che sostengono il peso del mondo in silenzio, capaci di cadere e rialzarsi, custodi di una fragilità che si fa forza granitica e che protegge la vita anche quando ferisce. «Penso a coloro che ho incontrato nel mio lavoro, alle donne della mia famiglia, alle donne che mi hanno insegnato a lottare contro l’ingiustizia, ad accogliere la diversità, a trasformare il dolore in dignità». <strong>Ma ad accompagnare questo viaggio c’è anche la natura, intesa come un immenso specchio interiore: </strong><strong>«</strong><strong>Le stagioni rappresentano i movimenti dell’anima</strong>: l’inverno è il dolore, la primavera la rinascita, l’estate l’espansione, l’autunno il lasciar andare. Il mare, il vento, la luce sono maestri antichi che guidano il cammino interiore. La natura insegna che tutto cambia, ma nulla si perde: si trasforma».</p>
<p style="text-align: justify;">Catia Nardocci unisce la sua profonda conoscenza a una spiccata sensibilità poetica e spirituale. La silloge rappresenta la sintesi perfetta del suo percorso umano e professionale, un ponte gettato tra la ferita e la rinascita: «La poesia non cancella il dolore: gli dà una forma. <strong>Come psicologa so che nominare ciò che fa male è il primo passo per elaborarlo</strong>. Come donna so che attraversare il dolore è l’unico modo per non esserne schiacciati». <strong>Con uno stile lirico e, al contempo, semplice e diretto, l’autrice restituisce alla poesia la sua funzione originaria di linguaggio dell’anima</strong>; i suoi versi non sono enigmi intellettuali da decifrare, ma esperienze emotive da vivere sulla pelle: «Chi legge non deve interpretare, ma lasciarsi toccare». Oltre la semplice consolazione, è un invito a coltivare la memoria, a superare la superficie delle cose e a riscoprire che,<strong> perfino nel buio più fitto, esiste sempre un varco, una possibilità, una luce che attende solo di essere guardata</strong>. «Si avverte fin dalle prime pagine un clima di intensità interiore &#8211; scrive, nella Prefazione, il maestro <strong>Giuseppe Aletti</strong>, poeta, editore e formatore -, anche quando nasce da una esclusiva esperienza personale, l’emozione tende a diventare condizione condivisa perché tratteggia esperienze universali». <strong>Un libro che non chiede di essere capito, ma profondamente sentito</strong>: «Vorrei che il lettore trovasse nei miei versi un luogo in cui sentirsi accolto &#8211; confessa l’autrice -, riconosciuto, accompagnato. Che potesse scoprire che ogni emozione, anche la più difficile, può diventare conoscenza; che ogni ombra può rivelare una direzione; che ogni silenzio può contenere una risposta».</p>
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		<title>“Divagazioni di un’espatriata in un’epoca fragile”. La poesia come cura del male di vivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[corrada biazzo curry autrice comiso ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni di un’espatriata in un’epoca fragile corrada biazzo curry]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Un diario tra prosa e poesia che attraversa cinque anni di mutamenti globali, dal trauma della pandemia alle ferite della storia contemporanea, alla ricerca di un senso eterno. E’ l’opera “Divagazioni di un’espatriata in un’epoca fragile”, firmata da Corrada Biazzo Curry e pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. La [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
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<p style="text-align: justify;">Un diario tra prosa e poesia che attraversa cinque anni di mutamenti globali, dal trauma della pandemia alle ferite della storia contemporanea, alla ricerca di un senso eterno. E’ l’opera <strong>“Divagazioni di un’espatriata in un’epoca fragile”, firmata da Corrada Biazzo Curry e pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong>. La raccolta, disponibile anche nella versione e-book, nasce come risposta intima e universale ai grandi sconvolgimenti del nostro presente, prendendo forma nel marzo del 2020, con l’insorgere della crisi pandemica. Trovandosi lontana dall’Italia, in Louisiana, per motivi professionali, l’autrice ha vissuto sulla propria pelle l’angoscia dell’isolamento e la complessa gestione di un’esistenza divisa tra due continenti. A questo scenario si sono, poi, aggiunti i conflitti bellici e le violenze della storia recente, alimentando un senso di smarrimento esistenziale. «Scrivere &#8211; confessa la docente universitaria di Lingue che, attualmente, dopo 41 anni, è tornata a vivere nel suo paese d’origine, Comiso (Ragusa) &#8211; mi aiutava ad affrontare una situazione di totale alienazione. Poi, continuai a registrare i miei stati d’animo riguardo ad altri eventi di quel tempo, sognando sempre di trovare la pace interiore. Fu nell’estate del 2022 che mi accorsi che queste “divagazioni” stavano diventando tantissime e che, forse, un giorno ne avrei fatto un libro».</p>
<p style="text-align: justify;">Corrada Biazzo Curry arricchisce la sua opera con riflessioni filosofiche ed esistenziali. Il testo dialoga apertamente con grandi pensatori del passato, affrontando temi universali: <strong>il tempo che scorre, il dolore, la lontananza, ma anche la ricerca di una radice comune. La patria lontana viene così idealizzata come una “terra promessa”, un porto sicuro a cui fare ritorno attraverso la memoria</strong>. «Mentre le poesie erano il frutto di un’emozione del momento &#8211; racconta l’autrice &#8211; le riflessioni in prosa mi consentivano di spaziare e di parlare in modo più dettagliato della mia interpretazione dei vari aspetti della vita di un’epoca che io consideravo fragile, a causa dell’epidemia, e del forte senso di precarietà». <strong>La sua scrittura, da sempre concepita come strumento di indagine interiore e cura contro la solitudine, si distingue per la capacità di conciliare l’esperienza personale con le dinamiche e le sensibilità universali del mondo contemporaneo</strong>. «E’ il diario di un’espatriata che intraprende un viaggio interiore per cercare di comprendere sé stessa e quello che le succede intorno, attraverso la scrittura, attenuando così il senso di fragilità e d’isolamento che prova». <strong>Una testimonianza in cui l’inquietudine cede gradualmente il passo a una consapevolezza più alta. Quella dell’autrice è una ricerca instancabile di stabilità che si riflette in tre possibili vie di salvezza</strong>: la dimensione spirituale e trascendente; la riscoperta della solidarietà e dell’armonia collettiva; la fiducia nell’immortalità dell’arte e della parola poetica. «La poesia &#8211; scrive, nella Prefazione, <strong>Cosimo Damiano Damato</strong>, regista e sceneggiatore italiano, attivo soprattutto nel mondo del teatro &#8211; diventa l’unica salvezza, il solo modo per riscoprire la nostra autentica natura di esseri liberi e tragici». Al di là della cronaca di un’era complessa, <em>“Divagazioni di un’espatriata in un’epoca fragile”</em> vuole essere, prima di tutto, un invito alla resilienza. Un’opera profonda che, pur partendo dal disorientamento, si chiude con un messaggio di speranza: «Bisogna riconoscere, sì, il dolore e la fragilità della vita, ma bisogna anche saper rinascere dalle ceneri, lottare contro questo senso di precarietà, credendo fermamente in qualcosa di eterno».</p>
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