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	<title>aletti editore Archivi - Paese24.it</title>
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	<description>Quotidiano online Alto Jonio - Pollino - Sibaritide</description>
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	<title>aletti editore Archivi - Paese24.it</title>
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		<title>“Spezzò Il Pane, Cadde Una Briciola” al Salone del Libro di Torino con Aletti Editore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 17:11:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia E’ un inno all’amore e alla fratellanza, la raccolta di Mary Tessarolo, dal titolo “Spezzò Il Pane, Cadde Una Briciola”. A testimonianza della portata universale del suo messaggio, l’opera &#8211; pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti Editore &#8211; vanta la traduzione in lingua araba a cura del professor Hafez Haidar, accademico di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ un inno all’amore e alla fratellanza, la raccolta di <strong>Mary Tessarolo, dal titolo “Spezzò Il Pane, Cadde Una Briciola”. A testimonianza della portata universale del suo messaggio, l’opera &#8211; pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti Editore</strong> &#8211; vanta la traduzione in lingua araba a cura del professor <strong>Hafez Haidar</strong>, accademico di fama internazionale e pluricandidato al Premio Nobel. Il titolo nasce da un’esperienza spirituale intensa che la poetessa definisce come un “tatuaggio” sul cuore, dove la “briciola” citata diviene pane di vita, promessa di salvezza e nutrimento dello spirito: «I miei occhi erano stanchi e socchiusi &#8211; racconta l’autrice veneta, emigrata in Perù per diversi anni ma che attualmente vive a Piazzola Sul Brenta (PD) &#8211; quando, improvvisamente, mi apparve una visione simile all’immagine riprodotta sulla copertina. Essa rappresenta un luogo arido, desertico, il cielo eterico sfumato con pallida luce del sole che si perdeva fra le sue crepe, due mani vigorose e decise, come emergessero nel mezzo di quella immagine surreale, tenevano un pane arabo spezzato in due da cui cadde una briciola destinata ad una piccola tenera mano protesa di uno sparuto bambino a cui era destinata».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle sue liriche, Mary Tessarolo esplora l’universalità del sentimento umano. Dalla tenerezza dei legami familiari</strong> &#8211; rivolti in particolare alla figura materna e ai figli &#8211; la narrazione si sposta verso una riflessione cosmica che abbraccia la natura in tutte le sue cromie, e la pace, intesa come l’unico sentiero percorribile per raggiungere la fratellanza tra i popoli. A dimostrarlo, anche la scelta di tradurre i suoi versi: «Desidero condividere il mio messaggio con un fraterno abbraccio al popolo arabo e al mondo intero». Il ponte culturale tra Occidente e Oriente si rafforza, così, unendo i popoli sotto la legge dell’amore e del ripudio di ogni egoismo. <strong>L’autrice canta un amore che non accetta confini, facendosi voce dei più deboli: poveri, perseguitati e, soprattutto, l’infanzia violata, ricordando i valori eterni e la legge dell’amore</strong>. La silloge si interroga sul senso profondo dell’esistenza con un’accorata preghiera al Creatore, chiedendo la forza di restare aperti al mondo e di saper portare la luce laddove regna l’oscurità. «Spesso, nelle mie poesie &#8211; confessa &#8211; trasferisco frammenti e parte del dialogo intimo con Gesù che ottengo attraverso la preghiera, la meditazione e la contemplazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Mary Tessarolo, la parola scritta, quando armonizzata con l’emozione, possiede il potere di purificare l’anima, liberandola da traumi, paure e conflitti interiori</strong>. «Dopo aver chiesto umilmente perdono a Dio per le sue incertezze &#8211; scrive, nella Prefazione, il professor Haidar -, Lo implora di stringerla saldamente, in modo che possa liberare calde lacrime che lavino il suo e l’altrui peccato». Le liriche sono frutto di meditazione e contemplazione, con l’obiettivo di sensibilizzare il lettore contro ogni forma di ingiustizia, abuso e discriminazione: «La poesia risulta, salvo casi eccezionali, una forma positiva di temporanea sublimazione, di catarsi liberatoria. L’arte, in generale, può diventare preghiera con il potere di trasformare un cuore arido in un prato fiorito». <strong>I versi traggono ispirazione dal vissuto quotidiano, dal contesto sociale e da una profonda connessione con l’universo spirituale</strong>, offrendo una testimonianza di fede e speranza in un tempo di incertezza. «Tutti siamo parte della famiglia universale &#8211; afferma l’autrice &#8211; ovunque noi viviamo, ricordiamoci che siamo fratelli figli di uno stesso Padre che si chiama Amore». Realizzare questa armonia universale non è un’utopia irraggiungibile, ma una possibilità concreta che risiede nell’incontro delle fedi e delle volontà: è l’unione tra la propria spiritualità e quella del lettore a poter trasformare questo straordinario sogno in una realtà condivisa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’opera “Spezzò Il Pane, Cadde Una Briciola”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «Per me rappresenta una grande occasione &#8211; commenta la poetessa &#8211; e, come tale, è irripetibile ed unica come l’opera d’arte. Mi dà l’ambita possibilità di conoscervi ed essere conosciuta, di amarvi ed essere amata e lasciarvi almeno una briciola di me, mediante la poesia».</p>
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		<title>“Le Trobate” al Salone del Libro di Torino con Aletti Editore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 17:08:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Esce nelle librerie “Le Trobate”, la nuova raccolta poetica di Niccolò Tancredi, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. Un’opera che si configura come un ponte tra la memoria letteraria antica e le vibrazioni della sensibilità contemporanea. Attraverso trentatré canti frammentari, nati nell’arco di un anno di intensa ricerca interiore, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esce nelle librerie “Le Trobate”, la nuova raccolta poetica di Niccolò Tancredi, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong>. Un’opera che si configura come un ponte tra la memoria letteraria antica e le vibrazioni della sensibilità contemporanea. Attraverso trentatré canti frammentari, nati nell’arco di un anno di intensa ricerca interiore, <strong>l’autore delinea un “canzoniere” in cui l’amore torna a essere l’unico motore dell’universo e chiave d’accesso alla verità</strong>. La silloge è un raffinato laboratorio linguistico che accoglie e fonde diverse anime: l’eco della lingua d’oc e della poesia provenzale, la forza espressiva dello spagnolo e l’autenticità viscerale del dialetto della propria terra. Queste contaminazioni non sono semplici esercizi di stile, ma strumenti necessari per dare corpo a una lingua densa, capace di farsi carne e spirito. «<em>Le</em> <em>Trobate </em>&#8211; spiega l’autore che vive a Porto San Giorgio (Fermo) &#8211; è una parola che ha in sé volutamente tre contaminazioni differenti ma che accomunano la storia dell’Italia, attraverso i suoi dialetti e le sue lingue nel corso dei secoli, fin dai trobatori (<em>da qui il titolo</em>) con la differenza di una contaminazione iberica e italiana».</p>
<p style="text-align: justify;">Recuperando la lezione del Dolce Stil Novo e della poesia medievale, Tancredi reinterpreta la figura femminile, «che in molte liriche &#8211; sottolinea, nella Prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti &#8211; non è solo oggetto del desiderio, ma presenza che nobilita chi guarda, ed è una prospettiva che suggestiona gli occhi del lettore». <strong>La donna, in questi versi, non è solo una creatura terrena, ma una presenza sacra e luminosa attraverso cui l’uomo può riscoprire un ideale perduto</strong>. «Tutto questo è venuto assolutamente in modo spontaneo, come un fiore che nasce dalla terra e non sa bene il perché ma sa benissimo il come e cioé Amore, l’Uno, Dio, l’Universo in una delle sue più bellissime forme: la Donna». Per l’autore, cantare l’Amore significa parlare di Dio e dell’Assoluto: partendo dall’esperienza privata, la poesia aspira a farsi universale, riecheggiando l’invocazione dantesca di quell’Amore che “move il sole e l’altre stelle”. <strong>L’opera si distingue per una metrica rigorosa e una struttura di rime fortemente cadenzata, pensata per una futura trasposizione in musica</strong>. Il progetto dell’autore è quello di rinnovare la tradizione popolare italiana &#8211; dai mandolini napoletani al ritmo della pizzica &#8211; contaminandola con le sonorità colte della penisola iberica e del Portogallo (richiamando le celebri “Follie” di Vivaldi e Corelli). La voce di Niccolò parla al “cuore inquieto” del lettore moderno, offrendo una visione del mondo dove la virtù e il desiderio si fondono in un’unica, purissima tensione verso l’infinito. «Vorrei trasmettere l’idea &#8211; afferma Tancredi &#8211; di una donna che, elevata a somma creatura speculare dell’uomo (come ad esempio i colori complementari che si attirano a vicenda pur essendo non diversi ma simili nella loro complementarietà), attraverso la natura, possa essere di nuovo riconosciuta come Madonna o come oggetto di amore per Dio, che è Madre e Padre».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’opera “Le Trobate”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «E’ per me un’emozione immensa &#8211; commenta l’autore -. E’ la prima volta nella mia vita che partecipo a un evento cosi grosso. Spero di esserne all’altezza».</p>
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		<title>L’abbraccio tra acqua e terra nella poetica di “Onde sulla strada”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, la raccolta “Onde sulla strada” di Virginia Manenti, che si configura come un inno viscerale alla vita e un manifesto di resilienza emotiva. Attraverso una scrittura che è insieme cura e ricerca, l’autrice ripercorre i passi di un’esistenza che ha trovato nella parola [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, la raccolta “Onde sulla strada” di Virginia Manenti, che si configura come un inno viscerale alla vita e un manifesto di resilienza emotiva</strong>. Attraverso una scrittura che è insieme cura e ricerca, l’autrice ripercorre i passi di un’esistenza che ha trovato nella parola scritta la sua bussola più fedele. Al centro della sua poetica, un abbraccio tra acqua e terra: la prima rappresenta l’elemento catartico, la forza rigeneratrice che riconnette l’io profondo. Con delicatezza e vigore, l’acqua scava, nutre e purifica. La terra simboleggia le radici, la stabilità, ma anche quella strada, fatta di curve e pendenze, che ognuno di noi è chiamato a tracciare in modo unico. «Questa è un’immagine fisica, metaforica, contrastante e complementare &#8211; spiega la poetessa di Siena, che attualmente vive a Firenze &#8211; che volevo mettere in luce ed evidenziare. <strong>L’acqua è un elemento che aiuta a riconnettermi. La terra rappresenta la base, le radici ma anche la strada che percorriamo e che è unica</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera non segue un percorso lineare, ma si snoda lungo quelle “strade tortuose” che la vita riserva a chi sceglie di percorrerla fino in fondo. <strong>Virginia esplora evoluzione del sentire: dalle emozioni impetuose e totalizzanti dell’infanzia e della prima giovinezza, fino ad approdare alla maturità consapevole della donna di oggi</strong>. È un racconto dove il “vivere” non è un atto passivo, ma una forza attiva che ha protetto l’autrice anche nei momenti di maggiore smarrimento: «Un’opera che mette insieme sentimenti di varia natura, varie forme di amore, passione, emozione». <strong>Nei versi, la sofferenza riesce a farsi strumento di indagine: il dolore non è fine a sé stesso, ma un processo necessario per scavare l’anima fino a raggiungerne la parte più autentica, essenziale e irripetibile</strong>. A sottolinearlo, anche il maestro <strong>Giuseppe Aletti</strong>, poeta, editore e formatore, che nella Prefazione scrive: «Uno dei nuclei più interessanti del libro è la relazione tra ferita e crescita. Ricorre l’idea che certe sofferenze siano “necessarie” perché scavano fino alla parte “essenziale e reale” di noi». Per Virginia Manenti, la poesia ha il compito nobile di educare all’ascolto: «Aiuta a sentire. Ascoltarci e sentire ci salva». In un mondo che corre, l’autrice invita il lettore a fermarsi, a sentirsi e a riconoscere la bellezza anche nelle difficoltà. La sua penna è mossa dalla luce, motore immobile di ogni sua riflessione, con l’obiettivo ultimo di trasmettere un messaggio di pura possibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Onde sulla strada”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «Una bellissima esperienza &#8211; commenta la poetessa &#8211; e un’occasione per entrare in contatto con un panorama letterario internazionale».</p>
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		<title>“Il Custode di segreti” che va oltre l’eroe leggendario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[il custode di segreti aletti editore salone del libro 2026]]></category>
		<category><![CDATA[il custode di segreti simona vanzi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Un viaggio introspettivo tra enigmi e scoperte, dove il coraggio non è una dote leggendaria, ma una conquista quotidiana. Simona Vanzi torna nelle librerie con “Il Custode di segreti”, romanzo fantasy &#8211; pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti Editore &#8211; che vuole offrire una riflessione profonda sulla crescita personale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio introspettivo tra enigmi e scoperte, dove il coraggio non è una dote leggendaria, ma una conquista quotidiana. <strong>Simona Vanzi torna nelle librerie con “Il Custode di segreti”, romanzo fantasy &#8211; pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti Editore</strong> &#8211; che vuole offrire una riflessione profonda sulla crescita personale e sulla natura dei legami umani. «L’opera &#8211; racconta l’autrice, che vive a Castelfranco Piandiscò di Arezzo &#8211; nasce dal desiderio di esplorare un territorio più ampio rispetto alla poesia, volgendo lo sguardo verso un mondo nuovo. Il romanzo invita chi legge a entrare in una storia frutto di fantasia, aperta a molteplici letture: c’è chi vi troverà emozione, chi avventura, chi solo un momento di quiete». <strong>Il giovane Zephyr, nipote della Capovillaggio, sceglie di abbandonare la sicurezza della terra natia per spingersi oltre le mura di casa. Non è l’eroe inflessibile della tradizione, che sembra sapere sempre cosa fare e dove andare</strong>; al contrario, Zephyr incarna un’umanità autentica, fatta di incertezze, tentativi e quel coraggio silenzioso necessario a chi cerca di decifrare sé stesso in un mondo che sfida la logica. «Ho voluto un protagonista &#8211; rivela la scrittrice &#8211; la cui forza risiedesse nella sua umanità: nel valore degli affetti, nella fiducia, nella cooperazione con chi gli sta accanto». <strong>Nel romanzo, l’ambientazione non è un semplice sfondo, ma un’entità viva. Ogni luogo è un “microcosmo” capace di trasformare chi lo attraversa</strong>. Lungo il cammino, Zephyr incrocia figure che sono molto più di semplici comparse: ciascuno è portatore di un segreto e di un ruolo cruciale che lascerà un’impronta indelebile nel suo percorso. «Il mio intento &#8211; afferma Simona Vanzi &#8211; è quello di creare un mondo in cui luoghi e persone dialogano tra loro, guidando il lettore attraverso un’esperienza fatta di dettagli, misteri e possibilità».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attraverso una narrazione che alterna momenti di intensa introspezione a passaggi di leggerezza, l’autrice invita il lettore a esplorare una trama ricca di ombre e intuizioni</strong>. «Crescita personale e intreccio narrativo procedono insieme: la vicenda prende forma attraverso incontri, scelte e rivelazioni che spingono Zephyr a confrontarsi con sé stesso. Le emozioni che attraversa diventano il criterio che unisce la sua trasformazione alla trama, creando un racconto in cui introspezione e avventura si alimentano a vicenda». Il romanzo si sviluppa lungo un percorso di interrogativi e connessioni umane, offrendo una struttura aperta ad ogni libera interpretazione; l’obiettivo è garantire a chi legge la libertà di esplorare la storia secondo la propria sensibilità, permettendo a ciascuno di trovarvi un significato personale e profondo. <strong>Il racconto si distingue per una prosa che fonde lo sviluppo della vicenda con l’evoluzione psicologica del protagonista</strong>. «Vorrei che ognuno trovasse qualcosa che gli parli davvero: una domanda, una riflessione, un nuovo punto di vista. Se, dopo l’ultima pagina, qualcosa rimane, ho raggiunto il mio obiettivo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Il Custode di segreti”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «E’ un momento significativo del mio percorso &#8211; commenta la poetessa -. Un’occasione che apre nuove prospettive e permette al libro di incontrare lettori diversi, in un contesto che valorizza il lavoro di chi scrive. Viverlo significa mettersi in gioco, accogliere nuove possibilità e lasciare che la storia continui il suo viaggio oltre la pagina».</p>
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		<title>“Anima scalza”. La melodia segreta dei sentimenti diventa poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 08:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia La parola si fa suono e nasce “Anima scalza”, l’opera di Sara Rigo pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. Pianista di formazione classica e compositrice, l’autrice &#8211; che vive a Montenars, un piccolo paese in provincia di Udine &#8211; traspone la propria sensibilità musicale nell’ambito poetico, offrendo una raccolta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La parola si fa suono e nasce <strong>“Anima scalza”, l’opera di Sara Rigo pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong>. Pianista di formazione classica e compositrice, l’autrice &#8211; che vive a Montenars, un piccolo paese in provincia di Udine &#8211; traspone la propria sensibilità musicale nell’ambito poetico, offrendo una raccolta di riflessioni nate dal ritmo quotidiano dell’esistenza. Il titolo racchiude l’intera filosofia dei versi: «<strong>Essere scalzi per me è sinonimo di libertà, assenza di barriere, protezioni, orpelli</strong>». Per Sara Rigo, la scrittura non è che un’estensione del suo essere musicista; i testi vanno oltre le semplici parole e diventano strutture sonore dove le sillabe si appoggiano alle note di una melodia interiore mai interrotta. «L’emozione diventa prima respiro e poi suono». Elemento centrale è l’acqua che, nei versi, diviene metafora di un dualismo affascinante: da un lato la sua dolcezza accogliente, dall’altro una potenza dirompente e trasformatrice. <strong>Le poesie si susseguono come onde, capaci di scavare ferite profonde ma anche di cullare e guarire</strong>. «Sicuramente vedo il mare come un elemento in cui potersi rifugiare &#8211; afferma l’autrice &#8211; per entrare in contatto con sé stessi, perdersi e ritrovarsi». <strong>Le liriche si configurano come un itinerario emotivo che attraversano la memoria e il tempo: ricordi che affiorano come porti sicuri e orizzonti verso cui salpare</strong>; la ricerca di una voce autentica nel vento del cambiamento e il ciclo della natura che si affianca alle evoluzioni dello spirito. «Al centro dell’universo poetico di Sara Rigo &#8211; scrive, nella Prefazione, l’autore <strong>Alfredo Rapetti Mogol</strong>, figlio del noto paroliere &#8211; splende un grande cuore pulsante che irradia delicatamente ogni verso di una sensibilità profonda contenuta in una grammatica elementare dei sentimenti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con questa silloge, l’autrice sceglie di condividere la sua produzione letteraria, intesa come un “pensiero libero” che non teme la fragilità, ma la eleva a forma d’arte</strong>: «Vorrei creare una connessione, mi piacerebbe che il lettore potesse entrare in comunicazione con il mio sentire e che questo lo aiutasse a trovare un momento da dedicare a sé stesso, per riflettere, sciogliere nodi. Vorrei trasmettere il piacere di leggere, di rallentare i ritmi frenetici del quotidiano per ritrovare un tempo per noi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Anima scalza”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «Mi pare una cosa così surreale. Da ragazza &#8211; confessa Sara Rigo &#8211; scrivevo piccoli componimenti nei miei diari, nulla di più. Poter essere fra gli autori che espongono le loro opere in questa importante vetrina internazionale è un onore talmente grande che non mi sembra vero».</p>
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		<title>“Occhi di sabbia”. La poesia sentinella di un’umanità velata dall’indifferenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 07:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[gianni attilio ferrari autore milano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia E’ una metafora potente e amara della condizione contemporanea “Occhi di sabbia”, l’opera di Gianni Attilio Ferrari pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti Editore, tradotta in lingua araba dal professor Hafez Haidar, accademico e scrittore, più volte candidato al Premio Nobel. “Gli occhi” evocati nel titolo sono quelli di un’umanità che sembra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ una metafora potente e amara della condizione contemporanea <strong>“Occhi di sabbia”, l’opera di Gianni Attilio Ferrari pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti Editore</strong>, tradotta in lingua araba dal professor Hafez Haidar, accademico e scrittore, più volte candidato al Premio Nobel. <strong>“Gli occhi” evocati nel titolo sono quelli di un’umanità che sembra aver smarrito la capacità di emozionarsi, come se la vista fosse velata dal pulviscolo dell’indifferenza</strong>. «Corrisponde alla perdita della capacità di emozionarci davanti agli eventi della vita. Le lacrime &#8211; afferma l’autore di Milano &#8211; non scendono più sui nostri volti e gli occhi velati dalla sabbia dell’indifferenza perdono la percezione della visione e, quindi, del reale». Gianni Attilio Ferrari, che ha lavorato per molti anni in alcune radiologie e medicine nucleari d’Italia incontrando sofferenza e morte, è capace di indagare le pieghe più recondite dell’animo umano, la cui cifra stilistica si distingue per l’equilibrio tra rigore filosofico e slancio lirico. <strong>Il poeta scava, infatti, nei temi esistenziali dell’essere umano affrontando la sofferenza non come fine a sé stessa</strong>, ma come Giano Bifronte: un dolore che guarda al passato ma che, contemporaneamente, funge da chiave per il futuro. «Ha aperto le porte &#8211; confessa Ferrari &#8211; dandomi l’accesso a una pluralità di sentieri emotivi che convergono in un unico punto di espressione; questo punto è come un filo che si dirama in più parti nell’intimo profondo e collega le emozioni di un pensiero collettivo. Il difficile è annodare i capi di questo filo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In un contesto globale frammentato, l’autore considera la poesia e la letteratura vere e proprie sentinelle poste a difesa della civiltà</strong>. Esse vigilano sui valori dell’empatia e della comprensione reciproca, con il loro insito, sebbene affievolito, potere di risvegliare le coscienze. Anche la traduzione in arabo non è solo un’operazione linguistica ma significa costruire nuovi ponti e riscoprirne i punti di contatto, dimostrando che i sentieri dell’anima e le domande esistenziali sulla vita e sul dolore sono universali e non conoscono confini geografici. «L’autore &#8211; <strong>scrive, nella Prefazione, il professor Haidar</strong> &#8211; affronta argomenti di grande attualità che sfiorano il cuore di tutti e che riguardano l’incolumità dell’uomo e il suo destino, la religione, la cultura, la pace, gli armamenti, l’inquinamento atmosferico, la vecchiaia, la famiglia e lo sfruttamento economico e finanziario dei potenti nei confronti delle nazioni povere».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Occhi di sabbia”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «E’ una grande opportunità per chi scrive, di poter trasmettere e condividere a una vasta platea di lettori &#8211; commenta Ferrari &#8211; le proprie idee e i pensieri, nella speranza di poter lasciare qualche traccia.</p>
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		<title>“Espero”. Nei versi il coraggio di illuminare l’esistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[domenica micalizzi autrice catania]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia La parola scritta come bussola, il verso come strumento di scavo. In “Espero”, l’opera di Domenica Micalizzi che arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, la poesia smette di essere semplice esercizio stilistico per farsi missione. «Espero è la stella della sera e dell’alba &#8211; racconta l’autrice di Catania, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
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<p style="text-align: justify;">La parola scritta come bussola, il verso come strumento di scavo. <strong>In “Espero”, l’opera di Domenica Micalizzi che arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong>, la poesia smette di essere semplice esercizio stilistico per farsi missione. «<em>Espero</em> è la stella della sera e dell’alba &#8211; racconta l’autrice di Catania, che ha dedicato la sua vita all’insegnamento di latino e greco &#8211; un ideale movimento dell’acqua dove <em>Ofelia galleggiò stesa sui lunghi veli mentre mormora una romanza alla brezza della sera</em>. Rimbaud e le emozioni profonde che mi ha suscitato, di fronte alla fanciulla che visse come le farfalle, una sola notte, hanno dato un senso a questo titolo». Nella sua Prefazione, il maestro <strong>Giuseppe Aletti</strong>, poeta, editore e formatore, definisce Domenica Micalizzi «un’archeologa dei sentimenti, che cataloga per mettere ordine e acquisire una nuova consapevolezza del giorno da attraversare». <strong>L’atto poetico richiede un coraggio profondo: quello di addentrarsi nelle zone d’ombra dell’esistenza per illuminarle con la luce della creazione</strong>. La raccolta si configura come un ponte tra epoche, dove l’autrice riporta alla superficie le sonorità e la spiritualità dei lirici greci. Da Saffo ad Alcmane &#8211; con richiami alle atmosfere del suo celebre Notturno &#8211; fino a Mimnermo, la poetessa dialoga con i giganti del canto ellenico per esplorare l’eterna fragilità della condizione umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Figura centrale dell’opera è Espero, l’astro della sera che tende le mani all’umanità. «Il poeta proietta la sua luce anche al buio e la diffonde sulle parole che così cominciano a brillare per sempre». Ispirandosi al celebre monito oraziano “<em>Dum loquimur, fugerit invida aetas</em> &#8211; <em>Mentre parliamo il tempo è già in fuga, come se provasse invidia di noi</em>”, l’autrice riflette sulla natura effimera del tempo. Se il <em>Carpe Diem</em> originale esortava a cogliere l’attimo per non perderlo, la poetica della Micalizzi suggerisce un approccio che nobilita la fragilità umana: siamo esseri fatti di tempo, ma possediamo una scintilla (l’anima) che abita fuori dalle sue leggi. <strong>La sua è una poesia della memoria che rifiuta le fratture cronologiche per costruire una continuità ideale tra passato, presente e futuro</strong>. «In questa continuità, si lascia “eredità d’affetti”, si costruisce il futuro, si spera che Andromeda sia liberata e che nessuno venga incatenato, si auspicano ritmi diversi, si ascoltano le clarisse che, da un’inferriata, elevano canti d’amore e di pace». La silloge diventa, così, un invito a riconoscere la bellezza che risplende nel buio, unendo il rigore della storia alla forza dirompente del sentimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Espero”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «Per me vuol dire molto ed è un traguardo insperato &#8211; commenta la poetessa -, la luce oltre l’oceano che spero sia foriero di altre luci che brilleranno per sempre».</p>
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		<title>“Sognare di esistere”. Un inno alla vita, dono d’amore da non sprecare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:26:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia E’ un viaggio lirico che vuole riscoprire l’essenza dell’uomo e il respiro della natura, la raccolta “Sognare di esistere” di Calogera Palermo, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. Attraverso una scrittura che si nutre di esperienza vissuta, paesaggi naturali e visioni oniriche, l’autrice offre una riflessione sulla condizione umana. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ un viaggio lirico che vuole riscoprire l’essenza dell’uomo e il respiro della natura, la raccolta <strong>“Sognare di esistere” di Calogera Palermo, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong>. Attraverso una scrittura che si nutre di esperienza vissuta, paesaggi naturali e visioni oniriche, l’autrice offre una riflessione sulla condizione umana. «Ritengo la vita un dono d’amore &#8211; rivela l’autrice, insegnante di Palermo &#8211; talvolta maltrattato, vissuto male, superficialmente. Viviamo un’illusione non gustandola, dovremmo lasciarci rapire da essa e viverla intensamente, avendo propensione, rispetto verso gli altri, perché essa fugge via come un sogno». <strong>La scrittura ha il compito di esplorare i “luoghi non comuni” dell’anima, rielaborando i ricordi per dare un senso al presente</strong>. Il cuore pulsante dell’opera risiede nel legame viscerale con le proprie radici. Custode della memoria di Salaparuta e Poggioreale (luoghi di nascita dei genitori), centri cancellati dal tragico sisma del 1968, la poetessa ne rievoca l’identità attraverso i versi, restituendo vita a una quotidianità perduta, come il rito antico della vendemmia, e trasformando il dolore della perdita in una testimonianza di resistenza culturale. <strong>Nella silloge, gli elementi naturali non sono semplici scenari, ma veri e propri protagonisti dotati di una carica simbolica travolgente</strong>: il mare, con la sua immagine infinita, oscilla tra l’incanto del romanticismo e la minaccia del tumulto, riflettendo le inquietudini del cuore; il vento è un messaggero invisibile che trasporta sensazioni e sussurra verità nascoste; la notte diventa lo spazio sacro della riflessione e dell’amore, scrigno che protegge i misteri più intimi dell’esistenza. «E’ un libro che funziona come un rosario laico di scene e stati d’animo &#8211; scrive, nella Prefazione, il maestro <strong>Giuseppe Aletti</strong>, poeta, editore e formatore -, mare e cielo, memoria e desiderio, ferite e speranza».</p>
<p style="text-align: justify;">Calogera Palermo è una voce poetica che fonde la sensibilità per le proprie origini siciliane con una riflessione universale sui sentimenti umani. Con uno stile capace di alternare dolcezza e vigore, esplora i temi del tempo, della natura e della dignità del vivere. «Trasformo gli stati d’animo in poesia collettiva &#8211; afferma l’autrice &#8211; rielaborandoli, assorbendoli, osservando l’aspetto collettivo e manifestandoli facendone parte anch’io». <strong>Il messaggio finale è un inno alla resilienza: un invito a non soccombere davanti alle avversità</strong>, celebrando la forza di chi continua a perseguire i propri traguardi senza arrendersi mai. «Desidero evidenziare la lotta continua nel vivere per la sopravvivenza, i traguardi, l’importanza di non arrendersi, di reagire affrontando il problema e in quanto viandanti di passaggio dovremmo avere più rispetto per tutti gli esseri viventi e per la natura che stiamo distruggendo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Sognare di esistere”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «Significa portare ad un pubblico più vasto &#8211; commenta la poetessa &#8211; sentimenti di pace, rispetto per sé stessi, per gli altri e la natura, donando uno spiraglio di speranza».</p>
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		<title>“Foglie rosse, gialle, brune”. Le stagioni dell’Io</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:24:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giuseppina cuddè autrice svizzera mineo catania]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia “Foglie rosse, gialle, brune” di Giuseppina Cuddé è il viaggio lirico di un’anima tra fragilità e rinascita. In questa nuova silloge &#8211; che arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore &#8211; l’autrice esplora il confine sottile tra l’io più recondito e il mondo esterno, trasformando il proprio vissuto in un [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>“Foglie rosse, gialle, brune” di Giuseppina Cuddé è il viaggio lirico di un’anima tra fragilità e rinascita. In questa nuova silloge &#8211; che arricchisce la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong> &#8211; l’autrice esplora il confine sottile tra l’io più recondito e il mondo esterno, trasformando il proprio vissuto in un linguaggio capace di parlare a tutti. «Il titolo &#8211; racconta l’autrice, originaria di Ginevra (in Svizzera), docente di Lingua Francese a Mineo, piccolo comune della provincia di Catania, dove attualmente vive &#8211; nasce dall’immagine delle stagioni dell’anima. Le foglie rappresentano il tempo che passa, il mutamento, ma anche la resistenza della vita. I colori richiamano emozioni diverse. Il rosso della passione e del dolore, il giallo della luce e della speranza, il bruno della memoria e delle radici. È un titolo che racchiude il ciclo dell’esistenza». <strong>E’ una raccolta che trasforma il ricordo e il paesaggio interiore in un’esperienza universale, celebrando la forza segreta della vulnerabilità</strong>. Per l’autrice, scrivere significa abitare luoghi e tempi familiari per poi estenderne i confini. La sua poesia nasce da una dimensione privata, fatta di emozioni autentiche e sentimenti personali che, attraverso il filtro della parola, si apre alla collettività. «Il pudore resta nella scelta delle immagini, nei simboli, nella natura che diventa voce; la forza, invece, sta nel lasciare che quelle emozioni escano, trasformate in poesia, senza paura».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I versi diventano il riflesso cromatico di stati d’animo diversi, un mosaico di sensazioni che attraversano la luce e l’ombra, la memoria e la speranza</strong>. «La poesia &#8211; scrive, nella Prefazione, <strong>Cosimo Damiano Damato</strong>, regista e sceneggiatore italiano, attivo soprattutto nel mondo del teatro &#8211; è la cura del tempo e guarisce le stagioni. Le poesie sono foglie senza il morso della tramontana. Portano in sé un ritmo segreto». L’autrice sottolinea come gli aspetti più delicati e intimi dell’essere siano, paradossalmente, i fili che tessono la trama comune dell’umanità. «<strong>Vivere poeticamente significa saper vedere l’infinito nelle piccole cose</strong>. Un raggio di sole, un albero in fiore, un gesto gentile. E’ uno sguardo, una sensibilità che trasforma la realtà in esperienza profonda, anche quando tutto sembra ordinario». <strong>Le liriche sono intrise delle suggestioni sensoriali della propria terra</strong>. «Campagne, mare, sentieri, spazi naturali dove il silenzio parla e l’anima si riconosce». Tra i versi si avverte il profumo della zagara, delle rose e dei gelsomini, accompagnato dal ritmo ancestrale del vento e dell’acqua. È un viaggio che celebra la natura come specchio dell’anima, invitando a uno sguardo nuovo, capace di cogliere la rinascita in ogni caduta. «Vorrei trasmettere emozione &#8211; confessa l’autrice -, consapevolezza e speranza. Il desiderio è che il lettore si riconosca nei versi, trovi conforto, ma anche una spinta a guardare la vita con più intensità e verità».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Foglie rosse, gialle, brune”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «È un’emozione profonda e un grande onore. Rappresenta non solo un traguardo personale &#8211; commenta Giuseppina Cuddé &#8211; ma anche un’occasione per dare voce alle mie parole davanti a un pubblico ampio. È come affidare le proprie emozioni al mondo, con gratitudine e responsabilità».</p>
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		<title>L’essenziale in versi. Il ritmo interiore di “Note in libertà”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Paese24.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aletti editore]]></category>
		<category><![CDATA[mauro verde autore milano livorno]]></category>
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					<description><![CDATA[di Federica Grisolia Si intitola “Note in libertà” la silloge di Mauro Verde, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore, che si propone di esplorare gli angoli meno illuminati dell’esperienza umana, trasformando l’ordinario in un dialogo profondo tra autore e lettore. L’opera non è solo una raccolta di versi, ma un’indagine accurata sulle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>di Federica Grisolia</strong></em></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Si intitola “Note in libertà” la silloge di Mauro Verde, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore</strong>, che si propone di esplorare gli angoli meno illuminati dell’esperienza umana, trasformando l’ordinario in un dialogo profondo tra autore e lettore. L’opera non è solo una raccolta di versi, ma un’indagine accurata sulle “fratture” e sulle sfumature della quotidianità, nata da un’urgenza interiore di espressione autentica e senza filtri. L’autore muove la sua penna tra i piccoli gesti e i silenzi carichi di significato, dando voce a ciò che solitamente passa inosservato. «Ho scelto questo titolo &#8211; racconta l’autore, che vive tra Milano, dove ha insegnato inglese nelle scuole medie e nei corsi serali del Comune, e Livorno, dove si reca nel suo tempo libero &#8211; perché racchiude il senso di un percorso: liberare il linguaggio da ciò che è superfluo per arrivare a qualcosa di autentico, di essenziale». <strong>La poesia diventa uno strumento per fermare il tempo, trasformando i riflessi della memoria e le vibrazioni dei sentimenti in immagini nitide e universali</strong>. «Parto spesso dal personale e tolgo il superfluo finché resta un’emozione riconoscibile: quando diventa comune, diventa poesia». <strong>A dare spessore ai versi è anche il solido bagaglio umano di Mauro, che da oltre 18 anni dedica la propria vita al volontariato</strong>. Questa lunga esperienza di servizio costante è il cuore pulsante della sua visione del mondo: un impegno che ha arricchito la sua scala di valori e che trasuda in ogni parola scelta. La libertà è interpretata proprio come questa doppia dimensione: un bisogno intimo di verità e, al contempo, un’apertura verso l’altro. «Prima di tutto è un’urgenza interiore &#8211; confessa l’autore -, un bisogno di esprimermi senza filtri. La scelta stilistica è la naturale conseguenza di questo stato. Il testo prende forma da solo, seguendo il ritmo interiore. Scrivo così, perché sento così».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le liriche si configurano come un viaggio attraverso il potere del linguaggio. Ci sono parole che pesano: quelle capaci di incidere e trattenere il dolore o il ricordo. E che liberano: quelle in grado di curare le ferite e rivelare nuove prospettive</strong>. «Mauro Verde scrive come si tende una mano a un altro da sé &#8211; scrive, nella Prefazione, il maestro <strong>Giuseppe Aletti</strong>, poeta, editore e formatore &#8211; proprio quando l’aria è satura di competizione o parole urlate e solitudini mascherate da efficienza». La silloge invita il lettore a rallentare, a osservare le crepe del quotidiano e a riscoprire la bellezza celata nei dettagli minimi, confermando che la poesia è, prima di tutto, una compagna di viaggio indispensabile per comprendere la complessità del cuore. «Vorrei lasciare uno spazio di riflessione. Non dare risposte, ma creare risonanza. Se il lettore si riconosce anche solo in un verso, se si ferma un attimo a sentire, allora il mio intento è raggiunto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Note in libertà”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026</strong>. «E’ un’opportunità &#8211; commenta l’autore &#8211; ma anche una responsabilità: significa portare la propria voce in uno spazio di confronto, dal privato al condiviso, dove le parole si incontrano e la poesia trova il suo senso».</p>
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