Non ce l’ha fatta il giovane Pasquale Barnabà, 37 anni (nella foto), tecnico installatore che lascia la moglie e un bambino piccolo. Il corpo senza vita del sub è stato ritrovato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco adagiato sul fondo fangoso al largo della costa di Amendolara. Il gommone di appena due metri era stato rinvenuto la sera prima in direzione del molo San Francesco, nella zona dove si trovano alcune gabbie previste per l’allevamento ittico ma mai utilizzate. A bordo del gommone, ormeggiato ad una boa, alcuni suoi effetti personali. Barnabà, da quello che raccontano coloro che lo conoscevano bene, era tra i più esperti nel comprensorio, tanto da immergersi anche a profondità di oltre 25 metri in apnea come probabilmente ha provato a fare anche durante la sua ultima uscita.
Il cadavere è stato riportato a riva nei pressi del molo San Francesco ad Amendolara, dove si trovano anche un rimessaggio barche e un lido. E’ stato caricato sull’ambulanza tra lo strazio dei parenti e condotto all’obitorio di Trebisacce a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Come causa della morte, al momento si parla di un possibile malore. Ma se ne saprà di più dopo l’autopsia disposta dalla Procura di Catrovillari e prevista probabilmente per domani (giovedì).
E’ calato un velo di tristezza a Nova Siri scalo dove Pasquale viveva con la sua famiglia. Ce lo descrivono come un bravo ragazzo, con questa grande passione per la pesca, sin da bambino. Una passione per la quale ha dato la sua vita.
Intanto sulla pagina facebook del povero sub, che qui sopra amava pubblicare le foto con i “trofei” della sua pesca, è iniziata la processione virtuale di quanti lo conoscevano che si fermano qualche secondo per lasciare un messaggio di addio.
Vincenzo La Camera