Nella parte teorica sono state approfondite le nozioni generali sull’apicoltura e sull’allevamento delle api, analizzando gli aspetti normativi e le condizioni ambientali idonee al loro allevamento. Nelle lezioni sul campo sono state fatte prove di gestione delle arnie e di lavorazione del prodotto in laboratorio, dalla preparazione degli alveari alla smielatura. La ricca presenza di piante spontanee come il rosmarino, la sulla e il ginestrino e di piante ortofrutticole e non (albicocco, agrumi, pesco, eucalipto, leguminose, ecc..), in concomitanza alle ottime condizioni ambientali dell’Alto Jonio Cosentino, fanno di questo territorio l’habitat ideale per l’allevamento delle api. Un valore aggiunto è la purezza dell’aria, ancora poco contaminata dalla chimica delle colture intensive e dall’inquinamento delle industrie, che fa sì che un’attività come l’apicoltura, i cui costi di avvio non sono elevati, possa fornire un interessante sbocco lavorativo per i giovani che vivono qui.
La storia stessa racconta che già all’epoca di Federico II, il territorio, ricco di sulla, consentiva rinomate e abbondanti produzioni di miele mono-floreale nell’Alto Jonio Cosentino. Domani (mercoledì) la consegna degli attestati di partecipazione da parte del Dirigente Arssa Bruno Maiolo.
Vincenzo La Camera