Sul banco degli imputati era finita sopratutto la gestione del comparto scuola, con la costruzione di un asilo nido e di un nuovo plesso scolastico. Nell’articolato documento che l’Amministrazione comunale di Oriolo ha fatto pervenire al nostro giornale, difende il suo operato ribadendo come, a prescindere dal fatto che per le strutture in questione sono stati utilizzati finanziamenti extracomunali, non è ammissibile tirare in ballo sempre i numeri (uno, due, dieci, cento alunni). «Prima che scolari, sono figli, ragazzi che devono studiare in ambienti sicuri fin quando le scuole resteranno ad Oriolo». E l’asilo nido potrebbe, secondo i progetti dell’amministrazione, aiutare quelle mamme che lavorano offrendo loro un importante servizio.
E a proposito di scuola, il locale istituto commerciale ha recuperato una classe, la seconda, (nel prossimo a. s. ci saranno 4 classi su 5) – ci confermano da Palazzo di Città – e in questi giorni Oriolo ha riconquistato l’autonomia grazie ad ricorso al Tar, ritornando Omnicomprensivo e sganciandosi dunque da Amendolara (anche se la geografia scolastica del territorio è ancora tutt’altro che chiara, ndr). Così come Montegiordano torna ad essere Comprensivo sganciandosi da Rocca Imperiale: quest’ultimo dato dovrebbe essere certo.
L’Udc aveva tacciato la giunta Colotta di immobilismo, comportamento tale da aggravare la piaga dello spopolamento. «Tantissimi comuni soffrono questa difficoltà – scrive Colotta -. Le colpe sono da ricercare nella carente politica nazionale e regionale che è si e susseguita negli anni, ma soprattutto nella mancanza di una legge organica sui piccoli comuni». Sicuramente rafforzare l’istituzione scuola, nei servizi e nelle qualità (non basta mantenere o riconquistare l’autonomia) e con tutto l’indotto che ne può derivare contribuisce a limitare lo spopolamento nei paesi interni.
Infine un appunto sul taglio del bosco “foresta”. «Stiamo procedendo ad un progetto di recupero e di valorizzazione del patrimonio boschivo nel rispetto delle norme. Questo per tranquillizzare quanti vengono male informati e giustamente si preoccupano».
«Basta dunque con il tiro al “piccione”. Serve unità, a partire dalla politica interna dei piccoli comuni sino ad arrivare a quella comprensoriale di Sibaritide, Metapontino e Pollino. Solo in questo modo potremo risollevare – emerge dalla nota dell’Amministrazione comunale – un territorio scippato di ogni servizio».
Vincenzo La Camera