Si è trattato di un confronto che ha visto discutere insieme il mondo della politica, del sindacato, dell’associazionismo e della società civile. Un segnale forte dal quale è scaturita la volontà unanime di dire no a questi ed altri gesti, tipici della cultura mafiosa. All’affollata assise, convocata nel giorno del ventunesimo anniversario della strage di via d’Amelio (19 luglio), hanno partecipato i sindaci del circondario, i rappresentanti della provincia di Cosenza e della Regione Calabria, delle forze dell’ordine, delle forze politiche provinciali e regionali, dei sindacati, delle associazioni. Tutti gli li intervenuti hannell’annno condannato il vile gesto che ha colpito il sindaco e l’intera comunità di Cassano poiché il municipio rappresenta la casa di tutti i cittadini. Dai vari interventi sono emerse altresì, le difficoltà economiche e non solo in cui si dibattano i Comuni ed i sindaci in primo luogo, non sempre in grado di dare risposte ai cittadini. Nel contempo dai loro interventi è prevalso da un lato, sconforto e amarezza per l’impossibilità di poter dare risposte concrete alle esigenze della gente a causa della mancanza di risorse finanziarie, e dall’altro, il desiderio di reagire di fronte ai diuturni problemi e, soprattutto, a questi episodi malavitosi, opponendo contro di essi un “fronte comune e lottando energicamente contro quanti vogliono distruggere il territorio cassanese.
Leonardo Guerrieri