Nemmeno la presenza dello scrittore Pino Aprile, noto ai più per il best seller Terroni, è riuscita a trascinare, ieri sera (venerdì), nella sala consiliare un numero importante di cittadini che, tolti gli addetti ai lavori, si potevano davvero contare ad occhio. Eppure la serata registrava contorni importanti, come l’avvio della raccolta firme per la petizione europea, da presentare a Bruxelles, contro il progetto trivellazioni. «Il silenzio del Parlamento è preoccupante – ha commentato il presidente della Commissione Ambiente regionale Gianluca Gallo -. Ci devono spiegare il motivo perchè la nostra proposta di legge non è stata considerata».
«Il futuro del nostro territorio, di tutto l’arco ionico, dipenderà dalla consapevolezza, dalla capacità e dalla passione che sapremo tirare fuori per opporci, senza inerzie o indifferenze, a questo scellerato progetto di distruzione definitiva delle nostre risorse naturali e identitarie», ha aggiunto Ciminelli.
Anche se, potrebbe obiettare qualcuno, l’altra parte di questo Sud dorme ancora in un sonno profondo e non accenna una minima reazione prima culturale e poi sociale. Il caso della lotta alle trivellazioni ne è un esempio. Maggiormente per il comprensorio dell’Alto e Basso Jonio cosentino. Tant’è vero che le uniche manifestazioni che hanno coinvolto tanti cittadini si sono svolte nella vicina Lucania che con la Puglia vanno a formare il “trittico” delle regioni interessate oggi dalla minaccia delle petroliere. Sicuramente, come ribadisce anche Pino Aprile, sulla bilancia del progresso bisogna poggiare esternabilità positive e negative.
Per i “cacciatori di dollari” le esternabilità positive sono rappresentate dalla creazione di posti di lavoro e dall’estrazione di materia prima: queste vincono il duello contro quelle negative e cioè inquinamento, distruzione di fauna e flora marina, annullamento dell’economia legata a pesca, agricoltura e turismo. Prima e dopo la fabbrica, prima e dopo il pozzo petrolifero, prima e dopo la trivella a mare, questi settori che producono reddito a rilento potrebbero o avrebbero potuto crescere consentendo un’economia costante.
Questi scenari, amplificati dalla disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, hanno permesso il proliferare di movimenti civici che sull’esempio di Grillo provano ad attirare consensi. Questo dimostra una volontà di ribellarsi, non riscontrabile in passato al Sud, ma che il più delle volte si scontra con la disinformazione, con la mancata conoscenza del fenomeno specifico, che non permette alla protesta sociale di crescere e ramificarsi in maniera seria. Dall’altra parte invece, la Calabria, l’Alto Jonio, devono ancora scrollarsi di dosso il vecchio modo di fare politica che rischia di tenere lontani i cittadini anche da tematiche di importanza assoluta.
Vincenzo La Camera