Come è noto Broglio è uno dei siti proto-storici più noti d’Europa, dove per oltre 30 i ricercatori della Sapienza di Roma guidati dal compianto professor Renato Peroni hanno indagato a lungo sul popolo degli Enotri che, a partire dal VII e VIII secolo a.C., ha intessuto rapporti commerciali e culturali con gli antichi Greci. Oggi tutti i reperti venuti alla luce sono in parte presso il Museo della Sibaritide di Sibari e in parte ancora immagazzinati in attesa di essere esposti al pubblico. A Broglio ci sono gli scavi che ogni anno vengono ricoperti e protetti dalle intemperie e dai furti e ci sono alcune strutture in muratura che dovranno ospitare l’esposizione dei reperti quando il Parco Archeologico sarà completato. Ma, di questo passo, faranno prima i ladri a distruggere quello che è già stato realizzato, che la burocrazia a mettere mano ai lavori. Ma quello che avviene a Broglio è solo la punta di un iceberg, perché purtroppo tutte le campagne sono alla mercè dei ladri, tanto che i contadini (razza in via di estinzione) ormai non vi lasciano più niente, neanche gli arnesi e le attrezzature che servono per il lavoro. Per non parlare dei furti di animali domestici: galli, galline, conigli, maiali ed alle masserizie come grano, ulive, olio, legna, frutta, verdura… A un’abitazione abitata solo d’estate, sita sulla stessa strada che porta a Broglio, sono state asportate addirittura le persiane in alluminio. E’ vero che c’è una miseria ed un bisogno sempre più diffusi, ma di questo passo, senza un irrigidimento dei controlli, scomparirà del tutto la proprietà privata, le campagne resteranno abbandonate e si tornerà al dopoguerra e al tempo dei briganti.
Pino La Rocca