La processione prima della guerra mondiale (1915), era per il popolo , un’occasione di ribellione contro i potenti e l’autorità ecclesiale, in particolare del Vescovo che, si schierava dalla parte dei più ricchi. Durante la guerra, la processione, diventava teatro degli strazi più grandi. Mogli, madri, figlie facevano un voto alla Madonna vestendosi da flagellanti, con lo scopo di proteggere e far tornare a casa i loro cari. Lo svolgersi attuale della processione non differisce di molto da quello di un tempo. La cosa principale che le distingue è la storia che caratterizza le due epoche per problemi e bisogni diversi. La storia della processione è la storia di un popolo che ha patito la fame, la sofferenza e la paura. Il dolore del popolo era ed è equiparabile tutt’ora al dolore del Cristo in croce. La processione del Venerdῐ Santo è conosciuta ben oltre il territorio cassanese.
A concludere questo corteo funebre è la Vergine Addolorata, emblema di tutti gli uomini e donne che soffrono per la loro famiglia. La sua statua è realizzata in gesso e resina, risale al 1600. Nel 1823 era venerata dai frati del convento degli Osservanti, posto nei pressi dell’attuale cimitero di Cassano. Successivamente il popolo cassanese volle adorare la sua maestosa statua e, cosῐ venne portata nella Cattedrale, presente fin dal 1671. La processione percorre il centro storico, passando da quelle che un tempo erano le strade principali del paese, fino ad arrivare nuovamente nel luogo di partenza, ossia nella Cattedrale di Cassano sita in piazza San Eusebio, chiesa madre della Diocesi. Figure emblematiche della processione sono: la bandiera nera, 2 tamburi, la bùccina, la tròccola, 2 funi e la catena.
Veronica Iannicelli
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