Quest’ultimo, proprio nel giorno di Natale, “mentre si apprestava ad accendere il barbecue per il pranzo natalizio, ha accusato uno strano gonfiore della lingua”. I familiari, considerato che la situazione non migliorava, lo hanno accompagnato presso il PPI di Trebisacce “dove – secondo quanto è riportato nella denuncia – gli veniva praticata una flebo e gli veniva garantito che nel giro di un’ora avrebbe potuto tranquillamente fare ritorno a casa”. Non è andata proprio così perché piano piano la situazione è precipitata.
“In realtà, – si legge ancora nella denuncia – al cambio di turno, il medico subentrante si rendeva conto della gravità della situazione e cercava di porvi rimedio allertando i sanitari del 118 che sono intervenuti tempestivamente effettuando un tentativo di rianimazione, ma alle 14.40 veniva dichiarato il decesso dell’uomo”. I familiari del povero Pinelli, sospettando un caso di malasanità, hanno sporto denuncia alla Procura la quale ha accolto la denuncia disponendo l’autopsia sul corpo dell’uomo. Autopsia che è stata eseguita il 27 dicembre. Da quanto si è saputo, ci vorranno 90 giorni per il deposito degli esiti della perizia. Solo allora si potrà avere contezza di quanto è accaduto e se ci sono eventuali responsabilità. Resta comunque il fatto che un PPI come quello in funzione presso l’ex ospedale, con un solo medico e un solo infermiere, è inadeguato a gestire l’emergenza sanitaria, tanto è vero che la gente continua a morire.
Pino La Rocca