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Acqua contaminata nel mar Jonio. Sequestrato impianto nucleare di Rotondella

Per evitare che continui lo scarico nel mare Jonio di acqua contaminata proveniente dall'impianto nucleare Itrec di Rotondella (Matera), la Procura della Repubblica di Potenza ha fatto eseguire stamani il sequestro di tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico. I reati ipotizzati nell'inchiesta sono: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ma lo smantellamento del sito potrà proseguire. L'impianto di Rotondella è gestito dalla Sogin e il sequestro riguarda anche l'impianto "ex Magnox", che si trova nella stessa area. Le indagini sono cominciate dal grave stato di inquinamento ambientale causato da sostanze chimichein cui si trova la falda acquifera sottostante il sito nucleare. Le sostenze sono usate per il riprocessamento di barre di uranio-torio. Secondo i risultati dell'inchiesta, l'acqua contaminata non veniva in alcun modo trattata: attraverso una condotta, dopo aver percorso alcuni chilometri, si immettevano direttamente nel mare Jonio. Di conseguenza, in via d'urgenza la Procura distrettuale di Potenza ha disposto il sequestro, eseguito dai Carabinieri del Noe. Il 13 aprile 2018. ANSA/ CARABINIERI NOE +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Posto sotto sequestro cautelare, per il sospetto inquinamento del mare Jonio, l’impianto nucleare ITREC di Rotondella (MT) che, meglio conosciuto come Centro-Enea, sorge in Contrada Trisaia, nel comune di Rotondella, a pochi chilometri dal confine con la Calabria e quindi con l’Alto Jonio cosentino. Ad eseguire il sequestro sarebbe stata la Procura della Repubblica di Potenza al fine di evitare il continuo sversamento in mare di contaminazioni provenienti dal sito di dismissione nucleare Itrec, che dovrebbe essere bonificato entro il 2032.

A seguito di un’indagine coordinata dalla DDA di Potenza, i Carabinieri del NOE hanno effettuato in via d’urgenza il sequestro preventivo delle vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico a mare dell’impianto Itrec/Sogin e dell’adiacente impianto “ex Magnox” che sorge in area ENEA. I reati ipotizzati sarebbero: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti tossici. Nell’indagine sarebbe stata accertata «una grave ed illecita attività di scarico a mare dell’acqua contaminata che non veniva in alcun modo trattata».

Secondo le indagini esperite dai Carabinieri del NOE, tali acque, convogliate in un’apposita condotta, partivano dal sito e, dopo alcuni chilometri, si immettevano direttamente nel mare Jonio. Il sequestro preventivo, comunque, non interrompe le attivitàdi “decommissionamento” del sito nucleare della Trisaia.

Pino La Rocca

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