La visita dell’Eparca coincide con la commemorazione della festa dei defunti, che quest’anno è stata anticipata di una settimana in quando il giorno suddetto ricadeva il 2 febbraio giorno della Candelora. La commemorazione dei defunti è una festa mobile, che varia con il variare della Pasqua, viene celebrata la settimana che precede la prima domenica di carnevale e 11 giorni prima delle ceneri e si protrae per l’intera settimana fino allo “Psicoseveton” ossia il sabato delle Anime del Purgatorio.
Durante la settimana di commemorazione si usa preparare il gran bollito che viene fatto benedire in chiesa e consumato in ricordo dei morti, e il grano che ha una valenza rituale in quanto è simbolo della vita che, morendo sulla terra genera nuova vita in suffragio delle anime dei defunti. Molto importante è il rito del “Trisaghion” quando, durante la messa del sabato mattina il papàs, sopra un tavolino pone un piatto colmo di collivi o panaghie (grano cotto) che rappresentano per gli arbereshe il simbolo della resurezione. Conclusa la cerimonia in chiesa i fedeli e il papàs si recano in processione al cimitero dove il papàs benedice i sepolcri con incenso e acquasanta e recita il “Contachion e l’Apolitichion”.
Arianna Calà