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Villapiana, malore per un bimbo in vacanza. Salvato dai soccorsi

Villapiana, malore per un bimbo in vacanza. Salvato dai soccorsi
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Bimbo di 3 anni, in vacanza con i genitori a Villapiana Lido, in preda a grave sindrome convulsiva rischia di morire per insufficienza respiratoria ma viene soccorso dal 118 di Trebisacce e, senza tappe intermedie che avrebbero allungato i tempi dell’intervento, consegnato direttamente nelle mani dei medici della Divisione di Pediatria dell’Annunziata di Cosenza. Quaranta minuti di trepidazione e di angoscia, quelli del viaggio a sirene spiegate verso il capoluogo, sia per il personale sanitario del 118 che nel frattempo ha praticato al bambino tutte le metodiche previste in questi casi tra cui la ventilazione forzata dell’ossigeno, ma soprattutto per i genitori che, con il cuore in gola, lo hanno accompagnato a Cosenza. Minuti che potevano risultare fatali se si fossero allungati i tempi anche attivando l’Elisoccorso, per quel bimbo affetto, pare sin dalla nascita, di frequenti crisi convulsive. Solo per fortuna e per l’intuizione del medico del 118 di Trebisacce, oggi solo per caso “medicalizzato” rispetto ad altri giorni e notti in cui per carenza di medici il servizio risulta non medicalizzato, il bimbo ha superato la grave sindrome convulsiva ed è salvo. Ma l’ennesimo episodio di emergenza-urgenza sanitaria risoltosi positivamente solo per un caso e per la perizia del personale sanitario del 118 ripropone una serie di angoscianti interrogativi sulla grave situazione della sanità nella periferia della Provincia di Cosenza.

Cosa sarebbe successo, ci si chiede, se il 118 non fosse stato medicalizzato come capita spesso e volentieri di giorno e  di notte perché 3 soli medici non ce la fanno a coprire i turni h/24? Cosa sarebbe successo se il Pronto Soccorso di Trebisacce presso cui il bimbo sarebbe dovuto passare fosse stato privo del medico anestesista-rianimatore perché, come è noto, la Convenzione con gli anestesisti di Cosenza scaduta il 20 luglio non è stata rinnovata lasciando l’unico medico in servizio senza il supporto del collega-anestesista proprio in un periodo in cui la domanda di sanità aumenta con la crescita della popolazione residente? Chi provvederà, ci si chiede ancora, a sostituire, da domani in poi, il dottor Antonio Rago l’unico medico-anestesista peraltro Coordinatore degli Anestesisti che da Cosenza vengono presso il “Chidichimo” a contratto, che proprio da domani sarà assente definitivamente dal servizio perché va in pensione?

Domande veramente inquietanti, tutte queste, che i sindaci del comprensorio chiamati a raccolta dal sindaco di Trebisacce Franco Mundo porranno nei prossimi giorni al Commissario Cotticelli come del resto hanno già fatto i sindaci dei paesi del Pollino che vivono le stesse problematiche sanitarie. La verità è che se la politica non passa subito, senza tentennamenti e senza inutili perdite di tempo, dagli annunci e dai proclami ai fatti concreti, la sanità pubblica, soprattutto nelle aree più periferiche, piuttosto che soccorrere e curare le persone le condannerà a morte sicura.

Pino La Rocca

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