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Raccolta beni per terremotati Albania. Con la Misericordia di Trebisacce è gara di solidarietà

Raccolta beni per terremotati Albania. Con la Misericordia di Trebisacce è gara di solidarietà
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La notte del 26 novembre il popolo albanese è stato svegliato da una violenta scossa di terremoto che ha causato 51 morti e numerosissimi feriti e sfollati. Nel Paese delle Aquile non si verificava un terremoto così forte dal 1979. A causa dei pochi beni primari, e dell’elevato numero di persone bisognose, la Misericordia di Elbasan, distaccamento di quella italiana, è in contatto con le associazioni di volontariato del nostro Paese già dalle prime ore dopo la grande scossa, e ha proposto agli 800 volontariati italiani e alla Caritas albanese una raccolta beni di prima necessità.

Ad essere impegnata in questa importante iniziativa troviamo la Misericordia di Trebisacce, con il suo vice-governatore Valentino Pace, anche responsabile dell’area emergenza Calabria a cui, come a tutte le altre associazioni che stanno portando avanti questa azione umanitaria, è stata fornita una lista di materie di primaria necessità (nella foto). La raccolta, che terminerà tra circa 15 giorni, avviene mediante le sedi della Misericordia, e nei paesi in cui non sono presenti, possiamo trovare altre associazioni culturali a fare da tramite.

Le spedizioni dei pacchi, che andranno avanti fino a gennaio, partono generalmente ogni sabato sera da Andria per essere distribuite nella base di Elbasan, dove è stata realizzata un’area di emergenza. Inoltre, essendoci un contatto diretto tra i volontariati dei due paesi, le spedizioni vengono tracciate con attenzione, affinché non finiscano nelle mani sbagliate. «Intanto in Albania –  dice Valentino Pace, c’è un’equipe di volontari italiani della Misericordia impegnati a girare di villaggio in villaggio per visitare gratuitamente le popolazioni». Pace conferma la grande partecipazione e solidarietà, manifestata non solo dai cittadini di Trebisacce, ma anche da quelli dei paesi limitrofi. Racconta di persone non certo benestanti, ma pronte alla condivisione con chi, attualmente, ne ha più bisogno.

Francesco Agrelli

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