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Trebisacce. In fumo diversi ettari di verde. Paura per le case. Civili collaborano a domare le fiamme

Trebisacce. In fumo diversi ettari di verde. Paura per le case. Civili collaborano a domare le fiamme
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Appena le temperature si sono alzate, nel territorio comunale di Trebisacce è subito scoppiato il primo incendio boschivo di questa stagione, per tanti versi così anomala. Il primo incendio dell’anno, scoppiato nella mattinata di oggi 22 luglio, ha comunque interessato le due contrade rurali cosiddette “don Pasquale” e “Pozzicello” che si estendono ai  margine della Strada Provinciale che sale ad Albidona e Alessandria del Carretto e precisamente fino al confine geografico tra i comuni di Trebisacce e Albidona. Tutte quelle aree, che saranno interessate al tracciato della nuova S.S. 106, sono coperte da folte pinete, ma anche di uliveti, di frutteti e contrassegnate dalla presenza di civili abitazioni, tutte messe in serio pericolo dalle fiamme che, prima dell’arrivo delle squadre da terra, seppure non alimentate dal vento, hanno bruciato e incenerito diversi ettari di bosco, di uliveti e di vigne e seminato il panico tra gli abitanti della zona che hanno visto il fuoco lambire le loro case molto da vicino.

Sul posto sono subito arrivate le squadre AIB di Calabria Verde e il sindaco della città Franco Mundo che, dando il buon esempio ha collaborato fattivamente a fronteggiare le fiamme ed ha subito allertato i Vigili del Fuoco Volontari di Trebisacce che, insieme ad altri volontari-proprietari dei terreni, sono riusciti dopo alcune ore a domare il fuoco che, comunque, ha devastato un altro angolo di verde e, oltre a minacciare le civili abitazioni, ha arrecato seri danni all’agricoltura. Le cause dell’innesco del fuoco? La coincidenza tra l’aumento delle temperature e il primo incendio farebbe pensare a un caso di autocombustione provocata dal caldo, ma sappiamo bene che non è certamente così perché quasi tutti gli incendi boschivi e quindi anche quelli degli anni scorsi, che hanno ridotto in cenere gran parte del patrimonio boschivo dell’Alto Jonio, hanno avuto una probabile matrice dolosa.

«Non sappiamo – ha dichiarato a caldo il sindaco Franco Mundo a proposito delle cause dell’innesco del fuoco – se si tratta di responsabilità di qualche balordo o di fenomeni naturali di autocombustione, ma è più probabile che si tratti di superficialità, o di sottovalutazione del rischio da parte di qualcuno interessato a liberare il terreno dalle erbe infestanti. In ogni caso – ha raccomandato il primo cittadino dopo aver ringraziato gli uomini di “Calabria Verde”, i VV.FF. Volontari di Trebisacce e i Volontari – dobbiamo essere vigili e collaborativi guardandoci dalle due emergenze del momento: quella dei rifiuti solidi urbani, che ci auguriamo sia solo momentanea e quella degli incendi boschivi che rischiano di bruciare quel poco di verde sopravvissuto agli incendi degli anni scorsi».

Pino La Rocca

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