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Trebisacce. Il Polo Liceale diventerà “scuola cardioprotetta”

Trebisacce. Il Polo Liceale diventerà “scuola cardioprotetta”
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Diffondere la cultura del primo soccorso in situazioni di emergenza cardiologica e salvaguardare così tutti i soggetti: studenti, docenti e personale Ata che a vario titolo frequentano il Polo Liceale “G. Galilei” di Trebisacce. E’ con questo obiettivo che la dirigente scolastica Elisabetta D’Elia ha accolto la proposta dell’associazione regionale “Calabria Cardioprotetta” ed ha aderito al progetto della cardioprotezione dell’Istituto, come del resto hanno già fatto numerosi istituti scolastici calabresi.

In realtà, l’associazione “Calabria Cardioprotetta” investe ormai da anni nella formazione sanitaria delle nuove generazioni allo scopo di defibrillare innanzitutto le coscienze e promuovere così la cultura del primo soccorso. A questi obiettivi mira infatti la convenzione che a breve sarà stipulata tra l’associazione e il Polo Liceale “G. Galilei” di Trebisacce e che è stata fortemente voluta dalla dirigente prof.ssa Elisabetta D’Elia. Si tratta di un percorso formativo sperimentale medico-sanitario che prenderà il via dal prossimo anno scolastico e che sarà preceduto da corsi di formazione Bls-d e Pbls-d e sull’uso corretto del defibrillatore destinati agli studenti dell’Istituto ma con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le famiglie e le amministrazioni comunali dei paesi dell’hinterland da cui provengono gli studenti dei Licei di Trebisacce.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente onorario di “Calabria Cardioprotetta” Giuseppe Colangelo e dalla dirigente dell’Istituto che hanno sottolineato all’unisono “l’importanza di partire dalle scuole per fornire agli studenti gli strumenti per tutelare la propria vita e la vita degli altri, in particolare per quanto riguarda la prevenzione della morte provocata all’improvviso da patologie cardiovascolari, che non fanno distinzioni di età, né di condizioni di partenza e che, come è noto, sono la prima causa di mortalità nel mondo. Questo progetto – secondo il presidente Colangelo e la prof. D’Elia – farà dunque sviluppare l’attenzione agli stili di vita che spesso sono alla base di queste patologie e farà crescere quella cultura del bene comune che è alla base di un autentico senso di cittadinanza attiva”.

Pino La Rocca

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