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«Cibo scaduto all’Ospedale di Castrovillari». Pazienti minacciano sciopero della fame

«Cibo scaduto all’Ospedale di Castrovillari». Pazienti minacciano sciopero della fame
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di Federica Grisolia – «Quanto emerso a proposito del cibo somministrato ai pazienti dell’Ospedale Spoke di Castrovillari è inquietante e apre uno scenario a tinte fosche relativo alla gestione del servizio di ristorazione (esterno) della struttura ospedaliera». È quanto dichiara Ferdinando Laghi, capogruppo di “De Magistris Presidente” in Consiglio regionale. «I particolari che fanno riferimento a pasti dall’aspetto anomalo, distribuiti, per di più, oltre la data di scadenza (il tutto documentato da una serie di segnalazioni inoltrate alla Direzione sanitaria dello “Spoke”), ove confermati, sono di una gravità assoluta, lesivi della dignità dei degenti e pericolosi per la loro già malferma salute. Degenti che, da parte loro, proprio a causa delle circostanze descritte, avrebbero rifiutato di consumare le pietanze, minacciando addirittura una sorta di “sciopero della fame”. L’accaduto sembra evidenziare una ulteriore e inaccettabile limitazione al diritto alle cure e all’assistenza entro gli standard minimi di qualità. Opportuni e tempestivi, per fortuna, i controlli della Direzione sanitaria ospedaliera e le comunicazioni all’Asp, a cui tocca adesso intervenire adeguatamente e con decisione, anche chiarendo una situazione relativa a chi sia in capo il servizio di ristorazione».
«L’esternalizzazione dei servizi – prosegue il consigliere regionale – non deve assolutamente coniugarsi con un peggioramento del loro espletamento, a scapito degli utenti e della loro salute. Ed è perciò necessario vigilare con la massima attenzione e frequenti controlli, affinché tali prestazioni siano erogate in maniera adeguata e nel completo rispetto delle regole». «Pertanto – conclude Laghi – auspico che sull’intera vicenda sia fatta piena luce e che, se responsabilità ci sono, vengano opportunamente e decisamente sanzionate. Così come deve essere garantito un vigile controllo e la massima trasparenza sulla modalità con cui gli appalti – della ristorazione e non solo – e la fornitura di servizi vengono banditi, assegnati e affidati alle ditte. A tutela di pazienti, lavoratori e nel rispetto di risorse pubbliche da impiegare con discernimento e oculatezza».

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