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Il Comprensivo di Mandatoriccio porta il presepe vivente nei paesi in cui opera

Il Comprensivo di Mandatoriccio porta il presepe vivente nei paesi in cui opera
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In tutti i plessi dell’Istituto Comprensivo di Mandatoriccio, guidato dalla dirigente scolastica, Mirella Pacifico, si sta celebrando il Natale attraverso la rappresentazione della nascita di Gesù. L’istituzione scolastica mandatoriccese ha optato per il presepe vivente. I presepi, che costituiscono l’opportunità per mostrare antichi mestieri ormai in via di sparizione, vengono allestiti all’aperto, nelle vie e nelle piazze dei borghi su cui ricade l’Istituto (Calopezzati, Campana, Mandatoriccio, Pietrapaola e Scala Coeli). Sono state scelte le strade dei centri storici, non solo  per la suggestione dei luoghi, ma anche per rivitalizzare e riqualificare questi borghi. Dunque, la comunità scolastica anima la comunità sociale di appartenenza, facendo parte attiva di quest’ultima. Un lavoro garbato e ben strutturato a cui  partecipano gli  abitanti, specie gli anziani, che portano gli attrezzi dei loro mestieri, fra questi, il fabbro, il falegname, il ciabattino, ma anche  la nonna che prepara il sapone o la donna che impasta. Insieme a loro, qui l’azione formativa, gli alunni che coadiuvano,  si cimentano per condividere esperienze con persone di età diverse per una più ricca conoscenza dei cicli di vita.  Gli studenti della secondaria primo grado eseguono, dopo una pausa di due anni, brani con  musica d’insieme. Tutti gli alunni, dell’infanzia, primaria e primo grado, cantano le melodie più celebri della Solennità del Santo Natale.

Un’altra iniziativa della scuola, parallela al Natale ma che cammina su un binario tutto suo, proseguirà per un triennio. Si tratta della visita alle residenze per anziani di Mandatoriccio, Campana e Calopezzati che si già stanno effettuando in questi giorni a cura degli alunni della scuola secondaria di primo grado, accompagnati da alcuni docenti.  L’obiettivo principale è di favorire la solidarietà sociale e di generare una cittadinanza attiva in cui l’educazione intergenerazionale diventa un ponte che unisce per abbattere i muri che spesso  dividono.  L’incontro permette ai giovani studenti di allacciare relazioni significative con altri adulti, al di fuori della loro famiglia, ispirare il confronto reciproco, per un arricchimento comune che vada oltre la solidarietà. L’iniziativa si concluderà con un libro scritto insieme da anziani e ragazzi. Un’azione che consente di realizzare l’idea di scuola che si intreccia con il territorio, le istituzioni, le agenzie educative e i sodalizi, nell’ottica di un nuovo paradigma culturale di riferimento mediante un pragmatismo che stimoli e incentivi l’apertura verso l’altro, il dialogo autentico e considerando la diversità come ricchezza.

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