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Amendolara saluta il suo sindaco. Un funerale storico per Pasquale Aprile

Amendolara saluta il suo sindaco. Un funerale storico per Pasquale Aprile
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di Vincenzo La Camera – Non c’è stata una famiglia di Amendolara che non aveva almeno un rappresentante per l’ultimo saluto al sindaco Pasquale Aprile. In aggiunta alle tante persone giunte dai paesi limitrofi. Un giornata di lutto cittadino vissuta con commozione e mestizia in tutto il paese, culminata con la camera ardente e poi il corteo funebre verso la chiesa del Convento di San Domenico dove dalle ore 16 alle 17.45 circa si sono tenuti i funerali. Già alla camera ardente, allestita dalle ore 13.30 in Sala Consiliare, (foto sotto) il via vai di gente è stato continuo, con tante persone che hanno sostato davanti al feretro del sindaco circondato dai familiari. Il feretro – con la foto del primo cittadino e la fascia tricolore adagiate sopra – ha rappresentato, nella sua drammaticità, un momento storico per il paese che purtroppo ha assistito alla dipartita del suo sindaco nel pieno delle sue funzioni. Pasquale Aprile, 74 anni, ha voluto onorare il voto popolare sino all’ultimo istante della sua vita, recandosi in Comune con la malattia che ormai avanzava e fino a quando le ultime forze glielo hanno consentito. Quel Comune che è stata la sua seconda casa: quarantadue anni da funzionario dell’ufficio Anagrafe, dieci da vicesindaco ed un anno e mezzo da primo cittadino. Alle 16 il feretro è giunto presso la chiesa del Convento nel rione Timpone dove è stato accolto all’ingresso dal parroco don Vincenzo Santalucia che ha concelebrato assieme ai confratelli don Nicola Arcuri, don Antonio Cavallo, don Franco Gimigliano, don Nicola Mobilio, don Luca Pitrelli, don Nicola Vilotta e il diacono don Vincenzo Gentile. I sindaci dell’Alto Jonio con la fascia tricolore hanno preceduto il feretro che è entrato in chiesa assieme ai familiari e a seguire l’Amministrazione Comunale di Amendolara e le forze dell’ordine con carabinieri, guardia di finanza, guardia costiera. In testa la Polizia Municipale con il vessillo del Comune di Amendolara, la bandiera italiana e quella europea.

La celebrazione religiosa si è aperta con il messaggio di preghiera inviato dal vescovo, don Francesco Savino e letto da don Vincenzo Santalucia che nella sua omelia ha ricordato le qualità di Pasquale Aprile, prima uomo e poi sindaco, sempre al servizio del bene comune. Don Vincenzo abbracciando a nome di tutta la comunità di Amendolara, la moglie Anna, si è rivolto ai figli Luca, Valerio e Letizia raccomandando loro, da buon pastore, di conservare con cura tutti gli insegnamenti ricevuti dal papà. All’assessore Paoletta Murgieri, dopo che tutti e sette i sacerdoti hanno incensato la bara, l’onore e l’onere di leggere la lettera della figlia di Pasquale Aprile, Letizia, che ha ringraziato gli amendolaresi per l’affetto dimostrato nei confronti del papà e che oggi trova conforto stringendo il suo piccolo bimbo tra le braccia, nato da pochi mesi. Il vicesindaco Gregorio Scigliano ha sottolineato come Pasquale Aprile sia stato una garanzia per ogni amendolarese che abbia bussato alla sua porta. «Caro Pasquale, lasci ai tuoi figli l’abbraccio di questa folla». Il consigliere comunale Antonello Ciminelli, già sindaco prima di Aprile, ha ricordato quella capacità di saper stare vicino alla gente, anche e soprattutto nelle piccole cose, nei piccoli problemi da risolvere. «Hai fatto appena in tempo a conoscere il tuo nipotino. Sono sicuro che lui – ha detto Ciminelli nel suo saluto – ogni qual volta tornerà ad Amendolara si sentirà dire “tu sei il nipote di Pasqualino Aprile”». A nome di tutti i sindaci presenti è intervenuta la prima cittadina di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia. «Perdiamo oggi un collega serio ed affidabile. Pasquale aveva delle qualità rassicuranti che soltanto chi lo frequentava quotidianamente riusciva a scoprire ed apprezzare. Se ne va una persona per bene».

Il feretro ha lasciato la chiesa, piena in ogni ordine di posto, tra l’applauso degli intervenuti con tantissima gente ad accogliere il sindaco nel piazzale all’esterno perché impossibilitati a trovare posto tra i banchi. La comunità di Amendolara si è stretta al dolore della famiglia con la compostezza che la contraddistingue vivendo questo lutto umano e istituzionale con rispetto e intimità. Si percepiva durante l’esequie, l’enorme dispiacere per aver perso, con Pasquale Aprile, un punto di riferimento fondamentale nella Casa Comunale, indipendentemente dal ruolo che svolgesse. Pasquale Aprile ha vissuto sempre senza vessilli, senza medaglie da apporre sul suo fedele maglione, ma con l’unico desiderio di mettersi a disposizione di chiunque avesse un problema da risolvere.

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