“La valle del Tempo”. Il racconto che sfida i confini della realtà
di Federica Grisolia
“La valle del Tempo”, l’ultima opera di Andrea Dell’Orbo – pubblicata nella collana “Altre Frontiere – Britannia” dell’Aletti Editore – è un racconto che fonde la rigorosa complessità della fisica moderna con l’introspezione più profonda, offrendo una riflessione inedita sul legame tra genio e fragilità esistenziale. «Il libro – spiega l’autore, alpinista cantautore nato a Roma ma di origine carnica – nasce dall’idea che una donna bella e affascinante quasi mai è davvero appagata e felice. Che qualsiasi altro valore, oltre l’avvenenza fisica, non sia un sicuro lasciapassare per la serenità e la personale sicurezza. Artisti, scienziati, inventori e personaggi di alto talento, tutti prima o poi inciamperanno in questa fatale contraddizione». Il protagonista è un fisico esperto in teoria dei quanti e applicazioni spazio-temporali, che vive nel costante terrore di un rapimento. Convinto che potenze straniere vogliano usufruire delle sue eccezionali scoperte, tra l’altro non solo per pacifici intenti e sano progresso, lo scienziato sceglie l’autoisolamento in un rifugio tecnologicamente inespugnabile. Tuttavia, scopre una verità sconcertante: le sue invenzioni più rivoluzionarie sono già presenti nella semplice quotidianità e i nemici peggiori, a volte, sono proprio quelli più inaspettati e vicini. L’opera si distingue per una struttura audace in cui due archi narrativi si intrecciano costantemente. Dell’Orbo trasforma il flashback da semplice espediente stilistico a strumento utilizzato dal protagonista-narratore: scavare nel passato non è un esercizio di memoria, ma una necessità di sopravvivenza.
L’autore esplora come la genialità si accompagni, spesso, a una profonda vulnerabilità. «Nessuno dei due aspetti del carattere del protagonista può emergere più dell’altro. Essi – afferma – viaggiano comunque insieme, perché la genialità implica di per sé una differenza». Al centro di tutto vi è il delicato equilibrio dello spazio-tempo, una bilancia che sorregge l’armonia dell’universo e, allo stesso modo, la stabilità dell’anima umana. «La natura del tempo è intrinsecamente legata allo spazio. Una natura, quindi, che non possiede una precisione assoluta ma nemmeno potrà rivelarsi soggettiva e sfuggente». In un’ottica di diffusione globale, il testo si avvale della traduzione in lingua inglese, realizzata in collaborazione con l’Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo: «Naturalmente è una buona occasione per diffondere meglio il mio racconto – commenta l’autore».
“La valle del Tempo”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «E’ un’ulteriore opportunità per diffondere un’opera – conclude Andrea Dell’Orbo – per mezzo di un canale che non esclude mai il contatto diretto tra le persone e il libro». Il racconto diventa così un ponte con il lettore: senza la pretesa di insegnare nulla, vuole solo farlo sentire meno solo nel percorrere la propria “valle”, e trasmettere umanità. Null’altro.

