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Calabria e Lucania provano ad avvicinarsi. Ma sui progetti stradali la Provincia di Cosenza è in ritardo

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Uno scorcio di San Lorenzo Bellizzi

Le popolazioni dell’Alto Jonio continuano a strizzare l’occhio alla Basilicata, ma le istituzioni calabresi tardano ad abbattere le barriere naturali che dividono i due versanti regionali confinanti. E’ infatti in grave ritardo la realizzazione delle due strade intercomunali, di competenza delle amministrazioni provinciali di Potenza e di Cosenza, destinate a mettere in comunicazione, lungo un tracciato naturale già esistente, i paesi dell’Alto Jonio calabrese (San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria, Alessandria del Carretto, Albidona…) con i paesi lucani confinanti (Terranova del Pollino, San Paolo, San Costantino, San Severino Lucano…).

Per quanto riguarda la regione Basilicata, la Provincia di Potenza è in linea con i tempi: ha impegnato le risorse necessarie ed ha già realizzato i tratti delle due strade che ricadono in territorio lucano, mentre la Provincia di Cosenza, rispetto a entrambi i due progetti, risulta essere alquanto più pigra ed in grave ritardo. Di questo si lamentano gli amministratori comunali dei comuni calabresi e lucani delle aree interne e soprattutto le popolazioni delle frazioni rurali che spesso e volentieri, soprattutto d’inverno, restano isolate a causa delle abbondanti nevicate. Si tratta, in realtà, di due strade intercomunali: una destinata a collegare San Lorenzo Bellizzi (CS) con Terranova del Pollino (PZ) e l’altra a collegare Alessandria del Carretto (CS) con San Paolo Albanese (PZ).

Una volta completate, tutte e due le strade garantirebbero una penetrazione molto più veloce e agevole all’interno del Parco Nazionale del Pollino, con una favorevole ricaduta anche nel settore del turismo mare-monti. Ma, oltre che a migliorare il collegamento mare-monti, le due strade sono destinate ad agevolare le relazioni tra le popolazioni di confine dei paesi montani e delle frazioni rurali che sin dai tempi antichi, ignari dei limiti geografici costituiti dai confini regionali, hanno sempre intrattenuto rapporti di buon vicinato e di vivace interscambio sociale, commerciale e anche culturale. E lo hanno fatto nonostante che ad unire i versanti delle due regioni ci fossero solo gli antichi e impervi sentieri rurali (i tratturi) che i pastori aprivano a fatica tra i boschi e che utilizzavano per l’annuale transumanza delle greggi dai monti del Pollino verso il mare della Piana di Sibari.

Pino La Rocca

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