“Siamo tutti Amendolara”. Sindaci in Sala Consiliare. Acciardi: «Faremo nostra parte. Obbligo morale»
di Vincenzo La Camera – Ha risposto presente la squadra dei sindaci del comprensorio all’invito della collega di Amendolara Maria Rita Acciardi in seguito ai fatti di cronaca del primo giugno. C’erano – assieme all’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface – i primi cittadini di Oriolo, Montegiordano, Canna, Trebisacce, Villapiana, Cassano allo Ionio, Rocca Imperiale e i delegati di San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria, Nocara. Presenti i locali amministratori comunali di maggioranza e minoranza; e una rappresentanza della Cisl provinciale. C’è aria sommessa in Sala Consiliare. Non c’è l’abitudine, e mai ci sarà, per fortuna, da queste parti, a fatti di cronaca come questi. «Siamo dentro a tutti i telegiornali», dice un signore anziano che passeggia e osserva il movimento attorno al Municipio. Il sindaco del “Paese delle mandorle”, in sala consiliare, ha preso subito le distanze da alcuni post social di queste ore che in qualche modo non approvano la manifestazione della Cgil indetta per domani (sabato) ad Amendolara con il segretario generale, Maurizio Landini e la segretaria Pd, Elly Schlein. «Parteciperemo come Amministrazione in maniera ufficiale alla manifestazione. È giusto che ognuno faccia la sua parte in questa battaglia di civiltà. E noi rispettiamo il ruolo del sindacato». C’è l’obbligo morale di trasformare ciò che è accaduto ad Amendolara in una forza sociale per fare piena luce sul mondo sommerso dei braccianti agricoli – comunitari ed extracomunitari – sfruttati ed estirpare quei fenomeni anche minimi che inquinano tutta la Calabria, il Mezzogiorno e l’Italia intera. “Siamo tutti Amendolara” il messaggio all’unisono dei sindaci che raccontano di un territorio attraversato da questa manovalanza sui loro minivan che si dirige verso i campi del Metapontino. E’ evidente che Amendolara ha rappresentato in questo orrore il teatro involontario, ma è proprio la sua cultura e la sua storia che hanno attraversato generazioni e generazioni che sussurra alla coscienze di non voltarsi dall’altra parte.

Intanto le salme dei quattro ragazzi brutalmente uccisi sono arrivate al cimitero di Amendolara dopo l’autopsia di questa mattina all’ospedale di Rossano. Anche i funerali saranno ad Amendolara. Amendolara farà la sua parte – riferisce il sindaco Acciardi – come Amministrazione e come comunità. Chiederemo a IP di autorizzarci per dedicare il piazzale del distributore di benzina ai quattro ragazzi morti con una lapide”. A tal proposito il sindaco di Cassano allo Ionio, Giampaolo Iacobini, ha voluto esprimere un pensiero di solidarietà per il titolare della benzina che in un attimo ha visto svanire i sacrifici di una vita. Franco, di Francavilla Marittima, conosciuto ad Amendolara per la sua gentilezza e laboriosità si è messo subito a disposizione degli inquirenti per dare il suo contributo come ha raccontato in conferenza stampa anche il capo della Mobile di Cosenza.

Intanto la magistratura è al lavoro per fare piena luce sulla vicenda e soprattutto sul movente che ancora va cristallizzato. Il sindaco di Rocca Imperiale, Giuseppe Ranu’, ha invocato però una necessaria lucidità in questo momento delicato, dicendo che l’emotività non deve far passare un messaggio di repressione nei confronti del lavoro degli extracomunitari gettando il bambino con l’acqua sporca. “Abbiamo bisogno di queste persone e dobbiamo tutelare la parte sana del sistema”, come ha ribadito anche la neo sindaca di Villapiana Mariolina De Marco che nei primi giorni al Comune si è trovata a gestire questa situazione che riguarda anche il suo paese con l’alloggio nel centro storico occupato da vittime e carnefici.
Dice bene il sindaco di Oriolo, Simona Colotta, quando parla di problema culturale, invocando un coordinamento politico che possa interloquire con tutte le parti in causa. C’è da dire, però, che nessuno deve sentirsi escluso da queste dinamiche che in tante forme si possono insinuare nelle nostre comunità. Ci vuole tanto coraggio, e forse anche un pò di incoscienza, a dire “noi non c’entriamo nulla”. La partita si gioca proprio su questo aspetto. E domani tutti si augurano che la manifestazione della Cgil, dove sono attese nel “Paese delle Mandorle” migliaia di persone, possa non essere solo una passerella inopportuna ma possa davvero diventare lo spartiacque verso una presa di coscienza sul valore della vita, sul rispetto del prossimo e sulla dignità del lavoro che sono davvero le vere chiavi di volta per poter affermare a testa alta di vivere in un Paese civile: dove il metro della civiltà non è rappresentato soltanto da coloro che vengono coinvolti, a vario titolo, in fattacci come questi ma anche e soprattutto da coloro i quali sono tenuti a dominare queste situazioni per far sì che non si verifichino mai più.
